<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571</id><updated>2011-11-13T19:33:35.659+01:00</updated><title type='text'>Santi ortodossi</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>42</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-8925334786101135081</id><published>2011-11-08T02:19:00.001+01:00</published><updated>2011-11-08T16:36:22.446+01:00</updated><title type='text'>Sant'Eusebio, vescovo di Vercelli (283-371 d.C.) - 2</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anno 396. &lt;i&gt;Lettera LXIII di Sant'Ambrogio di Milano alla chiesa di Vercelli che, dopo la morte del vescovo Limenio, successore di Eusebio, non riusciva ad accordarsi sull'elezione di un successore.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;[...] 2. E' questa la formazione di un confessore, è questa la progenie di quei padri giusti che, non appena lo videro, elessero il santo Eusebio (&lt;i&gt;come vescovo di Vercelli&lt;/i&gt;), che non avevano mai conosciuto prima, preferendolo ai loro concittadini (egli non era arrivato presso di loro tanto prima rispetto a quando fu eletto) ed ancora di più quando essi l'ebbero osservato. Giustamente egli, eletto dalla chiesa intera, si rivelò un uomo così grande, giustamente si credette che colui che tutti richiedevano, fosse stato eletto per giudizio di Dio. E' necessario dunque che seguiate l'esempio dei vostri genitori, soprattutto perché voi che siete stati istruiti da un santo confessore dovete essere migliori dei vostri padri, poiché un miglior maestro vi ha istruito ed ha insegnato a voi e dovete manifestare un segno della vostra moderazione e concordia, mettendovi d'accordo nella vostra ricerca di un vescovo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;[...] 66. Ma se una così grande riflessione si richiede nelle altre chiese per l'ordinazione di un vescovo, quanta cura sarà richiesta nella Chiesa di Vercelli, dove due cose sembrano essere richieste in egual misura per un vescovo, la regola monastica e la disciplina ecclesiastica? Perché Eusebio di santa memoria fu il primo in Occidente ad unire queste differenti materie, vivendo in città secondo le regole dei monaci e governando la chiesa con digiuno e temperanza. Perché la grazia del presbiterato è assai aumentata se il vescovo costringe i giovani alla pratica dell'astinenza ed alla regola della purezza; e proibisce loro, sebbene vivano in città, le maniere ed il modo di vita della città.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;[...] 67. Seguendo queste strade, Eusebio andò via dalla sua terra e dai suoi stessi parenti e preferì il vagare in terre straniere alla comodità di casa propria. Per la fede egli preferì e scelse anche le asperità dell'esilio, insieme a Dionigi (&lt;i&gt;vescovo di Milano&lt;/i&gt;) di santa memoria, che stimava un esilio volontario più che l'amicizia dell'Imperatore. E così questi uomini illustri, circondati da armi, guardati dai soldati, quando vennero strappati dalla più vasta Chiesa, trionfarono sul potere imperiale, perché attraverso la vergogna terrena essi raggiunsero la fortezza dell'anima ed il potere regale; essi, dai quali le bande di soldati ed il chiasso delle armi non poterono strappar via la fede, sottomisero la rabbia di una mente brutale, che fu incapace di danneggiare i santi. Perché, come leggete nei Proverbi, "l'ira del re è come l'ira di un leone".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;68. Egli confessò di essere stato sconfitto quando chiese loro di cambiare la loro decisione, ma essi ritennero la loro penna più dura di una spada di ferro. Allora fu l'incredulità ad essere ferita in modo da cadere, non la fede dei santi; essi non desideravano una tomba nella propria terra, poiché era stata loro riservata una casa nei cieli. Vagarono per tutta la terra, "non avendo nulla, e tuttavia possedendo tutto". Ovunque furono mandati ritennero quel posto pieno di delizie, perché non desideravano nulla, in loro ove abbondava la ricchezza della fede. Infine arricchirono altri, essendo essi stessi poveri di mezzi terreni, ma ricchi di grazia. Furono provati, ma non uccisi, nel digiuno, nelle difficoltà, nell'attenzione, nelle veglie. Nella debolezza divennero più forti. Non attesero alle lusinghe del piacere, poiché erano saziati dal digiuno; l'estate bruciante non inaridiva coloro che erano rinfrescati dalla speranza della grazia eterna, né il freddo delle regioni gelide li piegava, poiché la loro devozione germogliava nuovamente in una devozione ardente; non temevano le catene di uomini che Gesù aveva liberato; non aspettavano di essere salvati dalla morte, poiché si attendevano di essere resuscitati in Cristo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;70. Ed infine il santo Dionigi chiese nelle sue preghiere di poter concludere la sua vita in esilio, per paura che, tornando a casa, potesse trovare gli animi del popolo o del clero disturbati dall'insegnamento o dalla pratica dei non credenti, ed ottenne questo favore, in modo da portare con sé la pace del Signore con animo sereno. Così, come il santo Eusebio per primo raggiunse il livello della confessione, così il beato Dionigi perse la vita in esilio con onore maggiore anche di quello dei martiri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;71. Adesso questa pazienza crebbe forte nel santo Eusebio grazie alla disciplina del monastero e, dalla consuetudine della dura sopportazione, egli trasse il potere di sopportare le difficoltà. Perché chi dubita che nella più stretta devozione cristiana queste due cose siano le più eccellenti, gli offici del clero e la regola dei monaci? La prima è una disciplina che abitua alla cortesia ed alla buona moralità, la seconda all'astinenza ed alla pazienza; la prima, come se fosse su un palco aperto, la seconda nella segretezza; l'una è visibile, l'altra nascosta. E così, colui che fu un buon atleta disse: "Siamo resi uno spettacolo per questo mondo e per gli Angeli". Davvero degno era di fissare con lo sguardo gli Angeli, quando era proteso a raggiungere il premio di Cristo, quando era proteso a vivere sulla terra la vita degli Angeli e a superare l'iniquità degli spiriti in cielo, poiché egli combatté con l'iniquità spirituale. Giustamente il mondo fissa lo sguardo su di lui, per poterlo imitare.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-8925334786101135081?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/8925334786101135081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=8925334786101135081' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/8925334786101135081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/8925334786101135081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2011/11/eusebio-vescovo-di-vercelli-appendice.html' title='Sant&apos;Eusebio, vescovo di Vercelli (283-371 d.C.) - 2'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-1914231405643014117</id><published>2011-10-28T23:01:00.001+02:00</published><updated>2011-11-09T14:23:43.651+01:00</updated><title type='text'>Sant'Eusebio, vescovo di Vercelli (283-371 d.C.) - 1</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;a. 355&lt;br /&gt;Quando i nostri amici non accettarono il giudizio che essi (&lt;i&gt;gli Ariani&lt;/i&gt;) avevano pronunciato riguardo ad Atanasio, venne emanato dall'Imperatore un editto affinché quelli che non avevano sottoscritto la condanna di Atanasio fossero banditi. Ma in quel tempo (&lt;i&gt;a. 353&lt;/i&gt;) vennero riuniti alcuni concili di vescovi ad Arles e Bitterae, città della Gallia. Essi richiesero che prima che chiunque fosse costretto a sottoscrivere contro Atanasio, fosse necessario piuttosto iniziare una discussione circa la vera fede; e sostennero che solo allora si sarebbe potuto giungere ad una decisione sul punto controverso, quando si fossero accordati sulle persone dei giudici. Ma Valente ed i suoi alleati, non avventurandosi in una discussione sulla fede, desideravano in primo luogo assicurarsi con la forza la condanna di Atanasio. A causa di questo conflitto fra le parti, Paolino (&lt;i&gt;vescovo di Treviri&lt;/i&gt;) venne inviato in esilio. Nel frattempo venne radunata un'assemblea a Milano, dove allora si trovava l'Imperatore; ma qui venne continuata la stessa controversia, senza stemperarne in alcun modo l'amarezza. Allora Eusebio, vescovo dei Vercellesi, e Lucifero, vescovo di Cagliari, in Sardegna, vennero esiliati. Dionigi tuttavia, presbitero di Milano, sottoscrisse la condanna di Atanasio, a condizione che ci fosse poi fra i vescovi una discussione circa la vera fede. Ma Valente ed Ursacio, con tutta la loro parte, a causa della paura del popolo, che manteneva la fede cattolica con straordinario entusiasmo, non si azzardarono a rendere pubbliche le loro mostruose dottrine, ma si riunirono nel palazzo (&lt;i&gt;imperiale&lt;/i&gt;). Da quel luogo e sotto il nome dell'Imperatore, indirizzarono una lettera piena di ogni sorta di turpitudine, con l'obbiettivo, senza dubbio, che se il popolo l'avesse ascoltata con favore, avrebbero potuto portare avanti, con l'autorità imperiale, ciò che desideravano; se fosse avvenuto altrimenti, tutto il risentimento sarebbe stato diretto contro il sovrano, ma il suo errore sarebbe stato considerato scusabile, perché, essendo solo un catecumeno, si supponeva che potesse sbagliarsi sulle materie di fede. Bene, quando la lettera venne letta nella chiesa, il popolo l'avversò. E Dionigi, poiché non era d'accordo con loro, venne bandito dalla città, mentre Aussenzio fu immediatamente scelto come vescovo al suo posto. Anche Liberio, vescovo della città di Roma, ed Ilario, vescovo di Poitiers, furono inviati in esilio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulpicio Severo, &lt;i&gt;Cronache &lt;/i&gt;(ca. 403), lib. II, cap. XXXIX&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la morte di Costante, Magnenzio assunse l'autorità suprema nell'Impero occidentale; e, per reprimere la sua usurpazione, Costanzo riparò in Europa. Ma questa guerra, pur severa come fu, non pose fine a quella contro la Chiesa. Costanzo, che aveva abbracciato i dogmi ariani e prontamente si era lasciato persuadere dall'influenza di altri, venne convinto a convocare un concilio a Milano, una città dell'Italia, ed in primo luogo a costringere tutti i vescovi ivi radunati a firmare la deposizione approvata da giudici iniqui a Tiro; e poi, poiché Atanasio era stato espulso dalla Chiesa, a redigere una nuova confessione di fede. I vescovi si riunirono in concilio quando ricevettero le lettere imperiali, ma erano lontani dall'agire secondo le sue indicazioni. Al contrario, essi dissero in faccia all'imperatore che ciò che comandava era ingiusto ed empio. Per quest'atto di coraggio vennero espulsi dalla Chiesa e relegati ai più lontani confini dell'Impero. L'ammirevole Atanasio così menziona queste circostanze nella sua Apologia: "Chi", scrive, "può narrare le tali atrocità che essi perpetrarono? Poco tempo fa, quando le Chiese erano nel godimento della pace, e quando la gente era radunata in preghiera, Liberio, vescovo di Roma, Paolino, vescovo della metropoli della Gallia, Dionigi, vescovo della metropoli d'Italia, Lucifero, vescovo della metropoli dell'Isola di Sardegna ed Eusebio, vescovo di una delle città d'Italia, che erano tutti vescovi esemplari e predicatori della verità, furono catturati ed inviati in esilio per nessun altro motivo se non perché non potevano acconsentire all'eresia ariana, né firmare le false accuse che erano state formulate contro di noi. Non è necessario ch'io parli del grande Osio [&lt;i&gt;vescovo di Cordova&lt;/i&gt;], anziano e fedele confessore della fede, perché chiunque sa che fu anch'egli inviato in esilio. Di tutti i vescovi egli era il più illustre. Quale concilio potrebbe essere menzionato che egli non abbia presieduto e convinto tutti i presenti con il potere del suo ragionamento? Quale Chiesa non ricorda ancora la gloriosa memoria della sua protezione? Capitò mai che qualcuno che si recava da lui nel dolore, non ne ritornasse nella gioia? Che qualcuno che avesse chiesto il suo aiuto, non ottenesse tutto ciò che desiderava? Tuttavia essi ebbero la sfacciataggine di attaccare questo grande uomo, semplicemente perché, dalla sua conoscenza dell'empietà delle loro calunnie, si rifiutò di apporre la sua firma alle loro astute accuse contro di noi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Teodoreto di Ciro, &lt;i&gt;Storia ecclesiastica&lt;/i&gt; (ca. 444-449), lib. II, cap. XII&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma mentre essi [&lt;i&gt;gli Ariani&lt;/i&gt;] pensavano di stare portando avanti i loro piani contro molti per mezzo suo [&lt;i&gt;dell'imperatore Costanzo&lt;/i&gt;], non sapevano però di stare facendo in modo che molti divenissero confessori, fra i quali vi sono coloro che più tardi fecero una così gloriosa confessione, uomini religiosi ed eccellenti vescovi, Paolino, vescovo di Treviri, la metropoli delle Gallie, Lucifero, vescovo della metropoli di Sardegna, Eusebio di Vercelli, in Italia e Dionigi di Milano, che è la metropoli d'Italia. Costoro convocò l'imperatore davanti a sé e comandò loro di sottoscrivere contro Atanasio e di comunicare con gli eretici; e quando essi si dimostrarono stupefatti di fronte a questa nuova procedura e dissero che non c'era alcun canone ecclesiastico che la prevedesse, egli rispose immediatamente: "Il mio volere dev'essere considerato come un canone; i "vescovi" della Siria mi permettono di parlare così. Dunque obbedite o siate banditi".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando i vescovi udirono ciò furono completamente stupefatti e, alzando le loro mani a Dio, usarono grande audacia nel parlare contro di lui, insegnandogli che il regno non era suo, ma di Dio che glielo aveva dato e che essi gli indicavano di temere, altrimenti avrebbe potuto rapidamente sottarglielo. Inoltre lo minacciarono con il giorno del giudizio, lo misero in guardia dall'infrangere l'ordine ecclesiastico e mischiare la sovranità romana con la costituzione della Chiesa e parlarono contro l'introduzione dell'eresia ariana nella Chiesa di Dio. Ma egli non li ascoltò, né permise loro di parlare oltre, ma li minacciò il più possibile, estrasse la spada contro di loro e diede ordine che alcuni fossero condannati a morte; sebbene più tardi, come il Faraone, se ne pentisse. Gli uomini santi tuttavia, scuotendo la polvere e rivolgendo lo sguardo a Dio, non ebbero timore delle minacce dell'imperatore, né tradirono la loro causa di fronte alla sua spada sguainata; ma ricevettero l'esilio come un servizio connesso al loro ministero. E durante il viaggio predicarono il Vangelo in ogni luogo e città che visitavano, sebbene fossero legati, proclamando la fede ortodossa, anatematizzando l'eresia ariana e stigmatizzando la ritrattazione di Ursacio e Valente. Ma questo era contrario all'intenzione dei loro nemici; perché maggiore era la distanza del luogo dell'esilio, più ancora cresceva l'avversione contro di loro, mentre le peregrinazioni di questi uomini non erano altro che il vessillo della loro empietà. Perché chi fra quelli che li vedevano passare non li ammirava grandemente come confessori e non rinuciava agli altri, avendoli in abominio, chiamandoli non solo uomini empi, ma carnefici ed assassini, e qualsiasi altra cosa, piuttosto che Cristiani?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sant'Atanasio di Alessandria (295-373), &lt;i&gt;Historia Arianorum ad monachos&lt;/i&gt;, parte IV, capp. 33-34.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vengo ora a parlare di ciò che è accaduto di recente, in cui si racchiude la manifestazione della loro (&lt;i&gt;gli Ariani&lt;/i&gt;)&lt;i&gt; &lt;/i&gt;scelleratezza, nel segreto della loro astuzia. Eusebio, vescovo di Vercelli, è uomo che serve Dio con tutta la sua vita. In quel tempo, dopo il concilio di Arles (&lt;i&gt;353&lt;/i&gt;), quando il vescovo Paolino contrastò molte loro scelleratezze, gli venne comandato di venire a Milano. Radunata già là la sinagoga dei malignanti, per dieci giorni venne impedito nell'accedere alla chiesa, finché contro un uomo così santo non si consumò una malizia perversa. Incancreniti poi i consigli di tutti, venne convocato dove piacque. Sopraggiunse assieme con i chierici romani (il diacono Ilario e Pancrazio) e Lucifero, vescovo della Sardegna. Convocato affinché sottoscrivesse contro Atanasio, disse che in primo luogo bisognava concordare sulla fede; gli era noto che alcuni fra quelli che partecipavano erano corrotti dall'infamia eretica. Pose al centro l'esposta fede di Nicea, che abbiamo ricordato sopra, promettendo che avrebbe fatto tutto ciò che gli veniva richiesto, se avessero scritto la professione di fede. Dionigi, vescovo di Milano, prese per primo il foglio, ove, scrivendo, cominciò&amp;nbsp; a professarla; Valente gli tolse violentemente di mano la penna ed il foglio, proclamando che non poteva essere fatto, che qualcosa sarebbe stato fatto poi. La questione, dopo molto clamore, venne portata a conoscenza del popolo: sorse un grave dolore in tutti, la fede viene contrastata dai sacerdoti. Poiché quelli temono il giudizio del popolo, passano da ciò che appartiene al Signore alla parte del palazzo. Avevano scritto una sentenza di tal genere contro Eusebio molto prima che egli entrasse in chiesa: la stessa sentenza parla da sé.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sant'Ilario di Poitiers, &lt;i&gt;Ad Constantium Augustum&lt;/i&gt; (ca. 360-361), VIII&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al molto onorevole signore Vescovo Eusebio dal Vescovo Lucifero e dai presbiteri Pancrazio e Ilario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poiché il capitano del demonio è ben preparato e ci sono voci maligne, santo signore, ti chiediamo di non trascurare la grazia a te donata dal nostro Signore, ma per favore sbrigati, affinché tu possa arrivare il più rapidamente possibile e gli insegnamenti degli Ariani possano essere messi in fuga. Perché il Signore ed il suo Cristo sanno che, così come il nome di Dio venne glorificato all'arrivo degli apostoli alla caduta di Simone, allo stesso modo, una volta che Valente sia espulso al tuo arrivo, il distruttivo tradimento degli Ariani blasfemi potrà essere interamente distrutto.&lt;br /&gt;Noi, santissimo signore, dal primo giorno in cui fummo a Vercelli fino ad oggi abbiamo ricercato la tua devozione e chiediamo al Signore che in questa chiesa tutti i santi possano glorificare un completo ristabilimento delle cose e possano accompagnare la tua forza spirituale con le dovute glorificazioni. Crediamo che questo si otterrà, perché siamo convinti che la sofferenza del Salvatore non potrà essere sopraffatta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cristo, il Signore glorioso, ti guardi, santissimo e benedetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Epistula "Calcato capite"&lt;/i&gt;, in V. Bulhart, &lt;i&gt;Corpus Christianorum Series Latina&lt;/i&gt;, IX, Turnhout 1957, p. 120.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eusebio, nativo della Sardegna, fu prima lettore a Roma e in seguito vescovo di Vercelli; inviato dall'imperatore Costanzo a Scitopoli e in seguito in Cappadocia a causa della sua confessione di fede, ritornò alla chiesa sotto l'imperatore Giuliano e pubblicò i &lt;i&gt;Commentari di Eusebio di Cesarea sui Salmi&lt;/i&gt;, che aveva tradotto dal greco in latino; morì durante il regno di Valentiniano e Valente. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;San Gerolamo, &lt;i&gt;De viribus illustris&lt;/i&gt; (ca. 392-393), cap. XCVI.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;a. 362&lt;br /&gt;Dopo il ritorno di Atanasio, Lucifero, vescovo di Cagliari, in Sardegna ed Eusebio, vescovo di Vercelli, città della Liguria, in Italia, ritornarono dalla Tebaide superiore. Essi erano stati condannati da Costanzo all'esilio perpetuo in questa regione. Per la regolamentazione e la sistemazione generale degli affari ecclesiastici Eusebio venne ad Alessandria per radunare, di concerto con Atanasio, un concilio con lo scopo di confermare le dottrine di Nicea.&lt;br /&gt;Lucifero mandò un diacono con Eusebio perché prendesse il suo posto al concilio e andò di persona ad Antiochia, per visitare la chiesa che là era disturbata. Era allora stato provocato dagli Ariani uno scisma sotto la guida di Euzoio e dai seguaci di Melezio che, come ho detto sopra, era in disaccordo perfino con quelli che avevano le loro stesse posizioni. Poiché Melezio non era tornato ancora dall'esilio, Luciferò ordinò vescovo Paolino.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel frattempo i vescovi di molte città si erano riuniti in Alessandria con Atanasio ed Eusebio ed avevano confermato le dottrine di Nicea. Essi confessarono che il Santo Spirito è consustanziale al Padre e al Figlio e fecero uso del termine "Trinità". Dichiararono che la natura umana assunta da Dio il Verbo doveva essere considerata come consistente non soltanto di un corpo perfetto, ma anche di un'anima perfetta, come anche era stato insegnato dagli antichi pensatori della Chiesa. Poiché la Chiesa era agitata da problemi concernenti i termini "sostanza" ed "ipostasi" e le contese e le dispute su queste parole erano state frequenti, essi dichiararono, come penso, saggiamente, che da quel momento questi termini non dovessero essere usati all'inizio in riferimento a Dio, eccetto per confutare le teorie dei Sabelliani; per timore che, per scarsità di parole, la stessa ed unica cosa potesse essere chiamata in tre modi diversi; ma che si dovesse comprendere&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; ciascuno con il suo termine peculiare in modo triplice.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Questi furono i decreti approvati dai vescovi convenuti in Alessandria. Atanasio lesse in concilio il documento sulla sua fuga, che aveva scritto per giustificarsi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Sozomeno, &lt;i&gt;Storia ecclesiastica&lt;/i&gt; (ca. 440-443), lib. V, cap. XII.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Ma il Signore si destò e comandò che la tempesta cessasse; la bestia (&lt;i&gt;l'imperatore Costanzo&lt;/i&gt;) morì, e ci fu di nuovo calma. Per parlare più chiaramente, tutti i vescovi che erano stati banditi dalle loro sedi, per la clemenza del nuovo imperatore (&lt;i&gt;Giuliano&lt;/i&gt;) ritornarono alle loro chiese. Allora l'Egitto accolse trionfante Atanasio; allora Ilario (&lt;i&gt;di Poitiers&lt;/i&gt;) ritornò dalla battaglia nelle braccia della chiesa di Gallia; allora Eusebio ritornò e l'Italia mise da parte le sue vesti a lutto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;San Gerolamo, &lt;i&gt;Dialogo contro i Luciferiani&lt;/i&gt;, XIX.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Non appena il concilio di Alessandria si sciolse, Eusebio, vescovo di Vercelli, andò da Alessandria ad Antiochia; qui, trovando che Paolino era stato ordinato da Lucifero e che il popolo era in disaccordo, perché i partigiani di Melezio tenevano le proprie assemblee separatamente, fu immensamente amareggiato dalla mancanza di armonia intorno a questa elezione e fra sé disapprovò quanto era avvenuto. Il suo rispetto per Lucifero lo indusse tuttavia a tacere e alla partenza di questi si impegnò perché ogni cosa fosse decisa da un concilio di vescovi. In seguito lavorò con grande serietà per unire i dissenzienti, ma senza successo. Nel frattempo Melezio ritornò dall'esilio; e trovando i suoi seguaci che si riunivano separatamente dagli altri, si pose alla loro testa. Ma Euzoio, il capo dell'eresia ariana, aveva il possesso delle chiese: Paolino teneva solo una piccola chiesa in città, dalla quale Euzoio non lo aveva espulso, per via del suo personale rispetto per lui. Ma Melezio riuniva i suoi aderenti fuori dalle porte della città. Fu in queste circostanze che Eusebio lasciò Antiochia in quel momento. Quando Lucifero comprese che la sua ordinazione di Paolo non era approvata da Eusebio, considerandolo un insulto, divenne altamente irritato; e non solo ruppe la comunione con lui, ma cominciò anche, in spirito di contesa, a condannare ciò che era stato deciso dal sinodo. Queste cose, accadendo in una stagione di terribili disordini, allontanò molti dalla chiesa; perché molti si unirono a Lucifero e così nacque una setta separata, sotto il nome di "Luciferiani". Tuttavia Lucifero fu incapace a dare piena espressione alla propria rabbia, poiché si era fatto promettere dal proprio diacono di concordare con tutto quello che fosse stato deciso dal sinodo. Perciò egli aderì ai dogmi della chiesa e ritornò in Sardegna alla propria sede: ma quelli che all'inizio si erano identificati con la sua contesa, continuarono a rimanere separati dalla chiesa. Eusebio, d'altra parte, viaggiando attraverso le province orientali come un buon medico, ristabilì completamente coloro che erano deboli nella fede, istruendoli e fortificandoli nei principi ecclesiastici. Dopo questo, attraversò l'Illirico e poi in Italia, dove perseguì un analogo comportamento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Socrate, &lt;i&gt;Storia ecclesiastica&lt;/i&gt;, lib. III, cap. IX.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Eusebio,vescovo di Vercelli fu grande aiuto contro gli eretici per il dettoIlario (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;santovescovo di Poitiers&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;),egli che &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;dimostradi vivere dopo la morte con le presenti virtù&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;.Infatti, nel giorno della sua nascita, quando molti malati vengonosalvati, i posseduti tuttavia, che con grandi contorcimentiimperversano per tutta la chiesa e confessano di essere afflitti daun tormento eccessivo, sollevati nell'aria rompono, percuotendole conmano, le lampade che sono accese per l'officio della luce; e cosparsidal liquido che ne cola, vengono purificati nella persona, poiché ildemone si allontana immediatamente; e allora il popolo sa che tutti imalati che vedono le lampade rotte guariscono. Ma anche tutto ciòche si trova sotto il dominio della sua basilica viene conservatodalla pia protezione, affinché non sia sottratto qualcosa daqualcuno. Infatti vedresti le greggi di pecore, giumente e capre fragli iniqui nemici, che non potranno essere completamente raggiunti daqualcuno, poiché risuonerà la voce del pastore: questa è delconfessore Eusebio. Mia madre pose le sue reliquie nel luogo dipreghiera della sua casa. Avvenne che un giorno d'inverno, essendorimasta in allegra conversazione per tutta la notte a lungo davantial fuoco, che era composto da molte cataste di legna, mentre il restodella famiglia dormiva già, si alzò e pose il letto non lontano dalfuoco. Mentre tutti dormivano, una scintilla salì fino alle travi e,raggiuntane una, cominciò a spargere fiamme vigorose: ma credo cheper virtù di quel Santo, le cui reliquie erano vicine, le fiamme,contro natura, ripiegarono incurvandosi all'indietro. Né si esteseroal tetto, come avviene solitamente, ma passarono in basso; al puntoche non si sarebbe ritenuta fiamma, ma velli di lana pendenti dallatrave; e non la bruciava, ma soltanto errava, ardendo su di essa,finché, svegliatasi la madre e chiamati i servi, spense l'incendiogettandovi acqua, mentre facilmente tutta la casa avrebbe potutoincendiarsi assieme a tutti coloro che vi dormivano, se fosse mancatala virtù del Beato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;San Gregorio di Tours (538-594), &lt;i&gt;Liber de gloria beatorum Confessorum, &lt;/i&gt;tit. III&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;i&gt;Dal punto di vista delle fonti coeve, ci sono rimaste anche quattro lettere del vescovo e papa di Roma san Liberio a sant'Eusebio, tre databili al 354: la prima, che inizia &lt;/i&gt;Me frater carissime&lt;i&gt;, lo informa che dopo la&lt;/i&gt; &lt;i&gt;defezione&lt;/i&gt; &lt;i&gt;di Vincenzo, vescovo di Capua, "i vescovi di tutta l'Italia sono stati costretti a riunirsi in assemblee per obbedire alle disposizioni degli Orientali". E che Lucifero, vescovo di Cagliari, si stava recando dall'Imperatore per richiedere la convocazione di un concilio, al quale Liberio esortava anche Eusebio a partecipare. La seconda, &lt;/i&gt;Remeante filio meo&lt;i&gt;, in cui raccomanda Lucifero, vescovo di Cagliari, ed i suoi inviati, il presbitero Pancrazio ed il diacono Ilario, per aver compiuto grandi sforzi in difesa della Chiesa; la terza, &lt;/i&gt;Sciebam, domine frater&lt;i&gt;, in cui loda Eusebio per aver mostrato grande riguardo verso i suoi legati, Pancrazio ed Ilario, e per aver deciso di avvicinare l'Imperatore con loro. Gli annuncia anche di aver inviato, per la medesima missione, anche Fortunaziano, vescovo di Aquileia. La quarta risale al 355 ed è indirizzata ad Eusebio di Vercelli, Dionigi di Milano e Lucifero di Cagliari, la &lt;/i&gt;Quamvis sub imagine&lt;i&gt;. In essa consola i tre esiliati e scrive di aver condiviso con loro il medesimo destino.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;b&gt;La memoria del nostro padre fra i santi Eusebio è celebrata dalla Chiesa il 1/14 agosto, giorno della sua nascita al cielo, e il 15/28 dicembre, giorno della sua ordinazione. Le sue reliquie sono conservate in un reliquiario d'argento nella cattedrale romano-cattolica a lui dedicata&lt;/b&gt; &lt;b&gt;a Vercelli&lt;/b&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-1914231405643014117?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/1914231405643014117/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=1914231405643014117' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/1914231405643014117'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/1914231405643014117'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2011/10/santeusebio-vescovo-di-vercelli-283-371.html' title='Sant&apos;Eusebio, vescovo di Vercelli (283-371 d.C.) - 1'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-1577705655807766561</id><published>2011-10-16T19:46:00.003+02:00</published><updated>2011-10-16T20:14:36.019+02:00</updated><title type='text'>Vita della nostra santa madre Genoveffa di Parigi (VI)</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;Il figlio del suddiacono&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="CENTER"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt; Un certo suddiacono, vedendo i grandi miracoli da lei operati, le portò suo figlio, che era stato gravemente afflitto per dieci mesi da brividi di febbre. Genoveffa si fece portare dell'acqua, che prese e segnò con l'emblema della Croce, dopo aver chiamato il nome del Signore, quindi gliela diede da bere. E per la grazia del Signore Gesù Cristo egli fu immediatamente guarito.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;I fili dei suoi abiti procurano guarigioni&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt; In quei tempi molti che erano pieni di fede, portando con loro fili dei suoi indumenti, furono guariti da una varietà di malattie. E molti che erano posseduti da demoni furono da lei purificati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;Una tempesta sedata&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt; E così, quando rientrò da Sainte Maure, dove era stata per un certo numero di giorni, la moglie del tribuno che aveva riavuto la salute grazie a lei l'accompagnò finché si imbarcò sulla nave. Ed a coloro che stavano rientrando con la nave accadde quanto segue. Il vento stava spingendo pericolosamente la nave verso scogli e alberi, i contenitori del cibo furono rovesciati, e la nave prese a imbarcare acqua. Allora Genoveffa chiese aiuto a Cristo con le mani levare al cielo, e le navi tornarono sulla loro rotta. Così il nostro Dio e Signore, attraverso di lei, salvò undici navi cariche di cibo. Quando il presbitero Besso (che era rimasto spaventato al punto che che 'il calore abbandonò le sue ossa') vide tutto ciò, fu colmo di gioia, e cantò a chiara voce, dicendo che &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt;"Il Signore è divenuto per noi aiuto e protezione per la salvezza"&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt; (Cf. Es. 15,2) E tutti quanti erano con lui elevarono le loro voci al cielo, cantando il cantico dell'Esodo (Es. 15), e magnificarono Dio che li aveva salvati.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;Come Genoveffa diede sollievo agli affamati&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt; Rientrata dunque nella città di Parigi, Genoveffa distribuì le scorte di grano a tutti secondo le loro necessità. E diede preferenza ad alcuni che erano privi di forze a causa del loro bisogno, così che spesso le fanciulle al suo servizio correvano al forno e non vi trovavano parte del pane che vi avevano depositato, poiché la maggior parte era già stato distribuito ai poveri. Ed esse scoprirono presto la causa dei pani mancanti, quando videro i bisognosi della città portare pani appena usciti dal forno, e insieme benedire a gran voce il nome di Genoveffa. Ella infatti non riponeva la sua speranza nelle cose visibili, ma in quelle invisibili. In lei si compiva la parola del profeta: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt;"Chi fa la carità a un povero fa un prestito al Signore"&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt; (Prov 19,17). Per rivelazione dello Spirito Santo, ella aveva visto quella terra dove coloro che donano ai poveri cercano il proprio tesoro, e ogni volta che riteneva di essere stata visitata nel corpo dal Signore, sotto forma di uno straniero da lei aiutato, piangeva in continuazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;Fruminio di Meaux&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt; Un certo ufficiale della città di Meux, di nome Fruminio, aveva sofferto da quattro anni di un blocco dei canali delle sue orecchie, quando cercò Genoveffa a Parigi, e la supplicò di ridargli l'udito con un tocco della sua mano. E appena ella lo ebbe segnato, toccando le sue orecchie con la mano, egli riebbe istantaneamente l'udito, e benedì il nostro Signore Gesù Cristo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;La fanciulla Claudia&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt; I miracoli da lei compiuti nella città di Arles non dovrebbero mancare dalla nostra cronaca. Una donna di nome Fraterna, madre di una fanciulla di nome Claudia, era disperata per la vita della figlia, che era prossima alla morte. Si affettò da Genoveffa per farle una richiesta per la figlia, e la trovò in preghiera nella basilica del santo vescovo Aniano. Caduta ai suoi piedi, e lamentandosi, disse solo queste parole: "O Signora&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt;Genoveffa, fammi riavere mia figlia." Si dice che Genoveffa, quando vide la sua fede, abbia risposto: "Cessa di importunarmi; tua figlia è tornata in perfetta salute." Con gioia, Fraterna si rialzò e assieme a Genoveffa tornò alla sua dimora. Per mirabile potenza di Dio, Claudia fu guarita, e richiamata dalle porte dell'inferno così all'improvviso che si mise a servire Genoveffa a casa propria, in perfetta salute. E tutta una folla magnificò il Signore per la salute improvvisa data a Claudia attraverso la rettitudine di Genoveffa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;Il padrone ostinato&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt; Avvenne che nella stessa città ella supplicò un certo uomo di perdonare un suo servo che aveva commesso una colpa. Ma egli, indurito dall'orgoglio e dall'ostinazione, non volle perdonarlo affatto." Ella gli disse queste parole: "Anche se tu mi hai disprezzato quando ti supplicavo, il mio Signore Gesù Cristo non mi disprezza, poiché è compassionevole e misericordioso nel perdono". E quando quell'uomo ritornò a casa, fu preso da una tale febbre che non poté riposare per tutta la notte, ansimando e bruciando. Il giorno dopo, al mattino presto, gli si aprì la bocca che prese a schiumare. Gettandosi ai piedi di Genoveffa, chiese per sé il perdono che il giorno prima aveva negato al suo servo. La santa Genoveffa lo segnò, e la febbre e la malattia lo lasciarono: così il padrone fu rafforzato nell'anima e nel corpo, e il servo fu perdonato. Senza dubbio fu un Angelo del Signore ad affliggerlo, nello stesso modo di cui si legge a proposito dell'ebreo Aniciano, un uomo molto ostinato, alla cui porta si era presentato San Martino, supplicandolo a favore di certi uomini in catene. I libri dicono che gli fu inflitto un castigo da un Angelo del Signore, che lo fece correre fuori della sua casa e da San Martino, accordandogli ogni sua richiesta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;I posseduti di Tours&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt; Viaggiando verso Tours, Genoveffa patì molte tribolazioni sul fiume Loira. Ci sono circa seicento stadi da Arles a Tours, che è chiamata la terza Lione. E quando ella giunse al porto della città di Tours, una folla di posseduti le corse incontro dalla basilica di San Martino, mentre gli spiriti più malvagi gridavano che tra i santi Martino e Genoveffa erano arsi come tra le fiamme. Inoltre confessarono che le molte prove a lei capitate sulla Loira erano stati loro a inviarle per invidia. Intanto Genoveffa, entrata nella basilica di San Martino, purificò molti dei posseduti dai demoni attraverso la preghiera e il segno della Croce. Coloro dai quali se ne erano andati i demoni dicevano che nell'ora del loro tormento erano stati bruciati dalle dita delle mani di Genoveffa, come se fossero state candele accese a un fuoco dal cielo che brucia tutto intorno, ed era per questo che avevano urlato così terribilmente e fatto gesti così selvaggi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;Casalinghe importunate dai demoni&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt; Giunsero da lei tre uomini, le cui mogli erano evidentemente importunate da demoni nelle loro case, e la pregarono di liberarle dagli spiriti malvagi facendo loro visita. Genoveffa, con la sua abituale cortesia, li seguì, entrò in ogni casa, pregando e ungendole con olio benedetto. E purificò le donne dai demoni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;Il cantore posseduto&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt; Tre giorni dopo, mentre Genoveffa stava in vigilia nella basilica di San Martino, pregando in un angolo, e benediceva e lodava il Signore, restando in mezzo alla congregazione per non essere riconosciuta, le si avvicinò dall'abside uno dei cantori, posseduto da un demone, che si torceva i propri arti, pensando nella sua insanità che appartenessero ad altri. E quando Genoveffa ordinò allo spirito impuro di uscire dal corpo dell'uomo, e lo spirito minacciò che sarebbe uscito dall'occhio, a un comando di Genoveffa fu trasportato con un flusso dalle sue viscere, lasciando una traccia repellente. E senza indugio, appena il demone fu scacciato, l'uomo liberato fu lavato e ripulito. Allora tutti la riverirono con grandi onori ogni volta che entrava o usciva.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;Il diavolo può correre, ma non può nascondersi&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt; Più o meno allo stesso tempo, stando alla porta di casa sua, vide una certa giovane che passava con una giara in mano. Chiedendole di avvicinarsi, Genoveffa le chiese cosa stesse portando. Ed ella disse: una giara per liquidi, che mi hanno appena venduto alcuni mercanti." Ma Genoveffa, veduto il nemico del genere umano seduto sulla bocca della giara, lo minacciò, soffiò nella giara, e subito una parte della bocca della giara si spezzò e cadde. Quindi, segnando la giara, disse alla ragazza di proseguire. Vedendo ciò, la gente si stupiva, poiché il diavolo non riusciva mai a nascondersi da lei.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;Il bambino Maroveo&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt; Un bambino piccolo, di nome Maroveo, fu portato dai suoi genitori a&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="text-decoration: none"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt;Genoveffa, cieco, sordomuto e paralitico. Ungendolo con olio benedetto, ella lo fortificò anche con il segno della Croce. E in questo modo la sua infermità fu sanata, ed egli fu in grado di camminare come un bambino sano, e ricuperò interamente la vista, l'udito e la parola.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;Un raccolto in pericolo&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt; Un'altra volta, nella regione della città di Meaux, dove erano riuniti quelli che lavoravano al raccolto, e anche Genoveffa stava occupandosi del proprio raccolto, i raccoglitori furono seriamente turbati dall'imminente vicinanza di una tempesta. Subito Genoveffa, secondo la sua consueta abitudine, entrò nella sua tenda e si stese al suolo iniziando a pregare con lacrime. Cristo mostrò il suo mirabile potere a tutti quanti erano lì a osservare, perché la pioggia inzuppò tutti i campi dell'area, ma non una goccia cadde sul campo di Genoveffa, e su quanti vi lavoravano al raccolto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;Il clima tempestoso calmato&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt; Avvenne quindi che, mentre una barca navigava sulla Senna, il clima, come spesso accade, cambiasse all'improvviso. Anche se era stato sereno, iniziò a svilupparsi una tempesta, e la piccola nave fu tanto sbattuta dal vento da essere quasi coperta dalle onde. Ma Genoveffa guardò al cielo, estese le mani e invocò l'aiuto del Signore. La tempesta si calmò in modo tanto istantaneo che tutti credettero che Cristo stesso fosse giunto a comandare ai venti e alle onde.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;Riempimento miracoloso dell'olio&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt; Genoveffa guariva sempre i malati ungendoli con olio benedetto. Un giorno desiderava ungere un uomo tormentato da un demone, ma l'ampolla dove teneva il suo olio benedetto le fu portata vuota. Allora la santa ancella di Dio Genoveffa fu terribilmente turbata, ed esitò, non sapendo che cosa fare, dato che il vescovo che benediceva per lei l'olio era assente. Così si prosternò a terra pregando che le fosse portato un aiuto dal cielo per liberare il sofferente. All'istante in cui si alzò dalla preghiera, l'ampolla nelle sue mani si colmò di olio. E così nella stessa ora due miracoli furono compiuti per opera di Cristo: l'olio che a lei mancava fu ricolmato mentre teneva l'ampolla vuota nelle mani, e il posseduto, unto con questo olio, fu liberato dal tormento del demone.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt; Diciotto anni dopo il suo riposo, quando vidi io stesso in quell'ampolla l'olio che si era moltiplicato con la sua preghiera, mi decisi a mettere per iscritto la sua vita.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;Il suo riposo nel Signore&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt; Per quanto riguarda il resto della sua vita, e la gloria del suo funerale, ho deciso di mantenere il silenzio per brevità. Genoveffa si addormentò nel Signore a età matura e avanzata, colma di virtù e di miracoli, e dopo avere dimorato per oltre otto decenni nel corpo in questo mondo, si dipartì verso il Signore, e fu sepolta in pace il terzo giorno delle none di gennaio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;L'uomo con un calcolo&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt; Un certo uomo di nome Prudente ricevette aiuto e consolazione sulla tomba di Genoveffa, e penso che non sia sbagliato parlarne ai fedeli, per venerazione alla soglia del suo riposo. Egli era così ammalato per un calcolo renale che la sua famiglia disperava della sua vita; ma alla tomba di Genoveffa implorarono la guarigione della sua malattia con lamenti e pianti. In quello stesso giorno la pietra generata dalla sua infermità fu espulsa, ed egli non fu mai più colpito da un male simile.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;La correzione di un goto che aveva fatto lavori manuali alla Domenica&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt; Le mani di un certo goto che aveva lavorato nel giorno del Signore si erano inaridite. Ma una volta che egli ebbe pregato per la guarigione stando tutta la notte presso la tomba di Genoveffa, toccò l'edicola di legno che era stata eretta sulla sua tomba, ed avendo riavuto le mani integre, se ne andò in perfetta salute.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;La sua basilica, terminata da Santa Clotilde&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt; Anche Re Clodoveo di gloriosa memoria - che era davvero terribile in battaglia - a causa del suo amore per la santa vergine, perdonò più volte quanti aveva gettato in prigione. E a causa delle suppliche di Genoveffa, rilasciò anche dei colpecoli ben noti per i loro crimini. Inoltre, iniziò a costruire una basilica con la quale glorificarla: questa fu completata dopo la sua morte prematura dalla sua regina, Santa Clotilde, una donna davvero meravigliosa. Ha un triplo portico, oltre a uno per i Patriarchi e i Profeti e uno per i Martiri e i Confessori, con dipinti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;Invito&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt; Così tutti noi che adoriamo il Padre, il Figlio e il Santo Spirito nell'essenza della natura divina, e che confessiamo l'unità nella Trinità, supplichiamo senza posa la fedelissima ancella di Dio, Genoveffa, di chiedere a Dio il perdono del male da noi fatto, cosicché una volta riconciliati con Dio possiamo dare vera gloria al nostro Signore Gesù Cristo, a cui si addice ogni gloria, onore e dominio e potenza, nei secoli dei secoli. Amen.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La traduzione italiana della presente vita si deve all'igumeno padre Ambrogio (Cassinasco).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:georgia;" &gt;La nostra madre fra i santi Genoveffa è commemorata il 3/16 gennaio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-1577705655807766561?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/1577705655807766561/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=1577705655807766561' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/1577705655807766561'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/1577705655807766561'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2011/10/vita-della-nostra-santa-madre-genoveffa.html' title='Vita della nostra santa madre Genoveffa di Parigi (VI)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-7224186004839350468</id><published>2010-12-29T20:43:00.000+01:00</published><updated>2010-12-29T20:44:03.675+01:00</updated><title type='text'>Vita della nostra santa madre Genoveffa di Parigi (V)</title><content type='html'>&lt;style type="text/css"&gt;p { margin-bottom: 0.21cm; }&lt;/style&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:130%;" &gt;Il bambino Cellomero&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:130%;" &gt; Dopo non molto tempo una donna che Genoveffa aveva liberata da un fastidioso demone era con lei. Ora, suo figlio aveva quattro anni, ed era caduto per disgrazia in un pozzo, e dopo essere stato immerso per quasi tre ore, fu tirato fuori da sua madre, che con gemiti e lamenti e con un aspetto distrutto lo depose morto ai piedi di Genoveffa. Costei lo prese e lo coprì con il suo velo, quindi si prosternò in preghiera, non cessando di pregare finché lo stato di morte non lasciò il bambino. Era il tempo della Quaresima, e il bambino, fatto catecumeno, fu istruito nella fede cattolica e battezzato alla vigilia di Pasqua. Fu chiamato Cellomero, poiché fu nella cella di Genoveffa che riebbe indietro la vita che aveva perduto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:130%;" &gt;L'uomo dalla mano inaridita&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:130%;" &gt; Nella città di Meaux corse a incontrarla un uomo con una mano inaridita, supplicandola di ridargli la salute. E così, prendendo la sua mano disseccata, e rafforzando la struttura delle sue dita e il suo braccio menomato con il srgno della Croce, Genoveffa gli restituì l'uso della mano nello spazio di mezz'ora.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:130%;" &gt;La visitatrice curiosa&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:130%;" &gt; Dal giorno santo dell'Epifania fino al giorno chiamato Natività del Calice, o della Cena del Signore [Giovedì Santo], era abitudine della beata Genoveffa di rimanere rinchiusa e sola nella sua piccola cella, per poter servire più liberamente Iddio solo, con preghiere e vigilie. Un giorno venne da lei una certa dona motivata più dalla curiosità che dalla fede, che voleva sapere e poter raccontare ciò che Genoveffa faceva nella sua cella. Appena quella donna si accostò al suo uscio, perse la vista. Non so la ragione per cui le capitò questa punizione, ma alla conclusione della Quaresima Genoveffa uscì dalla sua cella, e con preghiere e con il segno della Croce le restituì la vista.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:130%;" &gt;L'albero abitato dai demoni&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:130%;" &gt; Giunse il tempo in cui Parigi, per un periodo di dieci anni, fu sottoposta a blocco da parte dei Franchi. E sulla città cadde una tale fame che non poche persone morirono di stenti. E avvenne che Genoveffa fosse alla città di Arcis-sur-Aube, dove era giunta per comprare riserve di grano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:130%;" &gt; Quando giunse vicino al punto sulle rive della Senna dove si trovava un albero che aveva causato dei naufragi, chiese ai marinai di avvicinarsi alla riva e di abbattere l'albero. Con i colpi dei marinai, e Genoveffa che pregava, l'albero fu divelto alle radici. E subito ne uscirono due mostri di diversi colori, e per quasi due ore i marinai furono tormentati dall'orribile odore che ne promanava. Ma da quel momento, in quel punto non vi furono più naufragi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:130%;" &gt;La donna paralizzata&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:130%;" &gt; Quando Genoveffa entrò nella città di Arcis-sur-Aube, le venne incontro un certo tribuno di nome Passivo, che la supplicò di ridare la salute a sua moglie, che per un certo tempo era bloccata da una paralisi debilitante. E di questo la supplicarono anche gli anziani della città. Entrata nella sua casa, ella andò al letto della donna ammalata, e immediatamente, com'era sua costante abitudine, si mise a pregare. Al termine della preghiera, e dopo avere rafforzato la donna con il segno della Croce, le disse di alzarsi dal letto. Senza indugio la donna che, stando a quanto attestano, era stata immobilizzata dalla sua malattia per quasi quattro anni, e che era incapace anche di camminare da sola, si alzò dal letto completamente guarita al comando di Genoveffa. A causa di questo miracolo pubblico, tutti magnificarono il Signore, "che è mirabile nei suoi santi" (Ps 67:35).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:130%;" &gt;Una moltitudine di ammalati; una ragazza cieca&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:130%;" &gt; Quando giunse alla città di Troyes, le venne incontro una moltitudine di persone che portavano i loro malati. Genoveffa, segnandoli e benedicendoli, li rese integri e sani. In quella stessa città le fu portato un uomo che aveva lavorato nel giorno del Signore, e che di conseguenza era stato accecato per retribuzione divina, e anche una ragazza, pure lei cieca, di circa dodici anni d'età. Dopo avere tracciato il segno della Croce sui loro occhi, e dopo avere invocato l'indivisa Trinità, Genoveffa restituì loro la vista.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-7224186004839350468?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/7224186004839350468/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=7224186004839350468' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/7224186004839350468'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/7224186004839350468'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2010/12/vita-della-nostra-santa-madre-genoveffa_29.html' title='Vita della nostra santa madre Genoveffa di Parigi (V)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-3439728921690339235</id><published>2010-12-02T11:20:00.001+01:00</published><updated>2010-12-02T11:20:42.050+01:00</updated><title type='text'>Vita della nostra santa madre Genoveffa di Parigi (IV)</title><content type='html'>&lt;style type="text/css"&gt;p { margin-bottom: 0.21cm; }&lt;/style&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:130%;" &gt;Mirabile liberazione dei condannati&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:130%;" &gt; Non so come descrivere la venerazione con cui la considerava Childerico, re dei Franchi. Era tanto grande che un giorno, in cui egli aveva stabilito di mettere a morte alcuni prigionieri, li condusse fuori della città di Parigi, perché Genoveffa non cercasse di condurli dalle catene alla salvezza, e comandò che venissero chiusi i cancelli. Ma quando qualcuno avvisò Genoveffa delle deliberazioni del re, costei uscì subito a liberare quelle anime. Fu uno spettacolo non da poco di fronte all'intimorita popolazione della città quando, al tocco delle sue mani, il grande cancello della città si spalancò senza l'uso delle chiavi. E così, raggiunto il re, ella chiese e ottenne che i prigionieri non venissero decapitati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:130%;" &gt;San Simeone lo Stilita chiede le sue preghiere&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:130%;" &gt; Vi era un certo santo nei paesi dell'Oriente, un grande disprezzatore del mondo, di nome Simeone, che dimorò per circa quarant'anni su una colonna in Cilicia, a poca distanza da Antiochia. Dicono che seppe di lei in spirito, e fu sempre sollecito nel chiedere ai mercanti, che viaggiavano verso la Gallia e tornavano in Siria, di portargli notizie di Genoveffa. Di fatto, le mandava saluti con profondissima venerazione, e la supplicava con urgenza di ricordarlo nelle sue preghiere.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:130%;" &gt;La liberazione di Cilinia&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:130%;" &gt; Una certa fanciulla che era giovane e già promessa sposa, di nome Cilinia, quando scoprì la grazia di Cristo che abbondava in Genoveffa, chiese di poter prendere l'abito [monastico]. Quando il giovane a cui era stata promessa lo seppe, fu ricolmo di indignazione, e giunse alla città di Meaux, dove Cilinia dimorava con Genoveffa. Appena le due giovani seppero che l'uomo era arrivato, andarono in chiesa in tutta fretta. L'evento fu un miracolo, poiché quando esse fuggirono nel battistero, che era all'interno della chiesa, questo si chiuse a chiave da solo. E così la suddetta fanciulla, liberata dal naufragio e dalla contaminazione di questo mondo, perseverò sino alla fine in temperanza e castità.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:130%;" &gt;Guarigione della serva di Cilinia&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:130%;" &gt; Circa allo stesso tempo, Cilinia portò da Genoveffa un'ancella che l'aveva servita, e che era ammalata da quasi due anni, tanto che aveva perso l'uso dei piedi. Quando Genoveffa la toccò con le sue mani, ella ritrovò immediatamente la salute.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:130%;" &gt;Genoveffa libera molti dai demoni&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; Accadde che a Parigi, la sua città, le portarono dodici anime, di uomini e donne, che erano gravemente ossesse da demoni. Subito, Genoveffa invocò Cristo chiedendogli di venirle in aiuto, e si mise in preghiera. A quel punto i posseduti furono sospesi in aria, in tal modo che le loro mani non toccavano il soffitto, né i loro piedi toccavano il suolo. E quando ella si rialzò dalla preghiera, comandò loro di andare alla basilica del santo martire Dionigi. Ma i posseduti gridarono che non avrebbero potuto camminare in alcun modo, se prima ella non li avesse liberati. E così Genoveffa li segnò con la Croce, e con le braccia conserte dietro la schiena e le lingue ammutolite, essi si misero in cammino verso la basilica del Martire. E seguendoli per circa due ore, anch'ella arrivò alla fine alla basilica. Là, quando iniziò a pregare, com'era sua abitudine, gettandosi sul pavimento e rimanendo là tra le lacrime, i posseduti fecero un terribile rumore con grida insopportabili, dicendo che erano ora arrivati coloro a cui Genoveffa si rivolgeva per avere consolazione - forse gli angeli, o i martiri, o certi santi che le venivano in aiuto. Quindi si presentò il Signore stesso, che &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;"è vicino... a tutti quanti lo cercano con cuore sincero"&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Sal.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; 144,19), poiché &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;"appaga il desiderio di quanti lo temono"&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;ibid.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;, 20), e &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;"ascolta il grido dei giusti e li salva"&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;ibid.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;, 20). E Genoveffa, rialzatasi dalla preghiera e segnandoli uno per uno, liberò tutti coloro che erano stati posseduti da spiriti immondi. E allo stesso tempo, tutti i presenti sentirono un orribile fetore, che ebbe luogo perché tutti potessero credere che le anime erano state davvero purificate e guarite dalla vessazione dei demoni. E per un miracolo tanto prodigioso, tutta l'assemblea magnificò il Signore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:130%;" &gt;Le sono trasparenti i peccati degli uomini&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:130%;" &gt; Un giorno giunse da lei in viaggio dalla città di Bourges fino a Parigi, una certa fanciulla che dopo la consacrazione del suo corpo (infatti era stata fatta monaca) aveva violato i voti, ma che gli uomini ritenevano senza macchia. Genoveffa le chiese se fosse stata consacrata vergine, oppure vedova. Ed ella rispose che era stata consacrata come monaca, e che offriva degno servizio a Cristo con un corpo inviolato. Al contrario Genoveffa rivelò il luogo, il tempo e l'uomo stesso da cui il suo corpo era stato violato. E colei che si era professata invano sposa di Cristo, pentendosi in coscienza, si gettò subito ai piedi di Genoveffa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size: 13pt;font-size:130%;" &gt; Potrei raccontare molte cose simili riguardo a varie persone, ma a causa del tempo che questo prenderebbe, preferisco mantenere il silenzio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-3439728921690339235?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/3439728921690339235/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=3439728921690339235' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/3439728921690339235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/3439728921690339235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2010/12/vita-della-nostra-santa-madre-genoveffa.html' title='Vita della nostra santa madre Genoveffa di Parigi (IV)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-1443144898238393028</id><published>2010-11-25T19:08:00.003+01:00</published><updated>2010-11-25T19:14:46.852+01:00</updated><title type='text'>Vita della nostra santa madre Genoveffa di Parigi (III)</title><content type='html'>&lt;style type="text/css"&gt;p { margin-bottom: 0.21cm; }&lt;/style&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;Genoveffa fa costruire la Basilica di San Dionigi&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt; Non penso che dovrei rimanere in silenzio riguardo alla venerazione e alla dedizione con cui ella amava il villaggio di Catoliaco (&lt;i&gt;Vicus Catholiacensis&lt;/i&gt;, antico nome di Saint Denis), in cui San Dionigi, assieme ai suoi compagni Rustico ed Eleuterio, soffrì il martirio e fu sepolto. La devozione della beata Genoveffa verso di lui era infatti fervida, ed ella desiderava erigervi una basilica in onore del santo ieromartire. Ma era priva di mezzi. Un giorno, mentre i preti della città le passavano accanto, si rivolse a loro così: "Miei venerabili santi padri e anziani in Cristo, vi prego di istituire una raccolta di fondi, in modo che si possa costruire una basilica in onore di San Dionigi. Nessun uomo infatti dubita che il suo tempio incuta timore e tremore." Ed essi le risposero: forse mancherà alla nostra umiltà l'abilità di costruire, poiché mancano i mezzi per cuocere la calce." Ella, ricolma di Spirito Santo, con un volto radioso, disse loro, profetizzando nella sua mente ancor più radiosa: "Andate, ve ne supplico, e camminate sul ponte della città, e riportatemi parola delle cose che udrete."&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt; Quando essi furono per strada, rimasero in attesa di udire qualcosa che avesse attinenza con i desideri della vergine consacrata. Ed ecco, due mandriani di porci, non lontani da loro, si dicevano l'un l'altro: "mentre seguivo le tracce di un animale che si era allontanato, ho trovato un forno da calce di enormi dimensioni." E l'altro mandriano rispondeva, "Anch'io ho trovato nella foresta un albero sradicato abbattuto dal vento, e sotto le sue radici un simile forno da calce, dal quale credo non manchi nulla." All'udire queste cose, i presbiteri guardarono in alto e fissarono i loro occhi ai cieli per la gioia, e benedissero Dio, che si era compiaciuto di offrire una tale grazia attraverso la sua ancella Genoveffa. Trovando i luoghi dove erano i forni da calce, i presbiteri tornarono a raccontarle tutto ciò che avevano appreso dai mandriani dei porci. Da parte sua, ella inondò il suo grembo di lacrime di gioia, e quando i presbiteri ebbero lasciato la sua casa, si mise con le ginocchia fisse a terra e passò l'intera notte in preghiere e lacrime, supplicando Dio di concederle il suo aiuto, perché fosse in grado di costruire la basilica di San Dionigi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt; Dopo il termine della sua veglia, alle prime luci dell'alba, si recò dal presbitero Genesio, e lo implorò di costruire la basilica in onore del santo martire. Lo informò pure delle provviste di calce che Dio aveva fornito. Ed egli pieno di timore cadde a terra, venerando Genoveffa con una prosternazione, e promise che avrebbe lavorato notte e giorno per completare ciò che ella gli aveva comandato. Alle suppliche di Genoveffa, tutti i cittadini diedero il loro aiuto, e in onore di San Dionigi fu costruita una basilica di grande altezza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;Un miracolo per i lavoratori&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt; È anche degno di nota ricordare quali miracoli il Signore abbia operato attraverso di lei. Quando i carpentieri furono radunati, e avevano bisogno di legname, alcuni andarono verso le foreste a monte a raccogliere il legname, mentre altri lo trasportavano su carri, e mentre così facevano la loro scorta di bevande si esaurì. E Genoveffa non sapeva di questa mancanza di bevande. Genesio il presbitero le rese nota questa necessità, ed ella chiese il recipiente in cui le bevande dei lavoratori erano raccolte. Quando questo le fu portato, ella chiese a tutti di ritirarsi. E fissando le ginocchia a terra, effondendo lacrime, una volta che percepì che la sua preghiera era stata ascoltata, terminò la preghiera, si alzò, e fece il segno della croce sul recipiente. Mirabile a dirsi, immediatamente la vasca fu piena di bevanda fino all'orlo, e fintanto che la basilica fu in costruzione, i lavoratori ne bevvero in abbondanza, rendendo grazie a Dio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;Le candele si accendono al mero tocco della sua mano&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt; Genoveffa aveva la devozione di tenersi desta in vigilia ogni sabato notte fino all'alba del primo giorno della settimana, secondo la tradizione del Signore, come una serva che attende il suo padrone quando questi ritorna dal banchetto nuziale. Una volta, dopo una notte tempestosa, quando il canto del gallo annunciò che era il nuovo giorno - il giorno del Signore - ella uscì dalla sua dimora, per recarsi con le altre vergini alla basilica di San Dionigi. E avvenne che la candela che era di fronte a loro si spense. Le vergini che erano con lei erano sconvolte dalla paura del buio e della tempesta, ma la santa Genoveffa chiese che le fosse portata la candela che si era spenta. Quando la prese in mano, essa si accese immediatamente, ed ella la portò nella basilica. Questo prodigio ebbe luogo altre due volte; un giorno infatti era entrata in chiesa e si era prosternata a lungo da sola, e al termine della preghiera si rialzò dal suolo, e una candela che mai aveva toccato fuoco si accese al tocco della sua mano per comando di Dio. Dicono anche che nella sua cella una candela si sia accesa al mero tocco della sua mano, e attraverso quella candela molti malati che, motivati dalla fede, la stingevano nelle mani anche per un breve istante, furono riportati in salute.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;La ladra accecata&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt; Una certa donna rubò furtivamente le scarpe della vergine, e appena arrivò a casa perse all'improvviso la vista. Comprendendo che l'offesa fatta a Genoveffa veniva puntia dal cielo, ella fu portata con l'aiuto di altri da Genoveffa, tenendo le scarpe nelle mani. E cadendo ai suoi piedi, implorò il suo perdono e il ritorno della sua vista. Genoveffa, con molta bontà, le diede la mano, la sollevò dal suolo, e facendole il segno della Croce sugli occhi, le ridiede la sua facoltà di vedere.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;La ragazza paralitica&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt; Nella città di Lione si possono raccontare molti miracoli operati dal Signore attraverso di lei. Mentre Genoveffa si avvicinava alla città, ma ne era ancora distante, gran parte degli abitanti uscì a incontrarla, inclusi i genitori di una certa ragazza che era afflitta da nove anni da una paralisi che non le lasciava muovere le membra. Alle suppliche dei genitori della ragazza e degli anziani del popolo, Genoveffa si recò alla casa della ragazza. Dopo aver pregato, toccò gli arti inerti, e le ordinò di vestirsi e di mettersi le scarpe con le proprie mani. E alzandosi dal letto, la ragazza ormai interamente guarita la accompagnò in chiesa assieme con l'altra gente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt; Quando le folle ebbero visto questo miracolo, benedissero il nostro Signore Gesù Cristo, che aveva concesso una grazia tanto grande a quanti lo amano. E quando Genoveffa lasciò quella città, la gente la accompagnò per la strada cantando ed esultando.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-1443144898238393028?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/1443144898238393028/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=1443144898238393028' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/1443144898238393028'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/1443144898238393028'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2010/11/vita-della-nostra-santa-madre-genoveffa.html' title='Vita della nostra santa madre Genoveffa di Parigi (III)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-7376097571673535349</id><published>2010-06-08T17:42:00.002+02:00</published><updated>2010-06-08T17:46:03.741+02:00</updated><title type='text'>Vita della nostra santa madre Genoveffa di Parigi (II)</title><content type='html'>&lt;title&gt;&lt;/title&gt; 	&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.2  (Unix)"&gt; 	&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt;  &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="CENTER"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;Seconda visita di San Germano&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;	Quando San Germano ritornò a Parigi, in partenza per un ulteriore viaggio per la Britannia, tutta la città venne a incontrarlo sulla strada. Ed egli, preoccupato per Genoveffa, chiese cosa stesse facendo. Un uomo volgare prese la parola, dicendo che ella non era all'altezza dell'opinione che il vescovo aveva di lei. Per mostrare la completa vanità delle parole di quell'uomo, il santo ierarca entrò in città e si diresse alla dimora di Genoveffa. E la salutò con un'umiltà tanto grande, che tutti ne rimasero stupefatti. Dopo aver pregato, mostrò a coloro che la disprezzavano il suolo della camera nascosta della sua dimora, che era stato inondato dalle sue lacrime di preghiera. Sedutosi, parlò degli inizi della sua vita con le stesse parole che aveva apertamente usato a Nanterre E quindi, dopo averla raccomandata al popolo, partì nuovamente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="CENTER"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Attila l'Unno&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;	In seguito, corse voce per tutta la Gallia che Attila, re degli Unni, stava arrivando a mettere selvaggiamente il paese a ferro e fuoco. Terrificati, i cittadini di Parigi decisero di accumulare i loro averi in qualche città più sicura. Ma Genoveffa chiamò a raccolta le donne, persuadendole a stare in digiuni, preghiere e vigilie, in modo che potessero scampare al disastro come Giuditta ed Ester. Acconsentendo alle richieste di Genoveffa, passarono diversi giorni nel battistero, sforzandosi di tenere vigilie, digiuni e preghiere. E agli uomini ella diede l'avviso di non spostare i loro beni da Parigi, dicendo che le città considerate più sicure dalla gente sarebbero state saccheggiate, ma Parigi sarebbe rimasta intatta per grazia di Cristo. Tuttavia, un'orda di parigini si sollevò contro di lei, chiamandola pseudo-profetessa a causa del suo consiglio di non spostare i propri averi. Essi decisero di punirla uccidendola per lapidazione o per annegamento. Nel frattempo, arrivò un arcidiacono da Auxerre, uno di quelli che avevano udito San Germano dare la sua magnifica testimonianza riguardo a Genoveffa. Trovando i cittadini radunati in diversi luoghi, e apprendendo del loro desiderio di metterla a morte, disse loro: "O cittadini! Non permettete un crimine così atroce. Colei che state ora complottando per uccidere, abbiamo udito nelle parole del santo Germano, nostro vescovo, che è stata scelta da Dio fin dal grembo di sua madre. E guardate, io le sto portando questo pane benedetto che le è stato inviato dal santo Germano." I parigini, ricordandosi della testimonianza di San Germano, e vedendo il pane benedetto portato dall'arcidiacono, intimoriti da Dio e meravigliandosi delle cose che l'arcidiacono aveva detto, abbandonarono i loro progetti depravati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="CENTER"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Pari ai Santi Martino e Aniano&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;	In quel giorno si compì il detto dell'Apostolo, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;i&gt;"Non di tutti infatti è la fede. Ma il Signore è fedele; egli vi confermerà e vi custodirà dal maligno"&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; (2 Ts 3,3). I nobili vescovi Martino e Aniano sono altamente lodati, e gli uomini si meravigliano delle loro virtù, dato che il primo decise di andare all'indomani disarmato sul campo di battaglia, e ottenne in questo modo che si stabilisse la pace tra due campi rivali; l'altro invece riuscì con la forza delle sue preghiere a custodire la città di Arles dall'esercito degli unni da cui era circondata. Ma Genoveffa non è degna di essere onorata, dato che con le sue preghiere mandò immediatamente via il suddetto esercito, che non fu neppure capace di accerchiare Parigi?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="CENTER"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il suo grande ascetismo&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;	Dal quindicesimo al cinquantesimo anno della sua vita, Genoveffa non rilassò mai il suo digiuno dalla domenica fino al giovedì, e ancora dal giovedì fino alla domenica. Prendendo un poco di cibo in questi due giorni consacrati, la domenica e il giovedì, passava il resto della settimana in astinenza dal cibo. E il suo cibo erano pane d'orzo e fagioli, vecchi di due o tre settimane, che faceva cuocere assieme in una pentola. Ma per tutta la vita non bevve vino né bevande inebrianti. Dopo il suo cinquantesimo anno di vita, iniziò a prendere pesce e latte assieme al suo pane d'orzo, su richiesta dei vescovi. Infatti considerava sacrilego contraddirli, temendo il detto del Signore: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;i&gt;"Colui che ascolta voi, ascolta me, e colui che disprezza voi, disprezza me"&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; (Lc 10,16).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="CENTER"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Come il Protomartire Stefano&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;	Tutte le volte che guardava verso il cielo piangeva, poiché era pura di cuore. Come l'evangelista Luca descrive il beatissimo Stefano, così anch'ella, si credeva, vedeva i cieli aperti, e il nostro Signore Gesù Cristo in piedi alla destra del Padre, poiché la promessa enunciata dal Signore rimane intatta: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;i&gt;"Beati i puri di cuore, poiché vedranno Dio"&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; (Mt 5,8)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="CENTER"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Le sue "compagne"&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p  style="margin-bottom: 0cm;font-family:georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;	Vi sono dodici "vergini" che Erma, detto il Pastore, citava nel suo libro come sue compagne: Fede, Astinenza, Pazienza, Magnanimità, Semplicità, Innocenza, Armonia, Carità, Disciplina, Castità, Verità e Prudenza. Queste erano inseparabili da Genoveffa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-7376097571673535349?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/7376097571673535349/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=7376097571673535349' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/7376097571673535349'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/7376097571673535349'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2010/06/vita-della-nostra-santa-madre-genoveffa.html' title='Vita della nostra santa madre Genoveffa di Parigi (II)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-7354006829964901053</id><published>2010-05-01T17:02:00.002+02:00</published><updated>2010-05-01T17:05:52.477+02:00</updated><title type='text'>Vita della nostra santa madre Genoveffa di Parigi (I)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S9xDAkF8xDI/AAAAAAAAAGo/MsYYtd8jKv4/s1600/St_Genvieve2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 318px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S9xDAkF8xDI/AAAAAAAAAGo/MsYYtd8jKv4/s400/St_Genvieve2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5466317724688630834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; 	&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt; 	&lt;title&gt;&lt;/title&gt; 	&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.1  (Unix)"&gt; 	&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: georgia;" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;San Germano profetizza di lei&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;	La beata Genoveffa nacque nella parrocchia di Nanterre, a circa sette miglia dalla città di Parigi. Suo padre si chiamava Severo, sua madre Geronzia. In quei giorni, avvenne che i venerabili uomini di Dio, i vescovi Germano e Lupo, si trovassero a passare da lì sulla strada per la Britannia, dove erano diretti a contrastare l'eresia pelagiana, che là aveva sollevato la testa, seminando zizzania nel grano dei fedeli della Chiesa. Questo errore negava l'assoluta necessità della grazia di Dio e del Santo Battesimo per la salvezza degli uomini, mentre le Scritture dicono: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-decoration: none;font-size:130%;" &gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Se uno non nasce di nuovo dall'acqua e dallo Spirito Santo, non può entrare nel regno di Dio&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-decoration: none;font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; (Gv 3,5). Ora, mentre essi passavano per quel luogo e una vasta folla si affrettò a uscire dalla chiesa per ottenere la loro benedizione al loro passaggio, San Germano vide in spirito, in mezzo alla moltitudine, che Genoveffa sarebbe divenuta una grande santa. Chiedendo che le venisse portata innanzi, la baciò sul capo e chiese alla folla il suo nome, e di chi fosse figlia. Il suo nome fu annunciato, e i suoi genitori chiamati a presentarsi. San Germano chiese loro: "Questa giovane è vostra figlia?" Essi dissero: "È nostra figlia, signore." San Germano disse loro: "Siete benedetti a essere i genitori di una discendenza così venerabile. Sappiate che alla sua nascita un mistero di grande gioia ed esultanza è stato celebrato dagli angeli. Ella sarà grande di fronte al Signore, e molti, vedendo la sua santa vita e vocazione, abbandoneranno il male, e le cose stolte e svergognate, e ricondurranno la loro vita al Signore, e riceveranno da Cristo la remissione dei loro peccati e la ricompensa della vita." Quindi disse a Genoveffa: "Figlia mia Genoveffa," ed ella rispose "La tua ancella ti ascolta, santo padre: dimmi ciò che mi comandi." San Germano le disse: "Non vorrei che tu esitassi a dirmi se desideri mantenere il tuo corpo immacolato e intatto per Cristo come sua sposa, facendoti consacrare come monaca." Genoveffa gli rispose: "Benedetto sei tu, padre mio, che ti sei compiaciuto di chiedermi se desidero fare ciò che è proprio la mia speranza. Io lo desidero, santo padre," disse, "e prego che il Signore si compiaccia di portare la mia devozione a compimento." San Germano le disse: "Abbi fiducia, figlia, agisci con coraggio, e possa tu essere sincera nelle tue azioni, in quanto credi nel tuo cuore, e in quanto pronunci con la tua bocca."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;	Ora, arrivati in chiesa, mentre stavano celebrando il ciclo spirituale [degli offici], la nona e la dodicesima ora, San Germano le tenne continuamente la mano sul capo. Dopo avere preso cibo e detto una preghiera, egli ordinò a Severo di portare a casa sua figlia, e di ritornare con lei alle prime luci del giorno, prima che riprendesse il suo lungo viaggio. Mentre la pallida luce dell'alba iniziava a diffondersi sulla terra, ella fu condotta dal padre, e San Germano le disse, "Ave, Genoveffa, figlia mia. Ti ricordi quanto mi hai promesso ieri riguardo alla verginità del tuo corpo?" Genoveffa gli rispose: "Ricordo quanto ho promesso a Dio e a te, santo padre: desidero mantenere incontaminata la castità della mente e del corpo, con l'aiuto di Dio, fino alla fine." San Germano, colpito dal dono di Dio e dalla fede perfetta della fanciulla, tenne gli occhi a terra mentre ella parlava. Ora accadde che vi fosse una moneta che giaceva vicino ai suoi piedi, e aveva sopra stampigliata una croce: egli la prese, ordinandole di portarla sempre al collo. La esortò anche a mantenersi libera da ornamenti d'oro, d'argento e di perle. "Se infatti la bellezza fugace di questo mondo ti conquisterà la mente, ti troverai priva di quegli ornamenti che sono celesti ed eterni." Prendendo commiato da lei, chiedendole di ricordarlo nelle sue preghiere, e raccomandandola a suo padre Severo, completò con l'aiuto di Dio il viaggio che aveva iniziato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: georgia;" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;Sua madre è punita da Dio&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;	Avvenne, dopo diversi giorni, che quando sua madre era sul punto di andare in chiesa in un giorno di festa solenne, e aveva ordinato a Genoveffa di rimanere a casa, che non si riuscisse a lenire i suoi pianti e le sue lacrime. La fanciulla diceva infatti: "La fedeltà che ho promesso al santo Germano, la manterrò, e Cristo mi consolerà, e frequenterò la soglia della chiesa, per essere trovata degna di essere sposa di Cristo, come il beatissimo confessore mi ha promesso a sua volta." Sua madre, colma d'ira, colpì la figlia, e immediatamente i suoi occhi furono privati dell'abilità di vedere. Per un anno e nove mesi, per volontà della maestà di Dio, fu afflitta da questa cecità per manifestare la grazia che Genoveffa aveva. Giunse un giorno in cui, ricordando ciò che il grande ierarca aveva detto di sua figlia, la chiamò a sé e le chiese, "Ti prego, figlia mia, prendi un secchio e vai al pozzo, e portami dell'acqua." E quando fu giunta in tutta fretta al pozzo, pianse sull'orlo del pozzo poiché la madre aveva perso la vista, e quando smise di piangere, riempì il recipiente e portò l'acqua alla madre. Soffiando su di esso, Genoveffa lo sigillò con la potenza della Croce, e lo diede a sua madre. La madre, stendendo le mani al cielo con fede e venerazione per l'acqua, ne bevve. Poco dopo, iniziò a tornarle la vista. Ripetendo questo gesto per due o tre volte, la vista che aveva perso le fu completamente resa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: georgia;" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;La rivelazione del vescovo Iulico&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;	Accadde che, con due fanciulle molto più anziane di lei, Genoveffa andò dal vescovo Iulico per ricevere la consacrazione. Quando gli furono portate le fanciulle in ordine di età, quel santo ierarca fu informato divinamente che Genoveffa era molto più elevata in rettitudine delle altre, e disse: "La fanciulla che viene per ultima è di maggior statura, dato che ha già ricevuto la santificazione dall'alto." E così esse ricevettero la benedizione del vescovo e partirono.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: georgia;" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;La sua afflizione e la visione sublime&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;	Col tempo, dopo la morte dei suoi genitori, la beata Genoveffa andò a vivere a Parigi. E perché il potere del Signore potesse essere provato nella sua infermità, e perché la grazia di Cristo che era su di lei brillasse con maggiore radianza, il suo corpo fu preso da una paralisi, tale da farle perdere l'uso dei suoi arti. Afflitta da questa infermità, per tre giorni apparve priva di vita, e solo le sue ginocchia avevano un poco di colore. Quando alla fine ricuperò la salute del corpo, dichiarò di essere stata condotta in spirito da un angelo al luogo di riposo dei giusti, e di avere contemplato là le ricompense preparate per coloro che amano Dio, che sono considerate incredibili dai privi di fede.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: georgia;" align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;Intuito nei cuori degli uomini&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: georgia;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;	Molte volte ella rivelò con chiarezza ciò che era nelle coscienze di quanti vivevano in questo mondo. O tutti voi che la invidiate! Sarebbe meglio che rimaneste in silenzio, poiché i mali della vostra coscienza si rivelano nel vostro risentimento verso i giusti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-7354006829964901053?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/7354006829964901053/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=7354006829964901053' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/7354006829964901053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/7354006829964901053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2010/05/vita-della-nostra-santa-madre-genoveffa.html' title='Vita della nostra santa madre Genoveffa di Parigi (I)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S9xDAkF8xDI/AAAAAAAAAGo/MsYYtd8jKv4/s72-c/St_Genvieve2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-7815136098357542129</id><published>2010-04-11T22:34:00.004+02:00</published><updated>2010-04-11T22:55:52.154+02:00</updated><title type='text'>San Massimo, vescovo di Torino</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S8I2rqLdbLI/AAAAAAAAAGY/pLaET3NwdGo/s1600/Massimo_300.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 215px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S8I2rqLdbLI/AAAAAAAAAGY/pLaET3NwdGo/s400/Massimo_300.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5458985822011092146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Massimo, vescovo della chiesa di Torino, uomo abbastanza attento alle Sacre Scritture e sufficiente nell'insegnare al popolo in modo estemporaneo, compose un trattato in lode degli Apostoli, uno sulla natività di Giovanni il Battista e un'omelia riguardante in generale tutti i Martiri; ma espose con sapienza molte cose anche sui capitoli dei Vangeli e degli Atti degli Apostoli. Scrisse inoltre due trattati sulla vita di sant'Eusebio, martire e confessore, del martirio dei santi Cipriano e Lorenzo e pubblicò un libro sulla grazia spirituale del battesimo. Lessi suoi scritti sull'avarizia, sull'ospitalità, sull'eclisse lunare, sulle elemosine, sul passo di Isaia &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:130%;" &gt;I tuoi osti mesceranno vino con acqua&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;, sulla Passione del Signore, in generale sul digiuno dei servi di Dio, sullo specifico digiuno della Quaresima e che durante quest'ultimo non bisogna scherzare, su Giuda il traditore, sulla Croce del Signore, sul sepolcro del Signore, sulla Sua Resurrezione, sul Signore giudicato da Pilato, sulle calende di gennaio. Molte omelie sul Natale del Signore, sull'Epifania, sulla Pasqua e sulla Pentecoste; sul non aver timore dei nemici carnali, sul rendere grazia a Dio dopo il pasto, sulla penitenza dei Niniviti e molte altre, avute da più persone, che ora qui non ricordo. Morì sotto il regno di Onorio e Teodosio il giovane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto da Gennadio di Marsiglia (+496), &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:130%;" &gt;Sugli scrittori ecclesiastici&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;, Migne PL, 58, cap. 40.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-7815136098357542129?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/7815136098357542129/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=7815136098357542129' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/7815136098357542129'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/7815136098357542129'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2010/04/san-massimo-vescovo-di-torino.html' title='San Massimo, vescovo di Torino'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S8I2rqLdbLI/AAAAAAAAAGY/pLaET3NwdGo/s72-c/Massimo_300.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-2835540817437462794</id><published>2010-04-10T09:12:00.007+02:00</published><updated>2010-04-10T09:33:28.935+02:00</updated><title type='text'>Vita di Sant'Onorato, vescovo di Arles e fondatore del monastero di Lérins (segnalazione)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S8AoRS0ZleI/AAAAAAAAAGQ/bdzWXoiZExE/s1600/Vita+Sant%27Onorato.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 246px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S8AoRS0ZleI/AAAAAAAAAGQ/bdzWXoiZExE/s400/Vita+Sant%27Onorato.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5458407025947547106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Segnalo che la casa editrice Il Leone Verde (www.leoneverde.it) ha pubblicato una traduzione di tre testi sulla vita di questo santo ortodosso occidentale (vissuto circa tra il 370 e il 429), fondatore di uno dei più celebri monasteri dell'antica Gallia, quello dell'isola di Lérins, sull'attuale costa di Cannes, che ha prodotto molti santi ortodossi: Ilario di Arles, Lupo di Troyes, Fausto di Riez, Vincenzo di Lérins, Cesario di Arles, Eucherio di Lione...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Si tratta di tre omelie, la prima e più celebre è di sant'Ilario di Arles (400-449), le altre due di san Fausto di Riez (410-495) e di san Cesario di Arles (470-543); trattandosi di contemporanei (Ilario era anche parente di Onorato) i loro scritti sono altamente attendibili e ci danno una descrizione priva di qualsiasi tenore leggendario della vita di questo santo monaco del V secolo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Il volume in cartaceo costa 12.39 euro, ma (cosa molto interessante, direi) è possibile anche acquistarlo come e-book (scaricabile da internet direttamente sul proprio pc. Serve un software per la lettura del file, vi suggerisco Calibre, che è open source http://calibre-ebook.com) alla modicissima cifra di 4.80 euro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-2835540817437462794?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/2835540817437462794/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=2835540817437462794' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/2835540817437462794'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/2835540817437462794'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2010/04/vita-di-santonorato-vescovo-di-arles-e.html' title='Vita di Sant&apos;Onorato, vescovo di Arles e fondatore del monastero di Lérins (segnalazione)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S8AoRS0ZleI/AAAAAAAAAGQ/bdzWXoiZExE/s72-c/Vita+Sant%27Onorato.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-8955466863228966910</id><published>2010-03-21T21:07:00.003+01:00</published><updated>2010-03-21T21:10:44.321+01:00</updated><title type='text'>Lettera di matiuska Julia Sysoyeva sulla morte del marito</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Carissimi, grazie per il vostro supporto e le preghiere. Questo dolore non può essere espresso a parole: è il dolore di coloro che si trovarono di fronte alla Croce del Salvatore. Questa gioia non può essere espressa a parole: è la gioia provata da coloro che vennero al sepolcro vuoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dov’è, morte, il tuo pungiglione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Padre Daniele aveva previsto la sua morte già molti anni prima che accadesse. Aveva sempre desiderato essere degno della corona del martirio. Quelli che gli hanno sparato volevano, come sempre, sputare in faccia alla Chiesa, come un tempo sputarono in faccia a Cristo. Non hanno raggiunto il lor&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S6Z81ZBCm8I/AAAAAAAAAGI/jzI8aR5-UQI/s1600-h/Julia+Sysoyeva.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S6Z81ZBCm8I/AAAAAAAAAGI/jzI8aR5-UQI/s400/Julia+Sysoyeva.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451181655668726722" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;o scopo perché è impossibile sputare in faccia alla Chiesa. Padre Daniele è salito sul suo Golgota nella chiesa che aveva egli stesso costruito, chiesa cui aveva dedicato tutto il suo tempo e le sue energie. Lo hanno ucciso come l’antico profeta, fra il tempio e l’altare ed è veramente stato ritenuto degno della chiamata di martire. Egli è morto per Cristo, Colui che ha servito con tutte le sue energie.&lt;br /&gt;Molte volte mi aveva detto che gli dispiaceva non avere abbastanza tempo, tempo per fare ogni cosa. Era come di fretta. Alcune volte, come uomo, esagerava, faceva cose sbagliate, inciampava e commetteva errori, ma non ha commesso errori sulla cosa più importante, la sua vita era interamente dedicata a Lui.&lt;br /&gt;Io non comprendevo perché fosse così di fretta. Gli ultimi tre anni era stato occupatissimo a servire, senza essersi mai preso giorni di riposo o vacanze. Io mi lamentavo, volevo allora e sempre semplicemente felicità, che mio marito e il padre dei miei figli stesse con me e i bambini. Ma un’altra strada era stata preparata per lui.&lt;br /&gt;Era solito dire che l’avrebbero ucciso. Io gli chiedevo chi si sarebbe preso cura di noi, di me e dei bambini. Rispondeva che ci avrebbe messo in mani sicure: «Vi affiderò alla Madre di Dio. Ella si prenderà cura di voi».&lt;br /&gt;Queste parole furono troppo rapidamente dimenticate. Ci disse con quali paramenti seppellirlo. Io scherzavo, dicendo che non c’era bisogno di parlare di questo, non si sapeva ancora chi avrebbe seppellito chi. Disse che sarei stata io a seppellirlo. Una volta la nostra conversazione cadde sui funerali, non ricordo i dettagli, ma dissi che non ero mai stata ai funerali di un prete. Ed egli rispose che non importava, che sarei stata al suo.&lt;br /&gt;Ora ricordo molte parole che acquistano significato. Ora i miei dubbi si sono dissolti, le incomprensioni sono scomparse.&lt;br /&gt;Non ci siamo detti addio in questa vita, non ci siamo chiesti perdono, non ci siamo abbracciati. Era solo un altro giorno: al mattino era andato alla liturgia e non l’avevo visto di nuovo. Perché non sono andata in chiesa ad incontrarlo? Ci ho pensato, ma ho deciso che sarebbe stato meglio preparare la cena e mettere i bambini a letto, piuttosto che andare là. C’era una mano che non mi lasciava andare. Ma la sera prima ero andata in chiesa e l’avevo visto. Mi sentivo come se nuvole scure si addensassero su di noi. E negli ultimi giorni avevo provato a passare più tempo con lui. Nell’ultima settimana avevo pensato solo alla morte e alla vita dopo di essa. Non riuscivo a non pensare che a queste due cose. Quel giorno mi giravano in testa le parole: «La morte aspetta dietro di voi». Nell’ultima settimana tutto era stato difficile, come se un grosso carico mi fosse stato svuotato addosso. Non mi sono spezzata. Egli mi supporta, mi sento come se mi stesse davanti. Allora ci dicemmo molte parole affettuose, che mai ci eravamo detti prima. Solo ora capisco quanto fosse grande il nostro amore.&lt;br /&gt;Il servizio di commemorazione per i quaranta giorni dalla morte di padre Daniele avverrà la vigilia del suo onomastico e della festa patronale della futura chiesa, il 29 dicembre, e il 30 dicembre è la festa del profeta Daniele. Secondo la profezia di un anziano la chiesa sarebbe stata costruita, ma Daniele non vi avrebbe servito. La seconda parte della profezia ha appena trovato compimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Matiuska Julia Sysoyeva&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-8955466863228966910?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/8955466863228966910/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=8955466863228966910' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/8955466863228966910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/8955466863228966910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2010/03/lettera-di-matiuska-julia-sysoyeva.html' title='Lettera di matiuska Julia Sysoyeva sulla morte del marito'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S6Z81ZBCm8I/AAAAAAAAAGI/jzI8aR5-UQI/s72-c/Julia+Sysoyeva.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-6761381822608082911</id><published>2010-03-21T20:40:00.011+01:00</published><updated>2010-03-21T21:00:18.145+01:00</updated><title type='text'>Padre Daniele Sysoyev (Sysoev)  (III)</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman";} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style=";font-family:georgia;font-size:130%;"  &gt;Moltissimi, anche fra coloro che non erano d’accordo con lui su alcuni argomenti, furono sorpresi ed ammirati dal suo coraggio. Non molto tempo fa, dopo il funerale, un mio conoscente sacerdote &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:130%;"&gt;mi chiamò e disse che aveva visto un video in cui p. Daniele stava in un auditorium pieno di Musulmani e dal podio parlava loro con gioia di Cristo e di come l’Islam, rigettando il Cristo Dio-Uomo non poteva essere una religione vera. «Io non riesco davvero a comprendere» mi disse «che coraggio bisogna avere semplicemente per stare in mezzo a loro e parlare».&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S6Z4kWU634I/AAAAAAAAAFo/GdbKL6CF_Ys/s1600-h/P.+Sysoyev+con+bambino.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S6Z4kWU634I/AAAAAAAAAFo/GdbKL6CF_Ys/s200/P.+Sysoyev+con+bambino.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451176964842512258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: georgia;" face="georgia"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:georgia;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il video di cui parlava venne filmato durante il primo dibattito con i Musulmani. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Alcuni ortodo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;ssi non erano entusiasti del fatto che p. Daniele prendesse parte a simili dibattiti; tuttavia, l’iniziativa non era sua. I Musulmani lo avevano pubblicamente invitato e come può un testimone di Cristo rifiutare di dare una risposta per la sua speranza? (1 Pt. 3, 15) Il suo rifiuto sarebbe stato per loro un argomento nella loro propaganda per l’I&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;slam.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div face="georgia" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:georgia;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Padre Daniele mi disse più tardi che era sicuro che dopo il primo dibattito sarebbe stato ucciso, e la sera prima provò grande paura e sconforto. Durante la notte ebbe una visione: vide se stesso in un labirinto di ciottoli, sul genere di quelli che ci sono al nord. Camminando attraverso di esso in circolo giunse al centro dove vi era un altare su cui stava un s&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;acrificio che era stato appena ucciso. Comprese che si trattava di un altare a satana e di un sacrificio per lui. Padre Daniele fu preso dalla rabbia e rovesciò l’altare con un calcio. Immediatamente apparve S&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;atana, nella forma di un giullare con il cappello da folle, come sulle carte da gioco. I suoi occhi erano pieni di odio selvaggio ed egli si scagliò su p. Daniele. &lt;i style=""&gt;Batiuska&lt;/i&gt; cominciò a pregare «Santissima Madre di Dio, proteggimi!» «San Nicola, aiutami», così come ad invocare altri santi ed allora apparve qualcosa co&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;me un muro invisibile, cosicché Satana non poté raggiungerlo e venne respinto più volte. Vedendo questo, &lt;i style=""&gt;batiuska&lt;/i&gt; si consentì un pensiero vano e proprio in quel momento Satana infranse il muro invisibile e lo afferrò per il collo. Padre Daniele gridò: «Santissima Madre di Dio, perdonami, ho peccato, salvami da lui!» A quel punto Satana scomparve e p. Daniele udì: «Non perderai, ma nemmeno vincerai», in merito al dibattito che stava per aver luogo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div face="georgia" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:georgia;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;«E così accadde», mi disse p. Daniele. Aggiunse che dopo la visione smise completamente di temere i Musulmani e le loro minacce, perché, dopo aver visto Satana in persona e la sua impotenza di fronte a Dio, era impossibile essere colpiti da qualsiasi male umano, che è sempre inferiore al male di Satana.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div face="georgia" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:georgia;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Durante il secondo dibattito io e Oleg&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Stenyaev andammo in aiuto a p. Daniele. Mi sem&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S6Z401Xf1tI/AAAAAAAAAFw/8cRJD_1Lrw0/s1600-h/Sysoyev+benedizione+acque.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 150px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S6Z401Xf1tI/AAAAAAAAAFw/8cRJD_1Lrw0/s200/Sysoyev+benedizione+acque.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451177248052729554" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;brò che andasse bene (sebbene, naturalmente, avrebbe potuto andare meglio); è tuttavia degno di nota che dopo di esso alcuni Musulmani che avevano aiutato nell’organizzazione si convertirono all’Ortodossia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div face="georgia" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:georgia;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Essendo egli stesso Tartaro per metà (da parte di madre), p. Daniele pose molta attenzione nel divulgare e rafforzare l’Ortodossia presso i Tartari. Egli fu il primo e, mi pare, il solo prete che, con la benedizione del suo vescovo, iniziò regolarmente a servire &lt;i style=""&gt;molieben&lt;/i&gt; parzialmente in lingua tartara per Tartari ortodossi. In più pubblicò, a s&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;ue spese, un libro di preghiere in tale idioma. Assieme ai suoi aiu&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;tanti predicò a Sabantuy, un festival nazionale tartaro e nel centro culturale tartaro. In Egitto predicò per ore alla sua guida musulmana ed in televisione disputò con i muftì in materia di fede.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div face="georgia" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:georgia;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;In questo modo acquisì una fama scandalosa presso i Musulmani, che allarmò e sconfortò alcuni ortodossi, ma non p. Daniele. Egli disse che la sua fama aiutava la sua missione e ciò era vero; perché quei Musulmani che avevano anche un piccolo interesse sul Cristianesimo apprendevano da chi andare e non sbagliavano, perché sarebbero stati sempre accolti da p. Daniele con amore e con le risposte per tutte le loro domande. Ci furono alcuni Musulmani che, essendo venuti da lui con l’intento di&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;convertirlo all’Islam, finirono per essere loro stessi battezzati da lui.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div face="georgia" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:georgia;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Fra quelli che si considerano ortodossi, ho incontrato alcune strane persone che dicono che p. Daniele non avrebbe dovuto predicare ai Musulmani, che bisogna rispettare la loro religione e che non c’è beneficio da una simile predicazione. Ma p. Daniele pensava, come anch&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;e il Signore, gli Apostoli e tutti i santi, che sia necessario rispettare le persone che sbagliano, ma non i loro errori. La verità è una, ciò che contraddice o nega la verità è bugia e il rispetto per la bugia è disprezzo della verità. Coloro che sono indifferenti alla verità non possono comprendere questo sem&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;plice fatto e, pertanto, non possono comprendere p. Daniele, sebbene possano dovergli la vita. &lt;i style=""&gt;Batiuska&lt;/i&gt; si impegnò a portare a Cristo un certo numero di Wahabi, che includeva alcuni Pakistani che stavano pianificando di diventare attentatori suicidi ed una donna con il medesimo intendimento. Sarebbe veramente stato meglio che p. Daniele non avesse predicato a queste persone ed essi, continuando con i loro piani precedenti, avessero fatto saltare un aeroplano, un palazzo o una metropolitana, dove forse avrebbe anche potuto essere uno dei critici di p. Daniele?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div face="georgia" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:georgia;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Con anche maggiore successo p. Daniele predicò ai Protestanti. Quando, con la benedizione del metropolita Vladimir (Ikim, di Tashkent e dell’Asia Centrale), andò in Kirghisistan con i suoi missionari e cominciò a visitare i raduni dei Protestanti e a convertirli (vi erano anche i loro pastori fra quelli che vennero riuniti all’Ortodossia), i capi locali delle sette, non essendo in grado di opporsi alle sue parole, presero la decisione di non permettere raduni finché p. Daniele non avesse lasciato la regione. In questo modo essi cercarono di impedirgli la predi&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S6Z5BeyAHGI/AAAAAAAAAF4/nsC4POXERLc/s1600-h/Sysoyev+viaggio.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 239px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S6Z5BeyAHGI/AAAAAAAAAF4/nsC4POXERLc/s320/Sysoyev+viaggio.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451177465328180322" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;cazione ai loro raduni cancellando i raduni stessi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div face="georgia" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:georgia;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Padre Daniele si preoccupò anche di organizzare missioni in tutto il mondo. Insie&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;me andammo due volte in Macedonia per predicare presso gli scismatici locali. Si occupò anche del problema di come predicare ai Cattolici in Europa occidentale e nel Sud America. Nel dicembre 2009 aveva sperato di andare in Tailandia per predicare nelle regioni del nord. Essendo missionario amava moltissimo gli altri missionari e cercava di conoscere tutti quelli che predicavano il Vangelo e ne aiutò molti. Donò denaro per costruire una chiesa in Indonesia e per educare bambini ortodossi di famiglie povere dello Zimbawe; venne ospitato da ortodossi Cinesi, Tailandesi e pure Nativi americani. Con la benedizione del patriarca Alessio II aveva fondato una scuola per missionari ortodossi. In più insegnava missiologia al seminario teologico Nikolo-Perervinsk.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div face="georgia" style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:georgia;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ciò che è strabiliante è che la sua attività missionaria non inibì per nulla il suo lavoro in parrocchia e le sue responsabilità. Nel 2001 venne ordinato prete e nel 2006 costruì una piccola chiesa di legno nel sud di Mosca, dedicata all’apostolo Tommaso (di cui era il rettore). Il suo obbiettivo sarebbe stato di costruire, nello stesso luogo, una grande basilica dedicata al suo santo patrono, san Daniele. Secondo ciò che mi disse, tale idea gli era venuta visitando la chiesa di san Demetrio a Tessalonica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:georgia;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ogni giovedì p. Daniele conduceva studi biblici, spiegando un capitolo dell’Antico e del Nuovo Testamento alla luce dell’insegnamento dei Santi Padri. Ogni venerdì guidava le classi catechetiche, cui ogni adulto che voleva essere battezzato doveva partecipare e ogni domenica teneva la scuola domenicale per i bambini. Pensando che le persone avrebbero meglio compreso le funzioni liturgiche, aveva pubblicato testi della Veglia di Tutta la Notte e della Liturgia, organizzando un insieme di persone a rotazione per consegnarli prima del rito e aveva anche introdotto il canto congregazionale. Il risultato fu che i parrocchiani erano grati di poter finalmente comprendere il senso di ciò che veniva cantato in chiesa. &lt;i style=""&gt;Batiuska&lt;/i&gt; cel&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;ebrava con grande concentrazione, specialmente nell’ultimo anno e amava predicare. Durante la liturgia predicava due o tre volte.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:georgia;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Uno dei miei amici, servitore all’altare nella chiesa di p. Daniele, mi disse, non molto prima della morte di quest’ultimo, che era meravigliato di come, senza trattenere nulla e senza alcuna pietà per se stesso egli si dedicasse interamente alle persone, specialmente ai suoi parrocchiani.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:georgia;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Davvero non si risparmiava affatto. Mi ricordo come un giorno si ruppe una gamba, ma non gli venne dato un prete per sostituirlo. P. Daniele, allora, con la gamba ingessata, andò personalmente a servire la liturgia e lo fece nonostante il dolore. Tutti i parrocchiani ed i suoi conoscenti ricordano p. Daniele come allegro, ma pochi sanno quanto spesso sopportasse dolori e malattie, specialmente fortissimi mal di testa e dolori di cuore. &lt;i style=""&gt;Batiuska, &lt;/i&gt;tuttavia, non mostrava le sue sofferenze ed era attento alla moltitudine dei suoi parrocchiani, ascoltandoli e dando loro consiglio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:georgia;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Bisogna dire che non impose mai, come un dittatore, le sue idee a quelli che lo circondavano. Ascoltava sempre le obiezioni se erano reali e spesso correggeva le sue idee se si accorgeva che non erano in accordo con la verità. Invitò spesso me ed altre persone di cui si fidav&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;a a discutere l’una o l’altra delle sue opinioni ed a verificare se fossero errate. Se comprendeva di non essere nel giusto non era un problema per lui ammetterlo e ripudiare il suo errore, perché valutava la verità più delle proprie opinioni e rispettava ogni persona intorno a lui.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:georgia;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Un’altra particolarità, che molti pensano fosse uno dei suoi difetti e che in realtà derivava dal suo amore ardente per la verità, era la maniera categorica con cui esprimeva le sue idee. Su ogni argomento egli cercava di raggiungere la verità e se ci riusciva, la esprimeva direttamente e con certezza. Nel nostro mondo politicamente corretto, una simile franchezza è simile ad una acuto raggio di sole che penetra nell’oscurità. Questa onesta brutalità richiamava molti, ma per molti altri era qualcosa che, al contrario, li respingeva.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:georgia;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;P. Daniele era una persona educata ed onesta. Era una di quelle persone alle quali chi aveva bisogno non doveva far altro che chiedere e non avrebbe mai ricevuto un rifiuto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:georgia;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ho anche molti ricordi personali su questo: mi ricordo quando mi fece visita in ospedale, come mi portò sua figlia Dorotea per mostrarmela quand’aveva solo due o tre giorni, e poi quando mi insegnò a guidare l’automobile. Mi ricordo i nostri viaggi, specialmente quello in Serb&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;ia, dal quale ritornammo soltanto una settimana prima del suo martirio. Durante quel viaggio mi confessò che, quando si trovava in difficoltà o quando le circostanze della vita sembravano insopportabili, egli sentiva sempre come di essere su una grande mano, che lo guidava attraverso tutte le difficoltà.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:georgia;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;L’ultimo giorno della sua vita incominciò con la liturgia, che egli servì e durante la quale, naturalmente, si comunicò. In seguito battezzò un bambino ed unì alla Chiesa ortodossa un uomo convertitosi dall’occultismo. Poche ore dopo, come al solito, guidò uno studio biblico, dopo il quale parlò con chiunque lo desiderasse fino a tardi. Infine, quando ormai tutti erano usciti dalla chiesa, andò in altare per ascoltare la confessione di un figlio spirituale. In quel momento l’omicida fece irruzione in chiesa e cominciò a sparare e urlò: «Dov’è Sysoyev?». Senza timore p. Daniele uscì dall’altare per andargli incontro ed accettò una fine da martire per Cristo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:georgia;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ricordo che &lt;i style=""&gt;batiuska&lt;/i&gt; aveva sostenuto molte volte come le letture del Vangelo che si facevano durante le celebrazioni non fossero accidentali e che sempre risultavano, con&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S6Z5VHf-xwI/AAAAAAAAAGA/fG6-5zxSjp0/s1600-h/Sysoyev+funerali.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 266px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S6Z5VHf-xwI/AAAAAAAAAGA/fG6-5zxSjp0/s400/Sysoyev+funerali.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451177802675963650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; nostro stupore, essere tempestive ed appropriate. Il giorno della sua morte la lettura del Vangelo conteneva le seguenti parole del Signore: «A voi miei amici, dico: Non temete coloro che uccidono &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;il corpo e dopo non possono far più nulla […] Inoltre vi dico: Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell'uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio» (Lc. 12, 4-8).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;  &lt;span style="font-size:130%;"&gt;Come disse Sua Santità, il Patriarca Kirill, nelle sue condoglianze per la morte di p. Daniele, «Il Signore ha chiamato a Sé il suo fedele servitore, avendogli dato la possibilità di essere un confessore della fede e martire nell’opera di diffondere il Vangelo». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-6761381822608082911?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/6761381822608082911/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=6761381822608082911' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/6761381822608082911'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/6761381822608082911'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2010/03/padre-daniele-sysoyev-sysoev-iii.html' title='Padre Daniele Sysoyev (Sysoev)  (III)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S6Z4kWU634I/AAAAAAAAAFo/GdbKL6CF_Ys/s72-c/P.+Sysoyev+con+bambino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-8876511175951746394</id><published>2010-03-16T19:30:00.003+01:00</published><updated>2010-03-16T19:35:54.234+01:00</updated><title type='text'>Padre Daniele Sysoyev (Sysoev) (II)</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CHPPAVI%7E1%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman";} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-family: georgia;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ricevette lettere e telefonate di minaccia da parte di Musulmani. Un anno e mezzo prima dell’omicidio, la giornalista musulmana Halida Hamidullina richiese l’intervento del pubblico ministero contro p. Daniele per incitamento all’odio inter-religioso ed inter-etnico. Il pubblico ministero rifiutò di portare avanti la causa, ma nei mass media islamici iniziò una vera e propria campagna di diffamazione; gli Ortodossi non ne sanno nulla perché, comprensibilmente, non sono famigliari con i mass media islamici.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-family: georgia;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Non molto tempo fa, solo tre giorni prima dell’omicidio, p. Daniele mi stava riportando a casa in macchina e ridevamo nel ricordare la vita di dieci anni fa. P. Daniele disse che, di tutte le religioni, l’Islam era sempre stata quella che lo interessava meno e non aveva pianificato di studiarla. Gli ricordai anche di una vecchia conversazione che avemmo quando stava to&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;rnando dalla chiesa della rappresentanza Krutitsky ed era apparso contento di scoprire che stavo scrivendo alcuni articoli apologetici, in risposta alle critiche islamiche. Egli disse: «Oh, questa è un’ottima cosa, significa che non dovrò occuparmene io». Ma il Signore, prima attraverso una serie di circostanze fortuite, poi attraverso qualcos’altro, fece in modo che egli entrasse in contatto con Musulmani o con l’argomento Islam e p. Daniele proseguì diritto verso il luogo che il Signore gli indicava. Questo era ciò che gli importava di più.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-family: georgia;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;P. Daniele si laureò all’Accademia Teologica di Mosca nel 2000, dopo aver discusso con successo la sua tesi &lt;i style=""&gt;L’antropologia dei Testimoni di Geova e degli Avventisti del Settimo Giorno&lt;/i&gt;. Più tardi venne pubblicata in un volume. Scrisse anche un certo numero di altri libri: &lt;i style=""&gt;Una passeggiata con un Protestante in una chiesa ortodossa&lt;/i&gt; è un lavoro unico, nel quale, sulla base della Bibbia, sono spiegate la disposizione e l’arredo di una chiesa ortodossa e il significato del culto ortodosso. &lt;i style=""&gt;Cronache dell’Inizio&lt;/i&gt; e &lt;i style=""&gt;Chi è come Dio, o Quanto è lungo un giorno della Creazione&lt;/i&gt; sono dedicati, come disse egli stesso, a difendere l’insegnamento patristico sulla creazione del mondo. In questi libri p. Daniele spiega perché un Cristiano ortodosso non possa aderire alla teoria dell’evoluzione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-family: georgia;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i style=""&gt;Matrimonio con un Musulmano&lt;/i&gt; è dedicato ad uno degli argomenti più dolorosi della coesist&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();}  catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S5_PEg3gkKI/AAAAAAAAAFg/gwRVmmd1QSQ/s1600-h/Father+Daniil+Sysoyev.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 303px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S5_PEg3gkKI/AAAAAAAAAFg/gwRVmmd1QSQ/s400/Father+Daniil+Sysoyev.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5449301750590771362" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;enza fra Cristiani e Musulmani nella nostra terra. Il pretesto per questo libro nacque quando venne aperta, sul sito web &lt;i style=""&gt;Ortodossia ed Islam&lt;/i&gt;, una sezione in cui era possibile fare domande ad un prete, dove chiunque poteva porre questioni a p. Daniele. Egli fu sorpreso dall’abbondanza delle lettere che riceveva da donne battezzate che, o pianificavano di sposare un Musulmano, e domandavano se questo fosse ammesso dalla Chiesa, oppure erano già sposate con un Musulmano e avevano vari problemi e cercavano un consiglio. In più, durante la sua attività pastorale, gli accadde di incontrare donne russe che, sotto l’influenza di un simile matrimonio, avevano rinunciato a Cristo e si erano convertite all’Islam e poi, avendo avuto notevoli difficoltà all’interno di un simile matrimonio e avendo compreso il proprio errore con l’aiuto di &lt;i style=""&gt;batiuska&lt;/i&gt;, si erano pentite ed erano ritornate alla Chiesa. Tutto questo indusse p. Daniele a scrivere un libro esaustivo su questo argomento, ricordando alla gente che, secondo le regole della Chiesa, non è ammissibile per un Cristiano ortodosso sposare una persona di altra fede; inoltre diede anche concreti consigli sui problemi che nascono se un simile matrimonio, nonostante tutto, avesse avuto luogo. Scrisse anche un opuscolo dal contenuto simile, intitolato &lt;i style=""&gt;Sposato/a ad un non credente?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-family: georgia;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Oltre a ciò p. Daniele pubblicò un libro, &lt;i style=""&gt;Perché non sei ancora battezzato?&lt;/i&gt;, in cui esaminava le tipiche obbiezioni contro il battesimo che si ascoltano dalla gente di tutti i giorni. Per i battezzati, ma non praticanti, scrisse un opuscolo dal titolo &lt;i style=""&gt;Perché si dovrebbe andare in chiesa ogni domenica&lt;/i&gt;. Per i praticanti, scrisse con me &lt;i style=""&gt;Sulla comunione frequente&lt;/i&gt;. Non molto prima della sua morte mi disse che il libro che aveva più caro era &lt;i style=""&gt;Omelie sul Cantico dei Cantici&lt;/i&gt;, che è una raccolta delle omelie bibliche che aveva fatto nel corso degli anni, spiegando le Scritture alla luce dei Commentari dei Santi Padri.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-family: georgia;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Infine, il suo ultimo libro fu &lt;i style=""&gt;Istruzioni per l’Immortale, ovvero cosa fare se, nonostante tutto, sei morto&lt;/i&gt;. In esso scrisse le seguenti parole: «In assoluto la migliore morte per un Cristiano è, naturalmente, il martirio per Cristo il Salvatore. In linea di principio si tratta della più grandiosa morte possibile per una persona. Alcuni mandarono condoglianze al monastero di Optina dopo l’assassinio di tre monaci (&lt;i style=""&gt;i monaci Basilio, Trofim e Terapont, assassinati da un satanista nel 1993 n.d.T.&lt;/i&gt;) ma, per un Cristiano, il martirio è, in realtà, la gioia suprema. Nella Chiesa antica non venivano inviate condoglianze, quando qualcuno veniva ucciso da qualche parte. Tutte le chiese mandavano invece immediatamente congratulazioni.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Potete immaginarvi, congratularsi con alcuni per il fatto che essi avevano un nuovo intercessore in Paradiso! Una morte da martire lava tutti i peccati, a parte l’eresia e lo scisma…».&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-8876511175951746394?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/8876511175951746394/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=8876511175951746394' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/8876511175951746394'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/8876511175951746394'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2010/03/padre-daniele-sysoyev-sysoev-ii.html' title='Padre Daniele Sysoyev (Sysoev) (II)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S5_PEg3gkKI/AAAAAAAAAFg/gwRVmmd1QSQ/s72-c/Father+Daniil+Sysoyev.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-4220854237130344823</id><published>2010-03-15T19:19:00.008+01:00</published><updated>2010-03-15T19:40:18.353+01:00</updated><title type='text'>Padre Daniele Sysoyev (Sysoev) (I)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S558kelFsMI/AAAAAAAAAFQ/4AI5loRngqU/s1600-h/Padre+Sysoyev.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 290px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S558kelFsMI/AAAAAAAAAFQ/4AI5loRngqU/s400/Padre+Sysoyev.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5448929565290639554" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div  style="text-align: justify; font-family: georgia;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:130%;" &gt;Quello che segue è il ricordo del nuovo ieromartire Daniele, scritto dall'amico e collega prof. Yuri Valerievich Maximov, tutor all'Accademia Teologica di Mosca e membro del gruppo di lavoro sinodale della Chiesa ortodossa russa sulle relazioni inter-religiose, relatore a numerose conferenze internazionali, autore di quattro monografie, principalmente incentrate sui rapporti fra Cristianesimo ed Islam, e di un numero molteplice di articoli di vario argomento teologico, agiografico e storico.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella tarda notte del 19 novembre 2009, padre Daniele Sysoyev venne ucciso nella chiesa dell’Apostolo Tommaso, sulla Kantemirovskaya, a Mosca. Una persona non identificata che indossava una maschera entrò in chiesa e lo uccise di punto in bianco.&lt;br /&gt;Conoscevo p. Daniele da dieci anni, fin dall’ottobre 1999, quando ci incontrammo ad una conferenza in cui parlavamo entrambi. Mi chiamò la notte prima e il giorno della conferenza vidi un uomo camminarmi davanti, vestito con la riassa, e compresi immediatamente che si trattava proprio del diacono Daniele Sysoyev con cui avevo parlato al telefono.&lt;br /&gt;C’era qualcosa di simile nella sua voce e nel suo modo di camminare che esprimeva la sua unicità e portava a riconoscerlo senza errori in mezzo alla folla, anche da dietro e anche da parte di chi non avesse famigliarità con lui.&lt;br /&gt;In una delle sue interviste, rilasciata poco prima di morire, p. Daniele disse che «dobbiamo camminare davanti a Dio come Egli disse di Enoch ‘camminò davanti a Dio e Dio lo prese’. Questo camminare davanti a Dio è la radice delle missioni». Per descrivere brevemente p. Daniele, egli camminò davanti a Dio. E sebbene questo sia, in primo luogo, lo stato di un’anima rivolta a Dio completamente, trovava comunque espressione letterale nella sua camminata, per non parlare delle sue azioni e delle sue parole.&lt;br /&gt;Camminava con passo leggero, come chi sa dove sta andando, come chi è tranquillo per il presente e non si preoccupa del futuro perché ha interamente affidato le sue preoccupazioni a Dio, che gli è vicino come un Padre amorevole.&lt;br /&gt;Durante i dieci anni in cui l’ho conosciuto, p. Daniele aveva detto molte volte che avrebbe voluto morire come martire. Mi dispiace che adesso queste parole suoneranno completamente diverse da quando le pronunciammo. Quando parlava del martirio non c’era né cupa solennità, né estasi malsana. Lo diceva semplicemente e con gioia e io, ascoltandolo, avvertivo lo stesso imbarazzo e perplessità che provai quando lessi nelle lettere di Ignazio il Portatore di Dio del suo desiderio fervente di soffrire per Cristo. Uno e lo stesso spirito si trovava nell’uno e nell’altro ed io non comprendevo nessuno dei due.&lt;br /&gt;Mi ricordo come, alcuni anni fa, quando eravamo in Macedonia, portai p. Daniele all’anfiteatro dell’antica città di Bitol. Qui, all’epoca dell’Impero romano, la gente veniva data in pasto agli animali selvaggi per la gioia delle folle pagane. Ai lati rimanevano due piccole stanze, nelle quali venivano tenuti gli animali prima di liberarli nell’arena e, nel centro, c’era una scatola della dimensione di un uomo, dalla quale il condannato usciva al suo tormento. Certamente in quell’anfiteatro numerosi martiri della Chiesa primitiva accolsero la morte per Cristo in questo modo. Dissi a p. Daniele: «Guarda, padre, puoi stare dove i martiri stavano prima di andare al loro podvig». Ed egli entrò nella scatola oscura. Mi ricordo come stava là e fissava il cielo.&lt;br /&gt;Probabilmente avrà guardato con la stessa attenta tranquillità il suo assassino. Confesso di essermi chiesto se batiuska in quel momento finale avesse paura o meno, perché io avrei avuto paura. Perciò chiesi al testimone oculare che vide l’omicidio con i propri occhi cosa stesse facendo, p. Daniele, quando, lasciando l’altare, vide l’uomo mascherato con una pistola in mano. Mi venne risposto: «Stava camminando verso di lui. Dritto verso di lui».&lt;br /&gt;Padre Daniele Sysoyev era nato il 12 gennaio 1974 e venne battezzato quando aveva tre anni. Crebbe in una famiglia religiosa. Mi ricordo come mi raccontò i suoi amati ricordi d’infanzia: come sua madre gli leggesse le vite dei santi prima di andare a letto.&lt;br /&gt;Batiuska trattò la fede con coscienza e serietà fin da giovane. Secondo quanto riportato da lui stesso, fin da quando aveva dodici anni, se i genitori gli chiedevano qualcosa, egli per principio chiedeva che gli venisse data una motivazione biblica per farlo e, se la riceveva, allora avrebbe portato a termine la richiesta senza discussioni. In ciò era già riflesso il suo principale desiderio: conoscere la volontà di Dio sempre e per qualsiasi cosa e seguirla. Egli preferiva Dio a qualsiasi altra cosa ed il volere di Dio a qualunque altro volere.&lt;br /&gt;Conosco molti buoni preti in Russia, ma non ho mai incontrato una persona che amasse Dio così intensamente, con fervore e rinuncia a sé come p. Daniele. Non molto prima della sua morte mi trovavo ad uno dei suoi incontri catechetici e pensavo che solo una persona che amava profondamente potesse, senza alcuna interruzione, parlare per due ore e mezza di Dio e solo di Dio e parlarne in modo tale che la gente ascoltasse per tutto il tempo senza far rumore.&lt;br /&gt;In epoca sovietica già cantava nel coro e, dopo aver finito la scuola, nel 1991, entrò al Seminario Teologico di Mosca. Mi disse che aveva sempre desiderato essere un prete e che non si immaginava nulla di diverso. Tale desiderio gli era sorto durante l’infanzia, una volta che era andato incontro ad una morte clinica ed aveva visto un angelo che riportava la sua anima nel corpo.&lt;br /&gt;Nel 1995 p. Daniele si sposò, finì il seminario e venne ordinato al diaconato. Da q&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S559P85d-kI/AAAAAAAAAFY/SGFIghnWRBI/s1600-h/P.+Daniele+e+moglie.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 166px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S559P85d-kI/AAAAAAAAAFY/SGFIghnWRBI/s320/P.+Daniele+e+moglie.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5448930312163555906" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;uel momento cominciò la sua estesa predicazione e la sua attività missionaria; inoltre insegnava la Legge di Dio alle classi superiori del ginnasio ortodosso Yasenevo. Dei suoi ricordi di quel tempo mi si è fissato in mente un incidente in particolare. Un giorno diede ai suoi studenti, come argomento per un tema Che cosa rimarrà dopo che me ne sarò andato? Che cosa porterò con me quando morirò? Numerosi genitori vennero da lui con indignazione: «Come potete dare un simile tema a dei bambini? Non bisogna ricordar loro la morte». Ad essi egli replicò: «Perciò i vostri bambini sono immortali?». P. Daniele era convinto che, poiché nessuno di noi può evitare la morte, abbiamo bisogno di essere preparati ad essa in modo appropriato, cosa per la quale un Cristiano possiede tutto il necessario, e prima cominciamo, meglio sarà.&lt;br /&gt;A partire dal 1996, p. Daniele guidò dibattiti sulle missioni alla chiesa della rappresentanza di Krutitsk, lavorando con p. Anatolij (Berestov) nel Centro Pastorale S. Giovanni di Kronstadt. Egli incontrò e parlò con membri di vari culti, predicando loro e convertendoli all’Ortodossia. A parte p. Daniele non ho conosciuto nessuno che potesse confrontarsi audacemente con qualsiasi uditorio, cominciare una conversazione con una persona di qualsiasi visione religiosa ed avere sempre qualcosa di sostanziale da dire. Era un vero missionario, amava parlare di Cristo alla gente e amava quando, dalla lampada della sua anima, altre si sarebbero accese con la fiamma della gioia evangelica.&lt;br /&gt;Batiuska aveva molta venerazione per il suo celeste protettore, il profeta Daniele, e aveva ricevuto direttamente da lui le sue aspirazioni missionarie, come mi confidò egli stesso. Una volta, leggendo il libro di Daniele, batiuska venne impressionato dalle parole «I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre» (Dan. 12, 3). «Ed io pensai» mi disse «come sarebbe stato meraviglioso risplendere come stelle».&lt;br /&gt;So che pregava con la Preghiera di Gesù, che considerava molto importante la comunione frequente, in seguito ad un’adeguata preparazione, e leggere costantemente la Bibbia, della quale, sembrava, egli conosceva una rilevante porzione con il cuore. La Preghiera, l’Eucarestia e la Parola di Dio erano per lui i tre più importanti pilastri per le missioni.&lt;br /&gt;Durante la sua vita battezzò più di ottanta Musulmani e ricondusse all’Ortodossia circa cinquecento Protestanti. Padre Daniele andava agli incontri dei Protestanti e predicava l’Ortodossia basandosi sulla Bibbia, e partecipava a dispute pubbliche con Vecchi Credenti e neo-pagani, ma più di ogni altra cosa egli divenne molto noto come missionario fra i Musulmani e polemista con l’Islam.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-4220854237130344823?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/4220854237130344823/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=4220854237130344823' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/4220854237130344823'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/4220854237130344823'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2010/03/padre-daniele-sysoyev-sysoev-i.html' title='Padre Daniele Sysoyev (Sysoev) (I)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S558kelFsMI/AAAAAAAAAFQ/4AI5loRngqU/s72-c/Padre+Sysoyev.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-1669307484433000907</id><published>2010-01-08T21:02:00.002+01:00</published><updated>2010-01-08T21:11:19.981+01:00</updated><title type='text'>Vita del santo ieromartire Ilarion (Troitsky), arcivescovo di Verey (V)</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;link style="font-family: georgia;" rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CHPPAVI%7E1%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:"Book Antiqua"; 	panose-1:2 4 6 2 5 3 5 3 3 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:roman; 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La gente andava da lui per un consiglio e gli domandava come raggiungere la pace nella Chiesa sotto le nuove condizioni politiche. Questa era davvero una domanda assai complicata e l’arcivescovo Ilarion diede una risposta incommensurabilmente profonda e ben valutata, basata sui sacri canoni e sulla prassi ecclesiastica. Ecco cosa scrisse su questo tema in una lettera del dieci dicembre 1927: «Negli ultimi due anni non ho partecipato alla vita della Chiesa; ho solo informazioni periodiche e forse inesatte. Per questo, è difficile per me giudicare i particolari e i dettagli di tale vita; ma ritengo che le sue linee generali e le sue inadeguatezze e infermità mi siano note. La principale inadeguatezza, che ritenevo tale da tempo, è la mancanza di un Concilio dal 1917 – cioè proprio nel periodo di tempo in cui sarebbe stato maggiormente necessario, perché la Chiesa russa è entrata in condizioni storiche totalmente nuove, non senza il volere di Dio. Queste condizioni sono insolite e significativamente diverse dalle precedenti. La pratica ecclesiastica, che includeva la formazione del Concilio del 1917-1918, non si trova in armonia con queste condizioni. La situazione è divenuta significativamente più complessa dopo la morte del patriarca Tikhon. La questione del Luogotenente, per quanto ne so, è anch’essa molto confusa e il governo della Chiesa è in uno stato di totale disordine. Io non so se ci sia qualcuno nella nostra gerarchia, o anche in generale fra i membri consapevoli della Chiesa, che sia così ingenuo o miope da coltivare l’assurda illusione che il governo Sovietico sarà presto sconfitto e l’antico ordine restaurato, ecc. Ma penso che tutti coloro che desiderano il bene della Chiesa riconoscano la necessità per la Chiesa russa di ricavarsi un posto nelle nuove condizioni storiche. Perciò, c’è bisogno di un concilio; e prima di tutto dobbiamo chiedere alle autorità governative di permetterci di convocarlo. Tuttavia bisogna che ci sia qualcuno che raduni il Concilio, faccia i preparativi necessari, in una parola, guidi la Chiesa fino al Concilio stesso. Perciò c’è bisogno adesso, prima del Concilio, di un corpo ecclesiastico. Io ho una serie di requisiti per la sua organizzazione e le sue attività che sono comuni, ritengo, a chiunque voglia un buon ordine ecclesiastico, piuttosto che il turbamento della pace o qualche nuova confusione. Ne indicherò alcuni:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;1. Un corpo ecclesiastico temporaneo non deve necessariamente essere autoreferenziale; cioè, deve avere l’autorizzazione del Luogotenente per iniziare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;2. Per quanto possibile deve includere coloro che sono stati delegati dal Luogotenente, il metropolita Pietro (Polyansky) o il Santo Patriarca.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;3. Il corpo ecclesiastico temporaneo deve unire e non dividere l’episcopato. Non è un giudice e un persecutore dei dissenzienti. Questo lo sarà il Concilio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;4. Il suo obbiettivo deve essere pratico e modesto: la convocazione del Concilio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;Gli ultimi due punti richiedono una spiegazione particolare. Il pauroso fantasma della VTsU (Amministrazione Suprema della Chiesa) del 1922 si libra ancora sulla gerarchia e sugli ecclesiastici. La gente di chiesa è diventata sospettosa. Il corpo ecclesiastico deve temere come il fuoco la benché minima rassomiglianza con l’attività criminale della VTsU. Altrimenti ci sarà solo altra confusione. La VTsU iniziò con menzogna e inganno. Ogni cosa dovrà invece essere basata sulla verità. La VTsU, un corpo interamente autonominatosi, si proclamò come supremo maestro del destino della Chiesa russa, un maestro cui le leggi ecclesiastiche e perfino le comuni leggi divine ed umane non si applicavano necessariamente. Il nostro corpo ecclesiastico sarà solo temporaneo con il solo obbiettivo di convocare il Concilio. La VTsU perseguitava tutti coloro che non le si sottomettevano, cioè tutti i bravi gerarchi e altri ecclesiastici che si davano da fare. Minacciando punizioni a destra e a manca, e promettendo il perdono a chi si sottometteva, la VTsU ricordava le censure del governo, censure che lo stesso governo trovava difficilmente desiderabili. Quest’aspetto ripugnante delle attività criminali della VTsU e del suo successore, il cosiddetto “Sinodo”, con i suoi concili del 1923-1925, guadagnarono loro meritato disprezzo, causarono grande afflizione e sofferenza a gente innocente, portarono soltanto male ed ebbero l’unico risultato che parte della gerarchia ed alcune irresponsabili persone di chiesa lasciarono la Chiesa e formarono alcuni gruppi scismatici. Nulla del genere, nemmeno il minimo accenno, dev’essere presente nelle attività del corpo ecclesiastico temporaneo. Sottolineo specialmente questo, perché in esso vedo un pericolo molto grande. Il nostro corpo ecclesiastico deve convocare un Concilio. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;Con riguardo al Concilio sono necessari i seguenti requisiti:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;5. L’organo ecclesiastico temporaneo dovrebbe convocare, ma non selezionare i membri del Concilio, come venne fatto dalla VTsU di angosciosa memoria nel 1923. Un Concilio selezionato non avrebbe alcuna autorità e non porterebbe calma alla Chiesa, ma solo altra confusione. C’è scarsa necessità di allungare la lista dei “concili dei ladri” della storia, tre sono sufficienti: Efeso nel 449 e due a Mosca, tra il 1923 e il 1925. Il mio primo desiderio per il futuro Concilio è che questo dimostri la sua totale non partecipazione e non solidarietà con tutti i movimenti politici sospetti, per disperdere la nebbia dell’eccessiva e folle diffamazione che ha circondato la Chiesa russa attraverso gli sforzi criminali dei maligni (del rinnovamento). Solo un vero Concilio può avere autorità, portare la calma nella vita della Chiesa e dare pace ai cuori tormentati della gente di chiesa. Penso che al Concilio emergerà l’intera importanza di questo movimento ecclesiastico ed egli ordinerà la vita della Chiesa in modo che corrisponda alle nuove condizioni».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;Come arcivescovo Ilarion pensava e confermava che solo se vi era &lt;i style=""&gt;sobornost&lt;/i&gt; (conciliarità) nella Chiesa ci sarebbe stata pacificazione e la Chiesa ortodossa russa avrebbe potuto portare avanti le sue normali attività nelle nuove condizioni dello Stato sovietico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;La sua via verso la croce stava giungendo a conclusione. Nel dicembre 1929 venne mandato a vivere ad Alma-Ata, nell’Asia centrale, per tre anni. Egli viaggiò sotto sorveglianza da una prigione all’altra. Fu derubato lungo la strada e quando arrivò a Leningrado vestiva una lunga camicia, infestata da parassiti, ed era già malato. Scrisse dalla prigione di Leningrado dov’era detenuto: «Sono seriamente ammalato di tifo da pidocchi e giaccio nell’ospedale della prigione. Molto probabilmente ne sono stato infettato lungo la strada; domenica 28 dicembre il mio destino sarà deciso (la crisi della febbre). È improbabile che sopravviva». All’ospedale gli venne detto che doveva radersi e Sua Eminenza replicò: «Fate di me ciò che volete». Nel suo delirio di&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S0eRJmS34XI/AAAAAAAAAFI/S63mt6GlavE/s1600-h/101_Hilarion_Troitsky_Icon.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 185px; height: 216px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S0eRJmS34XI/AAAAAAAAAFI/S63mt6GlavE/s400/101_Hilarion_Troitsky_Icon.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424463870275608946" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;sse: «Ora sono completamente libero: nessuno può prendermi».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;L’angelo della morte era già in attesa al capezzale del sofferente. Pochi minuti prima che morisse un dottore venne a dirgli che la crisi era passata e che forse si sarebbe ripreso. L’arcivescovo Ilarion disse, in un sussurro appena udibile: «Come! Ora siamo lontani da…» Con queste parole il confessore di Cristo morì. Era il 15/28 dicembre 1929. Il metropolita Serafino (Chicagov), che in quel tempo occupava la sede di Leningrado, ottenne il permesso di avere il corpo per il funerale. Portarono all’ospedale bianchi paramenti vescovili ed una mitra bianca. Lo vestirono e lo portarono alla chiesa del monastero Novodevichy a Leningrado. Vladyka era terribilmente cambiato: nella bara giaceva un vecchio uomo rasato, grigio e pietoso. Quando una dei suoi parenti lo vide nella bara svenne, non assomigliava per nulla al precedente Ilarion. Venne seppellito nel cimitero del monastero Novodevichy, non lontano dalle tombe dei parenti dell’allora arcivescovo e poi Patriarca Alessio (Simansky). Oltre al metropolita Serafino e all’arcivescovo Alessio, parteciparono ai funerali il vescovo Ambrogio (Libin) di Luga, il vescovo Sergio (Zenkevich) di Lodeinoe Polye e tre altri vescovi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;Così questo gigante fisico e spirituale partì per l’eternità – un uomo dall’anima meravigliosa, dotato da Dio di evidenti talenti teologici, che visse la sua vita per la Chiesa. La sua morte fu un’enorme perdita per la Chiesa ortodossa russa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;Eterna memoria, santo gerarca Ilarion!&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right; font-family: georgia;" align="right"&gt;&lt;i style=""&gt;Vita scritta dal metropolita Giovanni (Snychev) di San Pietroburgo e Ladoga (+1995); la versione italiana è stata condotta sulla traduzione inglese, ad opera della monaca Cornelia e pubblicata in &lt;/i&gt;The Orthodox Word, nn. 264-265 (2009), pp. 5-27.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right; font-family: georgia;" align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right; font-family: georgia;" align="right"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:georgia;" &gt;Il nostro padre fra i santi Ilarion venne glorificato dal Patriarcato di Mosca il 27 aprile/10 maggio 1999 ed è commemorato il 15/28 dicembre, giorno del suo martirio, e il 27 aprile/10 maggio, giorno della sua glorificazione.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-1669307484433000907?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/1669307484433000907/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=1669307484433000907' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/1669307484433000907'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/1669307484433000907'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2010/01/vita-del-santo-ieromartire-ilarion.html' title='Vita del santo ieromartire Ilarion (Troitsky), arcivescovo di Verey (V)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/S0eRJmS34XI/AAAAAAAAAFI/S63mt6GlavE/s72-c/101_Hilarion_Troitsky_Icon.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-2129962721904485157</id><published>2009-12-13T21:52:00.000+01:00</published><updated>2009-12-13T21:53:25.665+01:00</updated><title type='text'>Vita del santo ieromartire Ilarion (Troitsky), arcivescovo di Verey (IV)</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CHPPAVI%7E1%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:"Book Antiqua"; 	panose-1:2 4 6 2 5 3 5 3 3 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:roman; 	mso-font-pitch:variable; 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Egli infatti godeva di speciali privilegi, per esempio ebbe il permesso di ricevere libri spirituali. Sfruttando tali privilegi, l’arcivescovo lesse un gran numero di letteratura patristica e scrisse delle annotazioni, contenute in molti e densi quaderni di istruzioni patristiche, che fu in grado di inviare in custodia agli amici, dopo aver passato la censura della prigione. Il gerarca avrebbe infatti segretamente fatto visita al guardiano, che era un uomo gentile; come risultato diede vita ad una collezione sotterranea di manoscritti religiosi e letteratura sovietica, così come a copie di vari documenti amministrativi della Chiesa e &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;di corrispondenza con altri vescovi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;Durante quello stesso periodo l’arcivescovo Ilarion sopportò coraggiosamente anche un gran numero di problemi: quand’era nella prigione di Yaroslav, nel grembo della Chiesa stava avvenendo lo scisma gregoriano (nuovo scisma, questa volta di stampo tradizionalista, fomentato dai Sovietici dopo il fallimento dei Renovazionisti, che prendeva il nome dal fondatore, il vescovo Gregorio Yakovetsky). Un agente della GPU andò da lui, che era molto popolare fra la gente, e cercò di persuaderlo ad unirsi al nuovo scisma. «Mosca vi ama, Mosca vi aspetta», gli disse. Ma l’arcivescovo Ilarion rimase incrollabile. Egli sapeva cosa la GPU cercava di fare e coraggiosamente rifiutò la dolce libertà offertagli in cambio del tradimento. L’agente fu stupito del suo coraggio e disse «È bello parlare ad un uomo così intelligente». Poi aggiunse «Quant’è la vostra pena alle Solovki? Tre anni? Per Ilarion, solo tre anni?» Non fu sorprendente che dopo questo gli vennero aggiunti tre ulteriori anni di pena. Venne anche aggiunta la motivazione, «per aver divulgato segreti governativi»; cioè per aver parlato con l’agente nella prigione di Yaroslav.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;Nella primavera del 1926 l’arcivescovo venne riportato alle Solovki. Il suo sentiero verso la croce continuava. I Gregoriani non lo lasciavano in pace. Non perdevano infatti la speranza di poter conquistare un così eminente gerarca e rafforzare le proprie posizioni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;All’inizio del giugno 1927, non appena il Mar Bianco divenne transitabile, l’arcivescovo venne condotto a Mosca per discutere con l’arcivescovo Gregorio. Alla presenza di vari laici, quest’ultimo domandò insistentemente all’arcivescovo Ilarion di «prendere coraggio» e guidare il gregoriano «Concilio Supremo della Chiesa», che stava rapidamente perdendo di importanza. L’arcivescovo Ilarion rifiutò categoricamente, spiegando che le azioni di questo concilio erano ingiuste ed una perdita di tempo, pianificate da persone che non conoscevano la vita, né i canoni della Chiesa e che perciò il concilio era destinato a fallire. In più consigliò l’arcivescovo Gregorio, un fratello, di abbandonare i suoi piani, che erano non necessari e addirittura dannosi per la Chiesa stessa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;Simili incontri vennero ripetuti varie volte. I Gregoriani pregarono &lt;i style=""&gt;vladika&lt;/i&gt; Ilarion, gli promisero una totale libertà di azione ed un &lt;i style=""&gt;kobluk&lt;/i&gt; bianco (copricapo monastico che designa un metropolita), ma egli mantenne fermamente le sue convinzioni. Ci furono anche voci che avesse detto a qualcuno, durante uno di questi incontri: «Sebbene io sia un arcivescovo, sono un uomo dal temperamento focoso e vi esorto ad andarvene. Dopo tutto, potrei perdere il controllo».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;«Marcirò in prigione, piuttosto che cambiare la mia posizione», disse una volta al vescovo Gervasio. Egli mantenne questa posizione verso i Gregoriani fino alla fine della sua vita.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;Durante i tempi tormentati in cui, dopo lo scisma renovazionista, il disaccordo era penetrato fra i vescovi esiliati alle Solovki, l’arcivescovo Ilarion fu un vero pacificatore in mezzo a loro. Egli fu in grado di unificarli sulla base dei principi ortodossi. Fu uno dei vescovi che lavorò alla dichiarazione della Chiesa del 1926, che determinò la posizione della stessa nelle nuove condizioni storiche. Questa dichiarazione giocò un enorme ruolo nella lotta contro le divisioni emergenti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;Nel novembre 1927, alcuni vescovi delle Solovki incominciarono a rinunciare allo scisma Giosefita (così chiamato dal metropolita Giuseppe, che decise di separarsi dal metropolita Sergio, quando questi fece dichiarazione di lealtà al governo sovietico e che divenne uno dei &lt;i style=""&gt;leader&lt;/i&gt; della prima chiesa catacombale russa). L’arcivescovo Ilarion fu abile a radunare fino a quindici vescovi nella cella dell’archimandrita Teofanie, dove tutti unanimemente decisero di preservare la fedeltà alla Chiesa ortodossa guidata dal metropolita Sergio. «Nessuno scisma!» proclamò l’arcivescovo Ilarion, «Non importa cosa ci diranno, lo considereremo una provocazione!»&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;Il 28 giugno 1928, &lt;i style=""&gt;vladika&lt;/i&gt; scrisse ad alcuni amici intimi che egli era estremamente poco comprensivo verso coloro che si erano separati e considerava il loro agire infondato, folle ed estremamente dannoso. Tale separazione era «un crimine ecclesiastico», molto serio nelle condizioni allora correnti. «Non vedo assolutamente nulla nelle azioni del metropolita Sergio e del suo Sinodo che dovrebbe eccedere la misura di condiscendenza e pazienza».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Egli si impegnò duramente per convincere il vescovo Vittorio (Ostrovidov) di Glazov (nuovo ieroconfessore, canonizzato dal Patriarcato di Mosca nel 2000 e commemorato il 19 aprile e il 18 giugno), il quale era molto vicino alle posizioni dei Giosefiti. Alla fine vi riuscì e non solo questi si accorse di essere nell’errore, ma addirittura scrisse una lettera al suo gregge invitandoli a cessare la loro separazione.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-2129962721904485157?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/2129962721904485157/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=2129962721904485157' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/2129962721904485157'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/2129962721904485157'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2009/12/vita-del-santo-ieromartire-ilarion_13.html' title='Vita del santo ieromartire Ilarion (Troitsky), arcivescovo di Verey (IV)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-6715570875392424450</id><published>2009-12-06T21:02:00.005+01:00</published><updated>2009-12-06T21:10:25.379+01:00</updated><title type='text'>Vita del santo ieromartire Ilarion (Troitsky), arcivescovo di Verey (III)</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CHPPAVI%7E1%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:"Book Antiqua"; 	panose-1:2 4 6 2 5 3 5 3 3 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:roman; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:647 0 0 0 159 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:595.3pt 841.9pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:35.4pt; 	mso-footer-margin:35.4pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman";} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;Una volta un giovane ieromonaco venne portato dalle Solovki a Kazan. Era stato condannato a tre anni di esilio per aver tolto l’&lt;i style=""&gt;orarion&lt;/i&gt; ad un diacono renovazionista e avergli impedito di celebrare con lui. L’arcivescovo approvò l’azione dello ieromonaco e scherzò sui vari periodi di prigione dati all’una o all’altra persona, che nulla avevano a che fare con la serietà del loro “crimine”. «Perché il Signore è generoso e accoglie l’ultimo come il primo» disse con le parole dell’omelia pasquale di San Giovanni Crisostomo. «Egli concede il riposo a quello dell'undicesima ora, come a chi ha lavorato sin dalla prima. Dell'ultimo ha misericordia, e onora il primo. Dà all'uno e si mostra benevolo con l'altro. Accoglie le opere e gradisce la volontà. Onora l'azione e loda l'intenzione». Queste parole avrebbero potuto sembrare ironiche, ma impartirono un senso di pace e fecero sì che lo ieromonaco accettasse la prova come se venisse dalle mani di Dio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;i style=""&gt;Vladika&lt;/i&gt; Ilarion era grandemente rallegrato al pensiero che le Solovki fossero una scuola di virtù, generosità, mitezza, umiltà, temperanza, pazienza e amore per il lavoro. Una volta un gruppo di chierici venne derubato dopo l’arrivo e i padri erano molto tristi. Uno dei prigionieri disse loro per scherzo che questo era il modo per insegnar loro la generosità. &lt;i style=""&gt;Vladika&lt;/i&gt; era esultante per quell’osservazione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;Un esiliato perse i suoi stivali per due volte di fila e andava in giro per il campo con galosce strappate. L’arcivescovo Ilarion venne preso da sincera allegria guardandolo ed ecco come incoraggiava il buon umore negli altri prigionieri. Il suo amore per ogni persona, la sua attenzione per ciascuno e la sua socievolezza erano semplicemente sorprendenti. Era l’individuo più popolare del campo, fra tutti quelli della sua classe sociale. Vogliamo dire che non solo il generale, l’ufficiale, lo studente e il professore lo conoscevano e parlavano con lui (nonostante là vi fossero molti vescovi, anche più anziani e non meno colti di lui), ma anche la marmaglia, la società criminale di ladri e banditi lo conosceva come una persona buona e rispettata, che era impossibile non amare. Sia durante le pause di lavoro che nel tempo libero lo si poteva veder passeggiare a braccetto con uno o l’altro “esempio” di questa compagnia. Non si trattava solo di condiscendenza verso un “fratello più giovane” o un uomo caduto, no. &lt;i style=""&gt;Vladika&lt;/i&gt; parlava con ciascuno come ad un eguale, interessandosi, ad esempio, alla “professione” o all’attività prediletta di ognuno di loro. L’elemento criminale è molto orgoglioso e sensibilmente inorgoglito. Non potevano essere offesi impunemente. Tuttavia i modi di &lt;i style=""&gt;Vladika&lt;/i&gt; superavano ogni cosa; come un amico egli li nobilitava con la sua presenza e attenzione. Era di un eccezionale interesse osservarlo in quella compagnia e discutere a fondo con loro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Book Antiqua&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;Egli era avvicinabile da chiunque: era esattamente come chiunque ed era facile stargli intorno, incontrarlo e parlargli. Il più ordinario, semplice ed apparentemente “non santo” era &lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: georgia;"&gt;Vladika&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;. Tuttavia, dietro questa ordinaria esteriorità di gioia ed apparente mondanità, si potevano gradualmente intravedere la purezza di un bambino, un’ampia esperienza spirituale, gentilezza e pietà, la sua dolce indifferenza verso i beni materiali, la sua fede vera, un’autentica pietà ed una nobile perfezione morale, per non menzionare la forza intellettuale combinata con forza e chiarezza di convinzioni. Quest’apparenza di un’ordinaria vita di peccatore, della follia per Cristo e di una maschera di mondanità nascondevano il suo sforzo interno alle persone e lo preservavano da ipocrisia e presunzione. Egli era nemico giurato dell’ipocrisia e di tutte le modalità di “pia apparenza” ed era assolutamente consapevole e diretto. Nella “squadra Troitsky” (come veniva chiamato il gruppo di lavoro dell’arcivescovo Ilarion) il clero alle Solovki riceveva una buona educazione. Ognuno comprendeva che non c’era vantaggio semplicemente nel considerarsi peccatore, portare avanti pie e lunghe conversazioni o mostrare quanto austeramente si vivesse. Era particolarmente inutile sopravvalutare se stessi più di quanto non fosse il caso. Vladika avrebbe chiesto ad ogni prete in arrivo i dettagli in merito alle motivazioni che avevano condotto al suo arresto. Un giorno, un certo abate venne portato alle Solovki. L’arcivescovo gli chiese: «Perché l’hanno arrestata?» «Oh, ho servito dei &lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: georgia;"&gt;moleben&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt; a casa, dopo che avevano chiuso il monastero», rispose l’abate. «Beh, le persone si radunavano e ci furono pure alcune guarigioni…» «Ah, bene, anche guarigioni… quanti anni le hanno dato?» «Tre anni» «Bene», disse Vladika, «non è molto; per le guarigioni avrebbero potuto dargliene di più. Il  governo sovietico ha fatto una svista…» Non è necessario notare che era del tutto immodesto parlare di guarigioni sopraggiunte per le proprie preghiere.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-6715570875392424450?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/6715570875392424450/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=6715570875392424450' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/6715570875392424450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/6715570875392424450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2009/12/vita-del-santo-ieromartire-ilarion.html' title='Vita del santo ieromartire Ilarion (Troitsky), arcivescovo di Verey (III)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-3475691324088314056</id><published>2009-11-01T21:16:00.002+01:00</published><updated>2009-11-01T21:19:30.362+01:00</updated><title type='text'>Vita del santo ieromartire Ilarion (Troitsky), arcivescovo di Verey (II)</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CHPPAVI%7E1%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:"Book Antiqua"; 	panose-1:2 4 6 2 5 3 5 3 3 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:roman; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:647 0 0 0 159 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:595.3pt 841.9pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:35.4pt; 	mso-footer-margin:35.4pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman";} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=""&gt;Il 24 novembre 1920 l’archimandrita Ilarion venne eletto vescovo di Verey, un vicariato della diocesi di Mosca, e consacrato il giorno successivo. I suoi contemporanei dipinsero di lui un quadro ricco di colori: giovane, pieno di allegria, ben educato, eccellente predicatore, oratore, cantante e brillante polemista, sempre naturale, sincero ed aperto. Fisicamente era molto forte, alto, largo di spalle, con folti capelli rossicci ed un viso chiaro e luminoso. Era il preferito dalla gente… Guadagnò grande autorità fra il clero ed i suoi colleghi vescovi, che lo chiamarono “Ilarion il Grande” per la sua intelligenza e la sua risolutezza nella Fede.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=""&gt;Il servizio episcopale fu un sentiero verso la croce. Non erano passati due anni dalla consacrazione che si trovava nuovamente in esilio ad Archangelsk; rimase al di fuori della vita della Chiesa per un intero anno, poi riprese la sua attività. Sua Santità il Patriarca Tikhon si interessò da vicino della sua persona e ne fece, insieme con l’arcivescovo Serafino (Alexandrov), uno dei suoi più intimi consiglieri. Il Patriarca lo innalzò al rango di arcivescovo immediatamente dopo il ritorno dall’esilio e le sue attività ecclesiastiche cominciarono ad ampliarsi: portò avanti un serio dialogo con Tuchkov (plenipotenziario per gli affari ecclesiastici dell’antenato del KGB, il GPU), in merito all&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/Su3tDYw-_-I/AAAAAAAAAEw/ee9OhN3tr44/s1600-h/Sretenski.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 266px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/Su3tDYw-_-I/AAAAAAAAAEw/ee9OhN3tr44/s320/Sretenski.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5399232170730389474" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=""&gt;a necessità, nelle condizioni presenti sotto il governo sovietico, di ordinare la vita della Chiesa ortodossa russa sulla base del diritto canonico. Inoltre si impegnò per ripristinare l’organizzazione ecclesiastica, componendo un certo numero di lettere patriarcali. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=""&gt;Divenne una minaccia per i Renovazionisti (organizzazione ecclesiastica che intendeva riformare gli insegnamenti e le pratiche della chiesa ortodossa per adattarli al moderno pensiero liberale) ed ai loro occhi divenne inseparabile dal patriarca Tikhon. La sera del 22 giugno/5 giugno 1923 &lt;i style=""&gt;vladyka&lt;/i&gt; Ilarion servì la Veglia di tutta la notte per la festa dell’Icona della Madre di Dio di Vladimir al monastero Sretensky, che era stato occupato dai Renovazionisti. Li cacciò fuori e riconsacrò la cattedrale con il rito completo e in questo modo restituì il monastero alla Chiesa. Il giorno successivo il patriarca Tikhon servì al monastero e la liturgia durò tutto il giorno, non terminando che alle 18; in seguito il Patriarca nominò l’arcivescovo Ilarion superiore del monastero Sretensky. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=""&gt;La guida dei Renovazionisti, il metropolita Antonino (Granovsky) scrisse contro il Patriarca e l’arcivescovo con odio inesprimibile, accusandoli senza cerimonie di essere dei contro-rivoluzionari. «Tikhon e Ilarion», scrisse, «hanno prodotto dei gas soffocanti “pieni di grazia” contro la Rivoluzione e la Rivoluzione si è armata non solo contro i Tikhoniti, ma contro l’intera Chiesa come fosse una banda di cospiratori. Ilarion va in giro a “spruzzare” chiese contro i Renovazionisti e cammina sfrontatamente in esse… Tikhon e Ilarion sono colpevoli di fronte alla Rivoluzione, vessatori della Chiesa di Dio e non possono accampare alcuna buona azione a propria discolpa».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=""&gt;L’arcivescovo Ilarion comprese chiaramente l’illegalità dei Renovazionisti e condusse animati dibattiti a Mosca con Alessandro Vvedensky (prete liberale, uno dei capi del Renovazionismo e della “Chiesa vivente”); come disse lo stesso arcivescovo Ilarion, in questi dibattiti “intrappolò al muro” Vvedensky ed espose tutte le sue bugie e le sue astuzie.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=""&gt;I capi dei Renovazionisti compresero che l’arcivescovo Ilarion interferiva con i loro affari e per questo fecero ogni sforzo possibile per privarlo della libertà. In questo modo nel dicembre 1923 ottennero che venisse condannato a tre anni di prigione, prima nel campo di prigionia di Kem e poi alle Solovki.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=""&gt;Quando ebbe modo di vedere l’orribile condizione delle baracche e del cibo del campo disse: «Non ne usciremo vivi»: si stava avviando sul sentiero della croce che l’avrebbe portato al suo benedetto riposo. Tuttavia questo sentiero è di grande interesse per noi, perché in esso si rivelò in pieno la magnificenza di spirito di questo martire per Cristo; quindi esamineremo più nel dettaglio questo periodo della sua vita.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=""&gt;Vivendo alle Solovki l’arcivescovo Ilarion conservò tutte le buone qualità dell’anima che aveva acquisito attraverso le sue fatiche ascetiche, sia prima che durante la vita monastica, come prete e gerarca. Quelli che vissero con lui durante questi anni furono testimoni della sua totale mancanza di avidità, profonda semplicità , vera umiltà e di una mitezza quasi infantile; semplicemente dava via qualunque cosa, se richiesto. Non aveva interesse per le proprie cose; per questo motivo aveva bisogno di qualcuno che, senza alcuna pietà nei suoi riguardi, si occupasse del suo bagaglio, come successe alle Solovki.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=""&gt;L’arcivescovo Ilarion poteva essere insultato, ma non avrebbe mai risposto; probabilmente non avrebbe nemmeno notato il tentativo d’insultarlo. Era sempre allegro, e anche quand’era preoccupato o angosciato tentava di nasconderlo rapidamente con la sua allegria. Guardava ogni cosa con occhi spirituali ed ogni cosa serviva al suo profitto spirituale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;«All’allevamento di pesce Philemonov», raccontò un testimone oculare, «distante sette o otto chilometri dalla fortezza delle Solovki e dal centro del campo, sulle rive della piccola baia del Mar Bianco, io e l’arcivescovo Ilarion, insieme con due altri vescovi e pochi preti (tutti prigionieri) avevamo il compito di fare le reti e di pescare. L’arcivescovo Ilarion amava parlare di questo nostro lavoro modificando le parole della stichira di Pentecoste: “Tutte le cose sono concesse dal Santo Spirito: prima i pescatori divennero teologi e adesso accade l’opposto, i teologi diventano pescatori”». Così umiliava se stesso di fronte alla sua nuova sorte.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-3475691324088314056?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/3475691324088314056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=3475691324088314056' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/3475691324088314056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/3475691324088314056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2009/11/vita-del-santo-ieromartire-ilarion.html' title='Vita del santo ieromartire Ilarion (Troitsky), arcivescovo di Verey (II)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/Su3tDYw-_-I/AAAAAAAAAEw/ee9OhN3tr44/s72-c/Sretenski.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-5353560193274258044</id><published>2009-10-22T23:52:00.003+02:00</published><updated>2009-10-22T23:56:08.437+02:00</updated><title type='text'>Vita del santo ieromartire Ilarion (Troitsky), arcivescovo di Verey (I)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SuDUWB0sm_I/AAAAAAAAAEo/oFqgvFN7uho/s1600-h/101_Hilarion_Troitsky.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 143px; height: 229px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SuDUWB0sm_I/AAAAAAAAAEo/oFqgvFN7uho/s320/101_Hilarion_Troitsky.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395545828501527538" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CHPPAVI%7E1%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:"Book Antiqua"; 	panose-1:2 4 6 2 5 3 5 3 3 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:roman; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:647 0 0 0 159 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman";} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=""&gt;Una delle più eminenti figure della Chiesa Ortodossa Russa negli anni ’20 del Novecento fu l’arcivescovo Ilarion di Verey, teologo eccezionale e persona di grande talento. Durante tutta la sua vita egli bruciò d’amore per la Chiesa di Cristo, fino alla morte da martire per essa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=""&gt;Le sue opere letterarie si distinguono per l’argomento strettamente ecclesiastico e la lotta instancabile contro lo scolasticismo, specialmente il latinismo, che aveva influenzato la Chiesa russa fin dai tempi del metropolita di Kiev Pietro Moghila. Suo ideale era la purezza ecclesiastica delle scuole e degli studi teologici. Un suo continuo richiamo era: «non c’è salvezza fuori dalla Chiesa e non ci sono sacramenti al di fuori di essa».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=""&gt;L’arcivescovo Ilarion (al secolo Vladimir Alexeyevich Troitsky) nacque il 13 settembre 1886 nella famiglia di un prete del villaggio di Lipitsa, distretto di Kashira della provincia di Tula.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=""&gt;Il desiderio di apprendere si risvegliò in lui fin dalla tenera età. Quando aveva solo cinque anni prese per mano il suo fratellino di tre e abbandonò il villaggio nativo per andare a scuola a Mosca. Quando il piccolo cominciò a piangere per la fatica, Vladimir gli disse: «Bene, allora rimani ignorante». I genitori si accorsero in tempo che i bambini erano scomparsi e li riportarono rapidamente a casa. Vladimir venne presto mandato alla scuola teologica e poi in seminario. Dopo avervi completato i corsi, entrò all’Accademia teologica di Mosca e si laureò con onore nel 1910 con una tesi in Teologia. Rimase poi all’Accademia con un incarico da professore. Va sottolineato che Vladimir fu in tutto questo periodo un eccellente studente e che ebbe sempre ottimi voti in tutte le materie.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=""&gt;Nel 1913 ricevette una laurea di secondo livello in Teologia per il suo lavoro fondamentale “Panoramica sulla storia del dogma della Chiesa”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=""&gt;Il suo cuore ardeva dal desiderio di servire Dio come monaco. Il 28 marzo 1913, nella Scete del Paraclito, presso il Monastero della Santa Trinità di San Sergio, ricevette la tonsura monastica con il nome di Ilarion (in onore di Sant’Ilarion il Nuovo, abate e confessore di Pelecete, commemorato proprio in quel giorno). Circa due mesi dopo, il 2 giugno, venne ordinato ieromonaco e il 5 luglio dello stesso anno assurse al rango di archimandrita.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=""&gt;Il 30 maggio 1913 padre Ilarion venne nominato ispettore dell’Accademia teologica di Mosca. Nel dicembre dello stesso anno venne confermato come professore di Sacra Scrittura, in particolare di Nuovo Testamento.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=""&gt;L’archimandrita Ilarion guadagnò grande autorità sia come educatore di quelli che studiavano alla scuola teologica, sia come professore di teologia e i suoi sermoni gli fecero acquistare una grande notorietà. I suoi lavori di teologia dogmatica uscivano uno dopo l’altro, arricchendo l’erudizione ecclesiastica. I suoi sermoni risuonavano dagli amboni delle chiese come fossero campane, chiamando il popolo di Dio alla fede e ad un rinnovamento morale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=""&gt;Quando sorse la questione se la Chiesa russa dovesse ristabilire il Patriarcato, come membro del Concilio locale di tutta la Chiesa russa del 1917-1918, testimoniò in modo ispirato a favore di questa decisione. Egli disse:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=""&gt;«La Chiesa russa non è mai stata senza un capo gerarca. Il nostro Patriarcato venne distrutto da Pietro I. A chi dava fastidio? Alla conciliarità della Chiesa? Ma non fu al tempo dei Patriarchi che ci furono molti concili? No, il Patriarcato non interferiva né con la conciliarità, né con la Chiesa. Con chi allora? Qui davanti a me ci sono due grandi amici, due ornamenti del diciassettesimo secolo, il patriarca Nikon e lo zar Alexei Mikhailovich. Per seminare discordia fra loro i malvagi boiari sussurrarono allo zar: “A causa del Patriarca, tu, il Sovrano, sei divenuto invisibile”. Quando Nikon lasciò il trono di Mosca scrisse: “Lasciate che il Sovrano abbia maggior spazio senza di me”. Pietro concretizzò questo pensiero, quando distrusse il Patriarcato. “Lasciate che io, il Sovrano, abbia maggior spazio senza Patriarca…”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=""&gt;Ma la coscienza della Chiesa, nel trentaquattresimo Canone Apostolico, così come nel Concilio locale tenutosi a Mosca nel 1917, stabilisce un principio irrevocabile: “I vescovi di ogni nazione, inclusa quella russa, devono sapere chi sia il primo fra loro e riconoscerlo come loro capo”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=""&gt;E io vorrei rivolgermi a coloro che per qualche motivo considerano ancora necessario protestare contro il Patriarcato. Padri e fratelli! Che non si crei scompiglio nella gioia per l’unità delle nostre menti! Perché dovete addossarvi questo compito ingrato? Perché fate discorsi senza speranza? Voi state combattendo contro la coscienza della Chiesa. Abbiate timore, non vi accada di trovarvi a combattere contro Dio (cf. At. 5, 39)! Abbiamo già peccato, peccato nel non aver ripristinato il Patriarcato due mesi fa, quando venimmo tutti a Mosca e ci incontrammo per la prima volta nella grande Cattedrale della Dormizione. Non&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;era doloroso fino alle lacrime osservare il vuoto seggio patriarcale? E quando abbiamo venerato le reliquie degli operatori di miracoli di Mosca e capi gerarchi della Russia, non abbiamo udito i loro rimproveri per il fatto che per duecento anni il loro trono è rimasto desolato?»&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;link style="font-family: georgia;" rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CHPPAVI%7E1%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:"Book Antiqua"; 	panose-1:2 4 6 2 5 3 5 3 3 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:roman; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:647 0 0 0 159 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:595.3pt 841.9pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:35.4pt; 	mso-footer-margin:35.4pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman";} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-family: times new roman;"&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;Appena i Bolscevichi giunsero al potere cominciarono a perseguitare la chiesa e nel marzo del 1919 l’archimandrita Ilarion era già stato imprigionato. Il suo primo arresto durò tre mesi.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-5353560193274258044?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/5353560193274258044/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=5353560193274258044' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/5353560193274258044'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/5353560193274258044'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2009/10/vita-del-santo-ieromartire-ilarion.html' title='Vita del santo ieromartire Ilarion (Troitsky), arcivescovo di Verey (I)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SuDUWB0sm_I/AAAAAAAAAEo/oFqgvFN7uho/s72-c/101_Hilarion_Troitsky.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-8338415847182259686</id><published>2009-05-17T19:54:00.006+02:00</published><updated>2009-05-17T20:09:21.974+02:00</updated><title type='text'>Un martire prima sconosciuto: sant'Efrem di Nea Makri</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CHPPAVI%7E1%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman";} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il 3 gennaio 1950 la badessa Makaria (+ 23 aprile 1999) gironzolava fra le rovine del monastero recentemente ricostituito sul monte Amomos, pensando ai martiri le cui ossa erano state sparpagliate su quel suolo e il cui sangue aveva irrigato l’albero dell’Ortodossia. Comprese che si trattava di un luogo sacro e pregò che Dio le permettesse di vedere uno dei Padri che lì avevano vissuto. Dopo qualche tempo, le sembrò di avv&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/ShBP0_ZpNuI/AAAAAAAAAEI/6uny9eCboR8/s1600-h/Mother+Makaria+with+icon+of+St.+Ephraim+of+Nea+Makri.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 131px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/ShBP0_ZpNuI/AAAAAAAAAEI/6uny9eCboR8/s200/Mother+Makaria+with+icon+of+St.+Ephraim+of+Nea+Makri.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5336853330224821986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ertire una voce interiore che le diceva di scavare in un certo posto. Ella indicò il luogo ad un operaio che aveva assunto per fare riparazioni al monastero vecchio. L’uomo non voleva scavare lì, ma in qualche altro punto. Poiché insisteva, madre Makaria lo lasciò fare, ma pregò che non fosse in grado di scavare e così quegli trovò della roccia. Sebbene avesse cercato di ripetere l’operazione in tre o quattro posti diversi, ottenne sempre lo stesso risultato. Alla fine fu d’accordo a scavare dove aveva indicato la badessa. Si trattava delle rovine di una vecchia cella: egli la ripulì dalle macerie e prese a lavorare in modo rabbioso. Madre Makaria gli disse di rallentare, perché non voleva che venisse danneggiato il corpo che vi si trovava. Quegli la prese in giro perché si aspettava di trovare le reliquie di un santo. Quando giunse ad una profondità di quasi due metri, tuttavia, egli dissotterrò la testa dell’uomo di Dio. In quel momento un profumo ineffabile riempì l’aria. L’operaio impallidì e non era in grado di parlare. Madre Makaria gli disse di andare e di lasciarla sola. Ella si inginocchiò e baciò il corpo con reverenza. Quando ebbe tolto un altro po’ di terra vide le maniche del &lt;i style=""&gt;rason&lt;/i&gt; del santo: il tessuto era spesso e sembrava essere stato lavorato con un antico telaio. Una volta liberato i resto del corpo cominciò a rimuovere le ossa, che apparivano essere quelle di un martire.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Madre Makaria era ancora in quel santo luogo quando cadde la notte, così ella lesse il vespro. Improvvisamente sentì dei passi che provenivano dalla tomba, che si muovevano nel cortile verso la porta della chiesa. Erano forti e regolari, come quelli di un uomo di forte carattere. La monaca aveva paura di girarsi e guardare, ma proprio allora udì una voce che diceva: «Per quanto tempo mi lascerai qui?» Vide un monaco alto, con piccoli occhi tondi e la barba che gli cresceva sul petto. Nella mano sinistra c’era una luce brillante e benediceva con la destra. Madre Makaria fu piena di gioia e la sua paura scomparve. «Perdonami», rispose, «mi prenderò cura di te domani, appena Dio provvederà al sorgere del sole». Il santo scomparve e la badessa continuò nella lettura del vespro.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il mattino, dopo il mattutino, ella pulì le ossa e le pose in una nicchia intorno all’altare della chiesa; poi accese una candela davanti a loro. Quella notte sant’Efrem le apparve in sogno, la ringraziò per essersi curata delle sue reliquie e poi le disse: «Il mio nome è sant’Efrem». Dalle sue stesse labbra ella apprese la storia della sua vita e del suo martirio.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Era nato in Grecia il 14 settembre 1384. Suo padre era morto quand’egli era piccolo e la pia madre dovette occuparsi da sola dei sette figli. Quando Efrem ebbe raggiunto l’età di quattordici anni il Dio di bontà guidò i suoi passi verso il monastero sul monte Amomon, vicino a Nea Makri, in Attica, dedicato all’Annunciazione e a Santa Parasceva. Qui prese sulle sue spalle la croce di Cristo, che devono portare tutti i suoi discepoli (Mt. 16, 24). Infiammato dall’amore di Dio, sant’Efrem si immerse con premura nella disciplina monastica. Per quasi ventisette anni egli imitò la vita dei grandi Padri asceti del deserto. Seguì Cristo con divino zelo, allontanandosi dalle attrazioni di questo mondo. Per la grazia di Dio si purificò dalle passioni che distruggono l’anima e divenne dimora del Santissimo Spirito. Venne anche riconosciuto degno di ricevere la grazia del presbiterato e servì all’altare con grande riverenza e compunzione. Il 14 settembre 1425 i barbari turchi incominciarono un’invasione via mare, saccheggiando i&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/ShBQBw7zakI/AAAAAAAAAEQ/LWV69_1nwIU/s1600-h/Albero+di+sant%27Efrem.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/ShBQBw7zakI/AAAAAAAAAEQ/LWV69_1nwIU/s200/Albero+di+sant%27Efrem.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5336853549679864386" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; dintorni. Sant’Efrem fu una delle vittime del loro odio frenetico. Molti monaci erano stati torturati e decapitati, ma egli era rimasto calmo; questo fece infuriare i Turchi, che lo imprigionarono per torturarlo e costringerlo a rinnegare Cristo. Lo chiusero in una piccola cella senza cibo e acqua e ogni giorno lo picchiavano, sperando di convincerlo a diventare mussulmano. Per vari mesi sopportò terribili tormenti. Quando i Turchi compresero che il santo rimaneva fedele a Cristo, decisero di metterlo a morte. Martedì 5 maggio 1426 lo trassero dalla cella e lo appesero a testa in giù ad un gelso, poi lo picchiarono e lo presero in giro: «Dov’è il tuo Dio», chiesero, «e perché non ti aiuta?». Il santo non si perse d’animo, ma pregava: «O Dio, non ascoltare le parole di questi uomini, ma sia fatta la Tua volontà, secondo ciò che hai deciso». I barbari tirarono la barba del santo e lo torturarono, finché perse le forze. Il suo sangue scorreva e le vesti erano a brandelli. Il suo corpo era quasi nudo e coperto da molte ferite. Tuttavia i Turchi non erano soddisfatti, ma desideravano torturarlo ancora di più. Uno di essi prese un bastone infuocato e lo conficcò violentemente nell’ombelico del santo. Le sue grida erano strazianti, tanto grande era il dolore. Sangue uscì dallo stomaco, ma i Turchi non si fermarono, ripetendo gli stessi dolorosissimi tormenti molte volte. Il suo corpo si contorceva e tutti i suoi arti avevano convulsioni. Ben presto il santo divenne troppo debole per parlare, perciò pregava in silenzio chiedendo a Dio di perdonare i suoi peccati. Dalla sua bocca colavano sangue e saliva e il terreno era intriso del suo sangue. Allora perse conoscenza. Pensando che fosse morto, i Turchi tagliarono le corde che lo legavano all’albero, cosicché egli cadde sul terreno sottostante. La loro rabbia non era però diminuita, cosicché continuarono a prenderlo a calci e a picchiarlo. Dopo un poco il santo aprì gli occhi e pregò: «Signore, a Te rendo il mio spirito». Verso le nove del mattino la sua anima si separò dal corpo. Queste cose rimasero dimenticate per circa cinquecento anni, nascoste in un profondo silenzio d’oblio fino al quel 3 gennaio 1950.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Sant’Efrem compie molti miracoli nel mondo intero. Sembra sia particolarmente d’aiuto ai giovani e a coloro che assumono droga o altre sostanze. Uno di essi accadde ad un giovane americano del Midwest, che lottava con la propria vita. Faceva pesantemente uso di droghe (cocaina ed eroina) e stava rapidamente scivolando verso la distruzione. Non aveva né una famiglia stabile, né un’educazione religiosa, perciò si trovava in serio pericolo.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CHPPAVI%7E1%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman";} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:12;"  &gt;Una notte gli apparve un brutto vecchio, che gli disse: «Sono tuo amico, voglio che tu prenda un appuntamento per incontrarmi». Lo spinse ad entrare in macchina e a guidare il più velocemente possibile su una certa strada che alla fine aveva un tornante con un burrone a picco proprio sulla curva. Il giovane fece c&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:12;"  &gt;ome gli veniva detto, andò alla macchina, guidò il più velocemente possibile sulla strada. All’ultimo momento, facendosi prendere dalla paura, riuscì a pigiare sui freni e per poco riuscì a fare la curva. Arrivò a casa scosso. Due notti dopo il vecchio riapparve e disse, con rabbia ed indignazione: «Sono molto dispiaciuto che tu non mi abbia incontrato. Rimettiti in macchina e guida più veloce che puoi, e questa volta non schiacciare i freni». Il giovane si sentì stranamente spinto ad obbedire. Di nuovo entrò in macchina, guidò più forte che potesse e questa volta non si fermò, ma piombò ad alta velocità giù dal burrone. La macchina venne demolita, ma, sorprendentemente, egli ne uscì solo con tagli ed escoriazioni e con una commozione cerebrale. Poche settimane più tardi, appena fu uscito dall’ospedale, il brutto uomo riapparve un’altra volta e disse: «Sono furioso che tu non sia venuto al nostro appuntamento. Questa volta, senza errori, mi incontrerai. Metti nella tua siringa una doppia dose di droga». Di nuovo il giovane si sentì obbligato a farlo e dopo essersi iniettato il liquido cadde in come per overdose. Venne portat&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/ShBRG_HUtmI/AAAAAAAAAEg/XBZWHKqsLhc/s1600-h/Sant%27Efrem.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 299px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/ShBRG_HUtmI/AAAAAAAAAEg/XBZWHKqsLhc/s400/Sant%27Efrem.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5336854738897253986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:12;"  &gt;o all’ospedale, dove i dottori dissero alla famiglia che probabilmente non sarebbe sopravvissuto. E se per caso lo fosse stato, sarebbe rimasto in condizione vegetativa, di semi-coscienza. Non c’era alcuna speranza di ripresa. &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:12;"  &gt;In due settimane, invece, il giovane si risvegliò, pienamente cosciente. Disse a quelli intorno a lui di aver visto un uomo che sembrava una sorta di monaco luminoso. Venne da lui e disse: «Ho pregato per te… Dio ti ha dato un&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:12;"  &gt;’altra possibilità. Vivrai, ma dovrai correggere la tua vita. Inoltre andrai in Grecia per visitare il luogo dove riposano le mie ossa, rendendo grazie a Dio per la tua salvezza. Il mio nome è Efrem».&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:12;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:12;"  &gt;Tradotto da http://full-of-grace-and-truth.blogspot.com/2009/01/uncovering-of-holy-relics-of-st-ephraim.html &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:12;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:12;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il nostro padre fra i santi Efrem, il grande martire, è celebrato il 5 maggio (18 del calendario civile).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CHPPAVI%7E1%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman";} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-8338415847182259686?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/8338415847182259686/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=8338415847182259686' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/8338415847182259686'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/8338415847182259686'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2009/05/un-martire-prima-sconosciuto-santefrem.html' title='Un martire prima sconosciuto: sant&apos;Efrem di Nea Makri'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/ShBP0_ZpNuI/AAAAAAAAAEI/6uny9eCboR8/s72-c/Mother+Makaria+with+icon+of+St.+Ephraim+of+Nea+Makri.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-4427744668639115270</id><published>2009-05-11T22:27:00.004+02:00</published><updated>2009-05-11T22:34:23.141+02:00</updated><title type='text'>Vita di San Serafino di Vyritsa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Basilio Muraviev (il futuro Serafino) nacque nel 1865 nella città di Cheremovsky, nella provincia di Yaroslav. I suoi genitori, Nicola e Chione, erano contadini. Quando Basilio aveva dieci anni suo padre morì ed egli dovette assumersi la cura della madre malata e della sorella Olga. Un gentile vicino lo portò con sé a San Pietroburgo e gli trovò un lavoro come commesso in un negozio.&lt;br /&gt;Il ragazzo aveva il segreto desiderio di diventare monaco, così un giorno andò alla Lavra di Sant’Alessandro Nevsky per parlare con uno degli Anziani. Questi gli consigliò di rimanere nel mondo e di far crescere una famiglia. Poi, quando i loro bambini fossero cresciuti, lui e la moglie avrebbero servito Dio nella vita monastica.&lt;br /&gt;Basilio accettò queste parole come volontà di Dio e perciò visse la sua vita come l’Anziano gli aveva indicato. Ritornato al negozio, continuò a lavorare e a mandare soldi alla sua famiglia. Quando poi ebbe ventiquattro anni sposò la moglie, Olga.&lt;br /&gt;Cominciò una propria impresa come pellicciaio e divenne molto benestante. Ebbe un figlio, Nicola, e una figlia, Olga. Dopo la morte di questa, egli e la moglie, tuttavia, decisero, da quel momento in poi, di vivere insieme come fratello e sorella.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SgiKe4VXHOI/AAAAAAAAAD4/77wFlmEG9LM/s1600-h/San+Serafino+Vyritsa.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 214px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SgiKe4VXHOI/AAAAAAAAAD4/77wFlmEG9LM/s320/San+Serafino+Vyritsa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334666021743041762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Quando ebbe intorno ai trent’anni, Basilio diede via gran parte della propria ricchezza, donando denaro a vari monasteri e non appena Nicola fu cresciuto, egli e la moglie entrarono in monastero per servire Dio.&lt;br /&gt;Olga venne tonsurata nel 1919 con il nome di Cristina e visse nel monastero della Resurrezione di Nuova Divyevo a San Pietroburgo. Più tardi venne tonsurata all’Abito (schema) e le venne dato il nome di Serafina. Morì nel 1945.&lt;br /&gt;Non sappiamo dove Basilio ricevette la tonsura monastica (alcuni dicono al Monte Athos), né il nuovo nome che gli venne dato in quell’occasione.&lt;br /&gt;Nel 1927 arrivò alla Lavra di Sant’Alessandro Nevsky, dove divenne padre confessore dei monaci. Lì venne tonsurato al Grande Abito con il nome di Serafino. Divenne subito evidente che San Serafino aveva ricevuto da Dio il dono della chiaroveggenza e della guarigione e molte persone andavano da lui in cerca di aiuto e consiglio.&lt;br /&gt;Il vescovo Alessio (Shimansky) di Novgorod venne dall’Anziano nel 1927 per chiedergli se doveva lasciare la Russia, dal momento che molti vescovi e preti rischiavano l’arresto e l’esecuzione sotto il giogo comunista. Prima però che potesse dire una parola, San Serafino disse: «Molti oggi desiderano lasciare la Russia, ma non c’è nulla di cui aver paura. C’è bisogno di lei qui. Lei diventerà Patriarca e governerà per venticinque anni».&lt;br /&gt;Giunse un periodo di prova per la Lavra. I monaci vennero arrestati, esiliati e inviati in campi di lavoro. Molti vennero uccisi. A cominciare dal 1929, l’Anziano venne arrestato quattordici volte. Egli continuò, nonostante ciò, il suo ministero sacerdotale nei campi di prigionia, dove fortificava e incoraggiava i compagni.&lt;br /&gt;Nel 1933 tornò dai campi e si stabilì a Vyritsa. Era un posto molto bello, con foreste ed un fiume ed era rinomato per il suo clima salubre. La salute di San Serafino si era infatti deteriorata nei campi di prigionia, anche perché era stato picchiato molte volte.&lt;br /&gt;Nel 1913 a Vyritsa era stata costruita una chiesa di legno in onore dell’icona di Kazan della Santissima Genitrice di Dio, per commemorare il trecentesimo anniversario della dinastia dei Romanov. La chiesa superiore aveva due altari: uno dedicato all’icona di Kazan e l’altro a San Nicola. La chiesa inferiore era dedicata a San Serafino di Sarov.&lt;br /&gt;Dopo essersi un po’ riposato, padre Serafino cominciò a ricevere visitatori che cercavano consiglio e conforto da lui. Molti di quelli, afflitti da malattie, ricevettero la guarigione per le sue preghiere. Ben presto le autorità notarono il gran numero di persone che andavano da lui. La sua cella venne cercata varie volte, solitamente di notte. Una volta la polizia venne per arrestare l’Anziano, ma un dottore disse loro che, a causa delle sue molte malattie, questi non era sopravvissuto al viaggio. Decisero di lasciarlo solo e così il Signore protesse la vita del Suo servo.&lt;br /&gt;I Tedeschi entrarono a Vyritsa nel settembre 1941, ma non fecero del male a nessuno e non ci furono saccheggi. Durante la guerra padre Serafino era divenuto debole e ora serviva solo raramente nella cappella di San Serafino. A far data dal 1945, padre Alessio Kibaldin cominciò a servire nella chiesa dell’icona di Kazan.&lt;br /&gt;Nella primavera del 1949 San Serafino divenne molto debole e dovette rimanere a letto; tuttavia permetteva ai visitatori di andare da lui come prima.&lt;br /&gt;Poco prima della sua morte gli apparve la Santissima Genitrice di Dio, consigliandogli di ricevere la Santa Comunione ogni giorno. Padre Alessio Kibaldin gliela portava sempre alle due del mattino, ma una volta rimase addo&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SgiKrDsSt9I/AAAAAAAAAEA/dAwufHTPzr8/s1600-h/Seraphim+Vyritsa.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 316px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SgiKrDsSt9I/AAAAAAAAAEA/dAwufHTPzr8/s400/Seraphim+Vyritsa.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334666230950442962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;rmentato e non arrivò fino alle quattro. Si scusò con l’Anziano per il suo ritardo e notò che c’era una certa luce intorno al Santo. L’Anziano disse: «Padre, non ti preoccupare. I Santi Angeli mi hanno già portato la Comunione». Vedendo il suo volto padre Alessio comprese che era del tutto vero! L’Anziano gli disse di andare a Mosca ed informare il Patriarca che egli si sarebbe assopito nel Signore nel giro di due settimane. Quando padre Alessio riferì il messaggio, il Patriarca si girò verso le sante icone e si fece il segno della croce. Quando si girò di nuovo, lacrime gli scorrevano sulle guance. «Sono stato Patriarca per quattro anni», disse, «me ne rimangono ventuno. Questo è ciò che mi disse il santo Anziano». Il Patriarca Alessio morì nel 1970, come San Serafino aveva previsto.&lt;br /&gt;San Serafino morì nel Signore il 21 marzo 1949 (3 aprile, secondo il calendario civile). L’ora precedente la sua morte chiese che fossero letti gli acatisti alla Genitrice di Dio, a San Serafino di Sarov e a San Nicola. Per una settimana dopo il suo beato riposo, un dolce profumo permeò Vyritsa.&lt;br /&gt;San Serafino venne sepolto nel cimitero vicino alla chiesa dell’icona di Kazan a Vyritsa. Una grande folla di persone andò al funerale e Vyritsa divenne meta di pellegrinaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il monaco dal Grande Abito (schemamonaco) San Serafino venne glorificato dalla Chiesa russa nell’agosto del 2000.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il nostro padre fra i santi Serafino è celebrato il 21 marzo (3 aprile secondo il calendario civile).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traduzione della vita dal sito http://holytransfigurationorthodoxchurch.com/ikon/DailySaints/Seraphim+of+Virits.jpg.php &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-4427744668639115270?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/4427744668639115270/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=4427744668639115270' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/4427744668639115270'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/4427744668639115270'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2009/05/vita-di-san-serafino-di-vyritsa.html' title='Vita di San Serafino di Vyritsa'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SgiKe4VXHOI/AAAAAAAAAD4/77wFlmEG9LM/s72-c/San+Serafino+Vyritsa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-4792335210709014571</id><published>2009-05-10T20:56:00.002+02:00</published><updated>2009-05-10T21:00:05.157+02:00</updated><title type='text'>Un recente miracolo di San Nettario</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; 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Esso è stato riportato in varie pubblicazioni, non ultimo il volume «Ho parlato a San Nettario», Atene 1997, a cura del noto scrittore M. Manolis Melinos.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;«Soffrivo di una grave forma di cancro; il mio torace era una ferita aperta che sanguinava continuamente e secerneva &lt;i style=""&gt;pus&lt;/i&gt;. Mi strappavo la canottiera dal dolore; si trattava di una situazione veramente tragica che mi conduceva direttamente verso la morte. Perciò capite, avevo pure preparato i miei vestiti per la tomba… Il 26 marzo 1980, al mattino, stavo parlando nel mio ufficio ai piedi della chiesa con Sofia Bourdoy (la donna che si occupava delle pulizie) e l’iconografa Elena Kitraki, quando improvvisamente la porta si aprì ed entrò un vecchio sconosciuto. Aveva una barba bianca come la neve, era piccolo e leggermente calvo. Era identico a come San Nettario appare nelle fotografie. Prese tre candele senza pagarle e ne accese solo due. Venerò tutte le icone della chiesa, ma passò oltre quella di San Nettario. Non mi vedeva, nel posto in cui ero. Avevo dolori terribili e le due donne chiusero la tenda dell’ufficio ed andarono dal vecchio. Egli stava di fronte alle Porte Regali, si fece il segno della croce e senza guardarsi intorno disse: «L’anziano è qui?». La donna delle pulizie, conoscendo la mia malattia, volle “proteggermi”: «No, no, è a casa con l’influenza…». Egli rispose: «Non importa, pregate e buona Resurrezione!» e se ne andò.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La donna delle pulizie corse da me e disse: «Padre Nettario, il vecchio che se n’è appena andato sembrava San Nettario in persona! I suoi occhi fiammeggiavano. Penso che fosse San Nettario venuto ad aiutarla…» La ringraziai, pensando che lo dicesse per consolarmi. Ma c’era qualcosa di strano: la mandai insieme con l’iconografa per cercare lo sconosciuto e portarlo indietro. Andai nel santuario e venerai il crocifisso, piangendo e chiedendo ancora una volta a Cristo di curarmi. I loro passi si fermarono: «Padre, il vecchio è venuto». Provai a baciargli la mano, ma nella sua umiltà egli me lo impedì; invece si curvò e baciò la mia. Gli chiesi: «Come ti chiami?» «Anastasios, figliolo», disse, riferendosi al suo nome di battesimo, che portava prima di diventare un monaco…&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Lo condussi a venerare le sante reliquie. Egli tirò fuori un paio di occhiali con una sola mano e appena li vedemmo fummo stupiti! Erano gli stessi di San Nettario che avevamo nello scrigno delle sante reliquie. Mi erano state date dall’anziana Gerontissa Nettaria del monastero di Egina. «La fede è tutto» disse lo straniero, mettendosi gli occhiali. Cominciò con riverenza ad abbracciare tutte le sante reliquie che la donna delle pulizie mostrava, eccetto quelle di San Nettario, che superò…&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;«Anziano, perdonami» gli dissi «ma perché non veneri il miracoloso San Nettario?» Si girò e mi guardò sorridendo. Gli chiesi: «Dove alloggi, anziano?» Egli mi mostrò in alto, dove stavamo costruendo una nuova chiesa (dedicata a San Nettario) dicendo: «La mia casa non è ancora pronta e sono preoccupato. La mia posizione non mi permette di vivere qua e là…» «Anziano, devo confessarti che ti ho detto una bugia prima, io ho un cancro! Ma voglio stare bene, per fare il Santo Altare e finire prima la chiesa, poi posso morire…» «Non ti preoccupare» mi disse «adesso vado. Vado a Paros a venerare Sant’Arsenio e a visitare padre Filoteo (Zervakos)», aggiunse, e prese ad andarsene passando attraverso la grande icona senza pensarci due volte…&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Lo fermai e misi le mie mani sul suo volto: «Mio anziano, mio anziano, il tuo viso sembra esattamente quello di San Nettario, che è venerato in questa chiesa…» Allora lacrime caddero dai suoi occhi. Mi benedisse e mi abbracciò. Prendendo coraggio aprii le mie mani per abbracciarlo, ma quando le stesi e mentre potevo vederlo davanti a me, le mie mani abbracciarono solo il mio torace.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Dissi di nuovo: «Mio anziano, ti prego, voglio vivere per fare la mia prima liturgia. Aiutami!» Egli si spostò e ponendosi davanti alla sua icona disse: «Figlio mio Nettario, non preoccuparti. È una prova passeggera e starai meglio. Il miracolo che chiedi accadrà e sarà noto a tutto il mondo. Non essere triste…» Immediatamente ci lasciò passando attraverso una porta chiusa… Le donne corsero per raggiungerlo. Egli giunse alla fermata dell’autobus, vi salì e scomparve prima che quello partisse.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Questa vicenda venne raccontata da padre Nettario Vitalis, persona rispettata e affidabile, sempre in presenza di testimoni. Egli alla fine guarì, scombussolando dottori, radiologi e profeti di morte. Perché su tutto vi è il Cristo, il nostro Dio vivente e i Santi nostri intercessori davanti a Dio, più la nostra Madre, la Tuttasanta!&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/Sgcjpr1EIOI/AAAAAAAAADw/Yo6krvS0fXc/s1600-h/Nektarios+Vitalis.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/Sgcjpr1EIOI/AAAAAAAAADw/Yo6krvS0fXc/s400/Nektarios+Vitalis.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334271482690543842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CHPPAVI%7E1%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; 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charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CHPPAVI%7E1%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 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Nemmeno i suoi vestiti erano in alcun modo mutati. Era come se fosse appena morto e fosse stato sepolto il giorno stesso. Non avevano detto al popolo di Egina dell’apertura della tomba, perché aveva già operato molti miracoli, era molto amato e si sarebbe radunata una folla immensa anche da Atene e da altri luoghi in cui era conosciuto. Così andarono ad aprire la tomba la mattina presto, appena terminata la divina liturgia, mentre albeggiava.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Nell’istante in cui l’aprivano, un taxi transitava sulla strada sotto il convento, trasportando una donna di pessima reputazione e molto peccatrice, sulla via del ritorno. Mentre si avvicinavano al convento della Santa Trinità, il profumo era così intenso che ella disse all’autista: «Fermati. Che cos’è questo profumo?». Quello fermò il taxi e rispose: «Oh, qui c’è il convento di San Nettario. Che altro può essere il profumo se non che oggi stanno aprendo la sua tomba? Deve venire da lì. Perché molte volte, prima che lo seppellissero, il suo corpo aveva emanato profumo e certe volte viene pure dalla tomba». Ella uscì dal taxi e corse a vedere. Arrivò al convento &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SgcRTwCFJyI/AAAAAAAAADo/ru18HNq3Hq8/s1600-h/Chiesa+di+San+Nettario+-+Egina.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 229px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SgcRTwCFJyI/AAAAAAAAADo/ru18HNq3Hq8/s320/Chiesa+di+San+Nettario+-+Egina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334251314652456738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;proprio mentre aprivano la bara e vide le reliquie intatte. Era così commossa da questo e specialmente dal profumo, che cominciò a piangere e confessò pubblicamente i suoi peccati. In questo modo venne corretta e divenne una donna prudente e cristiana.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;In quei giorni telegrafarono anche all’arcivescovo Crisostomo Papadopoulos ad Atene ed egli giunse sull’isola per vedere di persona le reliquie. Dopo averle esaminate, consigliò irriverentemente alle monache di lasciarle al sole e all’aria per due o tre giorni e poi di riseppellirle, in modo che si dissolvessero. Così avviene con quelli che pretendono di essere pii, ma nei loro cuori non hanno che l’odore della corruzione, il puzzo della morte; essi non possono comprendere le cose di Dio, ma bestemmiano contro il Santissimo Spirito con parole e azioni. Le monache, temendo la censura dell’arcivescovo e anche perché erano di animo semplice, fecero come era stato detto loro. Dopo averlo lasciato al sole per due giorni lo riseppellirono, ma dopo un mese o due riaprirono la tomba e ne trassero le reliquie, che erano ancora intatte, ponendole in un sarcofago di marmo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Nel 1934, quattordici anni dalla morte del Santo, un dottore tornava da un villaggio a cavallo e venne colto da un forte temporale nell’area del convento. Trovò riparo sotto un albero, ma pioveva così forte che gli venne da pensare che non avrebbe smesso tanto presto. Così l’unico riparo che poté individuare era il convento e decise di recarvisi. Aveva conosciuto il Santo Padre Nettario quand’era ancora in vita, ma essendo ateo, non gli portava grande riverenza. Andò a bussare alla porta e le monache lo fecero entrare per la notte, ma poiché era sera ed era proibito dai sacri canoni ospitare uomini nel convento, lo portarono in un luogo esterno, pensato per gli ospiti. Non essendo ancora state chiuse le porte, egli volle investigare su quanto aveva udito in merito a miracoli e reliquie incorrotte. Così andò dov’era il sarcofago e cominciò a spingere il pesante coperchio di marmo fino alla vita del Santo. In quel momento giunse una monaca e urlò: «Che cosa state facendo qui? Cosa volete fare, aprendo la tomba del nostro Anziano?&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SgcRFOWmQwI/AAAAAAAAADg/hPzBjSYMK6Y/s1600-h/Reliquie+S.+Nettario-+Egina.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 134px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SgcRFOWmQwI/AAAAAAAAADg/hPzBjSYMK6Y/s200/Reliquie+S.+Nettario-+Egina.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334251065093538562" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;». Ed egli rispose: «Voglio solo dare un’occhiata» «Ma voi non avete il permesso» ella insisteva e cominciò a creare scompiglio. Nel frattempo egli riuscì comunque ad esaminare le reliquie. Più tardi riportò: «Fui molto stupito di vedere che era il padre Nettario che tutti avevamo conosciuto, nel viso e nell’espressione. Anche la barba era intatta. Gliela tirai un po’, ma non si staccò. Toccai le sue mani e vidi che c’era pelle. Era rimasta ben aderente alle ossa (non c’era molta carne) e non era avvizzita. Poteva essere riconosciuto da chiunque l’avesse visto quand’era vivo». Poi chiusero il sarcofago di marmo.&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CHPPAVI%7E1%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman";} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ma forse per i nostri peccati o per qualche altra ragione, alcuni anni più tardi le reliquie del Santo si dissolsero e ciò che abbiamo ora sono le sue sante ossa. Il suo santo cranio venne incastonato in una mitra vescovile con la parte alta aperta, in modo che chiunque potesse baciarlo. Il resto delle reliquie, che emanava molto profumo, venne posto in un reliquiario d’argento.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Traduzione della vita dal sito http://www.saint-nectarios-of-aegina.org/Biography_of_Saint_Nectarios.html&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il nostro padre tra i Santi Nettario è celebrato il 9 novembre (22 secondo il calendario civile).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-1099820155268546857?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/1099820155268546857/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=1099820155268546857' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/1099820155268546857'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/1099820155268546857'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2009/05/vita-di-san-nettario-di-egina_10.html' title='Vita di San Nettario di Egina, metropolita di Pentapoli e operatore di miracoli (VII)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SgcRTwCFJyI/AAAAAAAAADo/ru18HNq3Hq8/s72-c/Chiesa+di+San+Nettario+-+Egina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-5306295048391421799</id><published>2009-05-01T19:49:00.002+02:00</published><updated>2009-05-01T19:52:19.746+02:00</updated><title type='text'>Vita di San Nettario di Egina, metropolita di Pentapoli e operatore di miracoli (VI)</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5Cospite%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman";} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;Gli ultimi giorni&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il 20 settembre 1920, una monaca di nome Eufemia portò un uomo anziano, che aveva sul capo una piccola &lt;i style=""&gt;rassa&lt;/i&gt; (copricapo monastico) e che era in preda a fortissimi dolori, all’ospedale Aretaieion di Atene, un ospedale pubblico per i poveri. L’infermiere chiese alcune informazioni per registrarlo: «È un monaco?» «No, un vescovo», rispose la monaca. L’infermiere rise sarcastico: «Lasciamo da parte gli scherzi, madre. Mi dica il suo nome, perché io possa registrarlo». «È veramente un vescovo, figliolo. Egli è il reverendissimo Metropolita di Pentapoli». L’infermiere farfugliò fra sé: «È la prima volta che vedo un vescovo senza Panagia (l’immagine della Madre di Dio che si porta al collo), senza croce dorata e soprattutto senza soldi!». La monaca disse nuovamente: «Davvero è un vescovo. Il Metropolita di Pentapoli. La Metropoli dipende dal Patriarcato di Alessandria. Egli è il reverendissimo Nettario Kephalas. Tempo fa egli lasciò l’Egitto e venne da voi a dirigere la scuola Rizarios; è cosa nota. Da alcuni anni e fino ad oggi, tuttavia, egli ha vissuto come un monaco nel convento della Santa Trinità ad Egina. Lì si ammalò gravemente e, nonostante le sue proteste, lo abbiamo portato qui». A questo punto mostrò all’infermiere i documenti del santo, per provare chi fosse.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;L’infermiere, stupito da ciò che aveva visto e sentito, alzò le spalle e disse alla monaca di mettere il santo in una stanza di terza classe, dove si trovavano letti per gli indigenti. I medici gli diagnosticarono una grave cistite, una malattia della vescica. Per due mesi il gerarca Nettario visse con costanti, terribili dolori e alle 22.30 della sera dell’8 novembre 1920, in pace e in preghiera, rese lo spirito a Dio, all’età di 74 anni.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Nei giorni finali della sua vita, il santo era nella corsia degli incurabili, in mezzo a molte persone povere e malate, che venivano portate lì a morire. Nel letto vicino al suo c’era un uomo, paralizzato da molti anni. Appena il santo ebbe reso lo spirito, un’infermiera e la monaca che lo aveva accompagnato preparono il suo sacro tabernacolo per il trasferimento ad Egina per la sepoltura. Per questo vestirono il santo con abiti puliti e, nel farlo, posarono il maglione del santo sul letto del paralitico, per non averlo di mezzo. Immediatamente il paralitico acquisì forza e si alzò dal letto guarito e glorificando Dio.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il giorno del suo trapasso, l’intero ospedale si riempì di un forte profumo, al punto che tutti i pazienti, le infermiere e i dottori uscirono nei corridoi domandandosi da dove provenisse. Per alcuni giorni non furono in grado di usare la stanza dove avevano messo le reliquie, a causa del forte profumo, nonostante avessero tenuto per tutto il giorno le finestre aperte. Questa stanza adesso è una cappella dedicata al santo.&lt;/p&gt;  &lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5Cospite%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:595.3pt 841.9pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:35.4pt; 	mso-footer-margin:35.4pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman";} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Portarono le sue reliquie presso la chiesa della Santa Trinità al Pireo, nel mentre che veniva approntata una piccola bara di legno per la sepoltura. Poi lo trasportarono ad Egina, dove gli diedero una semplice sepoltura nel convento della Santa Trinità.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:12;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-5306295048391421799?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/5306295048391421799/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=5306295048391421799' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/5306295048391421799'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/5306295048391421799'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2009/05/vita-di-san-nettario-di-egina.html' title='Vita di San Nettario di Egina, metropolita di Pentapoli e operatore di miracoli (VI)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-7312487756161190592</id><published>2009-04-21T19:16:00.001+02:00</published><updated>2009-04-21T19:21:59.959+02:00</updated><title type='text'>Vita di San Nettario di Egina, metropolita di Pentapoli e operatore di miracoli (V)</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CHPPAVI%7E1%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:595.3pt 841.9pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:35.4pt; 	mso-footer-margin:35.4pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman";} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Egina&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;A causa dell’eccessivo caos di Atene, delle molte parole, del molto rumore spirituale e psichico, Nettario, persona d’indole tranquilla, desiderò ritirarsi e recarsi in un luogo dove potesse essere con Dio e pregare in accordo con il suo cuore. Cominciò dunque a cercare un posto adatto fuori Atene e giunse all’isola di Egina: aveva infatti sentito dire che lì c’erano molti piccoli monasteri e chiese che non erano più utilizzati. Ad Egina c’era un ragazzo, solito a cadere in &lt;i style=""&gt;trance&lt;/i&gt; e ad avere intuizioni profetiche; spesso dormiva davanti alle Porte Regali e quando si svegliava riferiva i suoi sogni ed essi si avveravano. La gente pensava che si trattasse di un dono di Dio, ma in realtà era posseduto da uno spirito di divinazione, come registrato nel Nuovo Testamento, quando si parla di coloro che profetizzavano grazie ai demoni. La prima volta che Nettario andò sull’isola, il ragazzo gridò: «Un Santo è in arrivo. Andate alla spiaggia ad incontrare l’uomo di Dio». Disse addirittura il suo nome, da dove veniva e perché. Perciò tutti andarono sulla spiaggia per incontrarlo ed egli fu stupito che costoro si fossero radunati per lui e chiese come mai. Gli dissero del ragazzo ed egli comprese immediatamente che era un demonio a parlare e non Dio. Andò da lui, lo benedisse e comandò al demonio di uscire: quegli se ne andò e il ragazzo non parlò mai più di visioni, né fece più profezie. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Nettario si mise dunque in cerca di un luogo adatto e ne trovò uno a circa due ore di cammino dalla città principale, a picco sul mare, una piccola chiesa che un tempo era un monastero dedicato alla Santissima Trinità. Con le sue stesse mani cominciò a ricostruire alcune delle celle intorno. Nel frattempo conobbe una monaca cieca, Xenia, per la quale maturò un profondo rispetto, al punto che ne fece la madre superiore della prima piccola comunità, che si creò con l’arrivo di alcune altre anime.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Dal momento che padre Nettario era davvero un uomo dotato, specialmente per quanto riguardava la confessione, e aveva moltissimo discernimento nelle materie spirituali, molti accorrevano da lui, anche dalla capitale. In questo modo Nettario divenne veramente una luce per l’isola di Egina e il principale confessore e padre spirituale di tutta la Grecia. Con l’aiuto dei suoi figli spirituali e le donazioni della gente che cominciava a riconoscere la sua vita secondo Dio, essi furono in grado di accrescere il convento a più di trenta monache, oltre a tutti quelli che vi si raccoglievano per udire Nettario predicare la Parola. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Una volta il Santo disse alle monache: «Sto costruendo un faro per voi, e Dio ci porrà una luce che risplenderà in lungo e in largo per il mondo intero. Molti la vedranno e verranno qui ad Egina». Ma le monache non poterono comprendere il senso di questa frase, che capirono solo dopo la ricognizione delle sue Sante Reliquie ed i miracoli che cominciarono ad operare. Egli voleva dire che la sua maniera di vivere, il suo stesso santo corpo, erano il faro e se Dio si fosse compiaciuto avrebbe inviato la Sua luce ed essa sarebbe rifulsa in tutto il mondo. E queste parole si sono oggi adempiute.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-7312487756161190592?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/7312487756161190592/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=7312487756161190592' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/7312487756161190592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/7312487756161190592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2009/04/vita-di-san-nettario-di-egina_21.html' title='Vita di San Nettario di Egina, metropolita di Pentapoli e operatore di miracoli (V)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-178591840427501779</id><published>2009-04-12T18:50:00.003+02:00</published><updated>2009-04-12T18:57:09.489+02:00</updated><title type='text'>Vita di San Nettario di Egina, metropolita di Pentapoli e operatore di miracoli (IV)</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Atene&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CHPPAVI%7E1%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:595.3pt 841.9pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:35.4pt; 	mso-footer-margin:35.4pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman";} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Un giorno, mentre scendeva le scale degli uffici del Ministero dopo che gli era stato nuovamente detto che si sarebbe esaminato il suo caso e che gli avrebbero fatto sapere, incontrò un vecchio amico dell’Egitto che conosceva la sua posizione precedente e la sua virtù. Questi si sorprese al vederlo in un tale stato di prostrazione e, quando ne ebbe conosciuto le cause, intercedette presso il Ministero della Religione e dell’Educazione, cosicché il santo venne nominato predicatore nella diocesi di Vitineia e Euboiea. Immaginate, colui che un tempo era Metropolita della Pentapoli ridotto a predicatore, cosa che anche un semplice monaco avrebbe potuto fare; addirittura il permesso di predicare poteva essere dato dal Sinodo anche ad un semplice laico che ne avesse avuto la capacità. Tuttavia egli non pensò per nulla che si trattasse di una nomina umiliante, né ritenne che si trattasse di piccola cosa, anzi, era una della più grandi poter predicare alla gente la Parola di Dio. Non pensò mai che si trattasse di una briciola dalla tavola, gettatagli come ad un cane, ma anzi se ne fece immediatamente carico e prese a cuore la cosa, impegnandosi seriamente nel suo nuovo incarico. In questo modo arrivò nell’isola di Euboiea e cominciò a predicare di chiesa in chiesa.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ma come se non fossero bastate le diffamazioni che aveva dovuto subire ad Atene, altre se ne aggiunsero in Euboiea. Voci messe in giro dagli empi vescovi di Alessandria contro il giusto e immacolato Nettario divamparono come un incendio in tutta l’isola. Ogni volta che predicava, la gente sorrideva, rideva e sussurrava a tal punto che nelle chiese di Euboiea si creò una grande confusione. In un primo momento il santo non comprese, perché era davvero una persona umile e semplice, ma più tardi capì che parlavano e ridevano di lui. Si rese conto che invece di fortificare e edificare le anime, insegnando la Parola di Dio, faceva più danno che&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SeIdFJu8_jI/AAAAAAAAADA/S72esgQnngU/s1600-h/Dean_of+RizariosSchool.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 311px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SeIdFJu8_jI/AAAAAAAAADA/S72esgQnngU/s320/Dean_of+RizariosSchool.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323849683854753330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; bene, dal momento che la gente credeva alle voci e non ascoltava le sue prediche. Per questo decise di dimettersi dall’incarico, anche se non aveva altri mezzi per sostentarsi oltre a quella posizione, e per non creare scandalo nella chiesa tornò ad Atene.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Nel frattempo alcune persone cominciavano a rendersi conto che egli era davvero un uomo buono e che era stato diffamato senza motivo. Essi presero ad amarlo perché non riscontravano nel suo modo di vivere e nelle sue conversazioni alcuna delle cose che erano state dette di lui in Egitto. Queste poche persone erano influenti e lo aiutarono ad essere nominato Preside del Seminario Rizarios ad Atene. Avrebbe potuto celebrare nella chiesa del Seminario, dedicata a San Giorgio, Grande Martire e Portatore di Trofeo, come vescovo-prete. Avrebbe anche insegnato agli studenti, dal momento che era davvero un uomo saggio e colto, come aveva dimostrato nei numerosi lavori scritti sullo stato delle anime e la resurrezione dei corpi, sui motivi per i quali esistono riti di commemorazione e su molti altri argomenti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-178591840427501779?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/178591840427501779/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=178591840427501779' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/178591840427501779'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/178591840427501779'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2009/04/vita-di-san-nettario-di-egina.html' title='Vita di San Nettario di Egina, metropolita di Pentapoli e operatore di miracoli (IV)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SeIdFJu8_jI/AAAAAAAAADA/S72esgQnngU/s72-c/Dean_of+RizariosSchool.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-3546078307942302398</id><published>2009-03-29T19:37:00.002+02:00</published><updated>2009-03-29T19:41:12.702+02:00</updated><title type='text'>Vita di San Nettario di Egina, metropolita di Pentapoli e operatore di miracoli (III)</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pentapoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CHPPAVI%7E1%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:595.3pt 841.9pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:35.4pt; 	mso-footer-margin:35.4pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman";} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Quando ebbe vent’anni andò nell’isola di Chios ed entrò nel grande e rinomato monastero di Nea Moni; divenne monaco il 7 novembre 1875 e con la tonsura ricevette il nome di Lazzaro. Dopo due anni venne ordinato diacono dal metropolita Gregorio di Chios per le sue grandi virtù e la sua devozione e fu in quest’occasione che gli venne dato il nome di Nettario. Davvero questo fu un nome profetico, perché annuncio del nettare di&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/Sc-yeoJgpeI/AAAAAAAAAC4/HRkRMPa691Y/s1600-h/San+Nettario+di+Egina.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 224px; height: 329px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/Sc-yeoJgpeI/AAAAAAAAAC4/HRkRMPa691Y/s400/San+Nettario+di+Egina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318665924190971362" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;vino che il santo padre sarebbe diventato, attraverso i suoi sermoni e soprattutto attraverso la santità della sua vita, nei confronti del pio popolo cristiano. Fu così che il santo&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;padre fu ordinato diacono e più tardi prete.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Più avanti Nettario lasciò Chios a causa delle difficoltà dei tempi e del governo musulmano a andò in Egitto. Qui venne eletto metropolita dell’antica diocesi di Pentapoli (in Cirenaica, l’odierna Libia) e davvero la lampada venne posta sul moggio e brillò per tutti in ogni dove. Tuttavia, a causa delle sue sante virtù, della sua vita immacolata, dei suoi santi sermoni e di tutte le altre cose che lo separavano dal resto del clero, sorse immediatamente un certo malvolere nei suoi confronti tra i suoi colleghi metropoliti, vescovi e membri delle gerarchie ecclesiastiche della sede di Alessandria. Essi non amavano Nettario perché era diverso da loro. Per questa ragione dissero al patriarca Sofronio cose diffamanti nei suoi confronti, in particolare che egli aveva messo gli occhi sul Trono patriarcale attraverso la sua «falsa devozione». Questo perché non volevano riconoscere la sua vera virtù, né il fatto che si trattasse di una persona spiritualmente più elevata e ritenevano che il suo comportamento fosse solo illusorio, per essere considerato santo dalla gente; in virtù di questa popolarità egli avrebbe detronizzato il Patriarca e tutti i Cristiani ortodossi d’Egitto sarebbero insorti per farlo Patriarca. E poiché davvero egli era molto popolare, il Patriarca Sofronio fu facilmente convinto di essere in pericolo. Poco sapevano del vero valore della persona, né comprendevano che egli non era ambizioso come loro per posizioni, gloria e potere.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;In questo modo e per questi motivi sospesero il santo padre come Metropolita del trono di Pentapoli. Il Patriarca stesso, che era stato un grande “amico” del padre, scrisse l’ambigua lettera di sospensione, che più tardi divenne causa di così grande scandalo, dicendo che «per ragioni note al Patriarcato» egli veniva sospeso dalla Metropolia di Pentapoli, ma che gli veniva permesso di rimanere al Patriarcato e di mangiare alla tavola comune, in modo da avere vitto e alloggio. Anche se gli fosse stato chiesto di benedire un matrimonio o un battesimo avrebbe potuto farlo se il permesso gli fosse stato garantito dal vescovo diocesano o dal Patriarcato. In questo modo non venne ridotto allo stato laicale, né sospeso dalle funzioni ecclesiastiche, ma solo estraniato dal suo trono in modo da rimanere senza posizione.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Quando il santo apparve ad Atene con il foglio di sospensione, dopo che queste false voci già erano state fatte circolare, anche la gente innocente credette alle scandalose illazioni, perché videro scritto sul foglio «per ragioni note al Patriarcato», perciò doveva essere vero. In conseguenza sia lo Stato che le autorità ecclesiastiche gli rifiutarono una posizione nella Chiesa di Grecia e venne privato dei mezzi di sostentamento. Si trovò in uno stato straniero, straniero fra la sua stessa gente, senza cibo, alloggio e senza nemmeno il minimo mezzo di sussistenza. Ogni giorno andava all’ufficio del Ministero delle Religioni sperando che potessero fare qualcosa per lui, finché alla fine si stancarono e cominciarono a maltrattarlo e a mancargli di rispetto come Metropolita.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-3546078307942302398?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/3546078307942302398/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=3546078307942302398' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/3546078307942302398'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/3546078307942302398'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2009/03/vita-di-san-nettario-di-egina_29.html' title='Vita di San Nettario di Egina, metropolita di Pentapoli e operatore di miracoli (III)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/Sc-yeoJgpeI/AAAAAAAAAC4/HRkRMPa691Y/s72-c/San+Nettario+di+Egina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-7529625170009527098</id><published>2009-03-12T18:55:00.004+01:00</published><updated>2009-03-12T19:01:47.192+01:00</updated><title type='text'>Vita di San Nettario di Egina, metropolita di Pentapoli e operatore di miracoli (II)</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman; font-weight: bold;"&gt;Viaggio verso la Terra Santa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:12;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CHPPAVI%7E1%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:595.3pt 841.9pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:35.4pt; 	mso-footer-margin:35.4pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman";} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Quando Anastasios era ancora giovane visitò i Luoghi Santi per venerarli. Durante un viaggio sopravvenne una grande tempesta e la nave rischiava di affondare; il capitano, non sapendo che altro fare, diede ordine che fossero preparate le scialuppe di salvataggio e «possa Dio aiutarci». Se qualcuno fosse stato in grado di salvarsi, meglio così, altrimenti la nave sarebbe affondata con tutti a bordo. Il piccolo Anastasios guardò il mare, sentì il capitano e i suoi ordini disperati e gli occhi gli si riempirono di lacrime, poiché si accorse che davvero non c’era via d’uscita. In quel momento tuttavia, quando anche l’ultima speranza di salvezza era perduta e tutti aspettavano l’ordine del comandante di abbandonare la nave, Anastasios gli si avvicinò e prendendo il timone pregò, esclamando verso il cielo: «Mio Dio non voglio morire, voglio predicare il Tuo nome. Perché permetti questo?» Ripeté queste parole diverse volte, poi lasciò andare il timone, estrasse la croce che portava, quella che gli aveva dato la nonna e che conteneva un pezzo della Croce Venerabile, la legò alla cintura, andò verso il lato della nave e la immerse nell’acqua, comandando al mare, come aveva fatto il Signore, con le parole: «Silenzio! Basta». Ripeté il gesto tre volte, quando, o la Tua volontà, Cristo Dio, dopo la terza esortazione ed immersione, il vento cessò e una gran calma seguì, nello stupore di tutti. Essi continuarono il viaggio con grande gioia, glorificando Dio, eccetto per il piccolo operatore di miracoli Anastasios, che era triste perché la Croce Venerabile, dono di sua nonna, era caduta in acqua. Quando attraccarono sentirono uno strano bussare dabbasso. Il capitano mandò dei marinai per capirne la causa, ma essi non trovarono nulla. Questi raggiunsero il ponte quando tutti stavano cominciando a sbarcare e fra essi il piccolo Anastasios. Mentre stavano scendendo, suoni come di bussare vennero ancora uditi dalla stiva e il capitano ordinò nuovamente di cercarne la causa, anche con una piccola barca per esaminare lo scafo. Mentre erano intenti a quest’operazione, un marinaio trovò la Croce Venerabile di Anastasios, nel punto da cui i suoni provenivano. Si può solo immaginare cosa accadde allora. Il marinaio riferì immediatamente il suo ritrovamento e il capitano cominciò a chiamare il piccolo, che era sceso e si trovava già ad una certa distanza. Gli gridò «Kephalas, Kephalas, torna indietro, vieni qui!», facendogli segno. Il piccolo Anastasios ritornò, ricevette il suo “tesoro” e da quel momento lo portò sempre con sé.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-7529625170009527098?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/7529625170009527098/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=7529625170009527098' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/7529625170009527098'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/7529625170009527098'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2009/03/vita-di-san-nettario-di-egina_12.html' title='Vita di San Nettario di Egina, metropolita di Pentapoli e operatore di miracoli (II)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-5996383605722865781</id><published>2009-03-06T16:27:00.002+01:00</published><updated>2009-03-06T16:32:02.387+01:00</updated><title type='text'>Vita di San Nettario di Egina, metropolita di Pentapoli e operatore di miracoli (I)</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Costantinopoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Anastasios Kephalas nacque nell’ottobre del 1846 in Selevria di Tracia. A causa della povertà dei suoi genitori, all’età di quattordici anni andò a Costantinopoli per cercare un lavoro e poterli sostenere finanziariamente; tuttavia non aveva il biglietto per la nave e così si av&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SbFBvXUdqsI/AAAAAAAAACw/uNr7YnHFNgM/s1600-h/StNektariosOfAegina.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 240px; height: 342px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SbFBvXUdqsI/AAAAAAAAACw/uNr7YnHFNgM/s400/StNektariosOfAegina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5310097717616028354" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;vicinò ad una di esse, che era pronta a partire, e chiese al capitano di prenderlo a bordo. Questi, però, vedendolo così giovane, gli disse per scherzo: «Fatti un giro, piccolo, e quando tornerai ti prenderò». Il ragazzo comprese quello che il capitano voleva dirgli in realtà e cominciò ad allontanarsi tristemente. Nel frattempo quegli azionò i motori per salpare, ma, sebbene funzionassero perfettamente, la nave non si muoveva; incrementò la potenza, ma invano. Senza sapere cosa fare, il capitano alzò gli occhi e incontrò lo sguardo del ragazzo che era tristemente in piedi sulla banchina. Era costretto contro la sua volontà e, cedendo, disse al ragazzo di salire. Anastasios saltò su e il capitano si assorse nel problema di come far muovere la nave, anche se non ne ebbe bisogno, perché questa partì immediatamente appena il “passeggero scelto” fu a bordo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;A Costantinopoli Anastasios trovò lavoro presso un commerciante in tabacco che non lo pagava come avrebbe dovuto, perciò andava in giro scalzo e con abiti stracciati; ma aveva moltissima fede in Dio e la preghiera era la sua unica consolazione. Quando vide che il suo datore di lavoro scriveva e riceveva molte lettere, Anastasios, con la sua mente da fanciullo e il suo cuore privo di malizia, volle scriverne una anche lui, perché aveva molte cose da dire. Ma a chi avrebbe potuto spedirla? Non aveva conoscenti e non poteva scriverla alla madre perché la posta non veniva portata al suo piccolo villaggio. E tuttavia sentiva il desiderio di scrivere: voleva lamentarsi del lavoro e della scarsa paga, voleva cibo e vestiti, ma non aveva soldi. Non aveva abbandonato la speranza in Dio e così pensò di scrivere una lettera al Cristo e di comunicargli le sue necessità. Prese la penna e scrisse: «Mio piccolo Cristo, non ho un grembiule, né scarpe. Mandamele! Sai quanto ti amo. Anastasios». Chiuse la lettera con speranza e scrisse sulla busta: «Al Signore Gesù Cristo nei cieli». Sulla strada per imbucare la lettera incontrò il proprietario di un negozio che era dall’altra parte della strada rispetto al suo luogo di lavoro. Quest’uomo lo conosceva bene e sapendo dell’innocenza e della diligenza del ragazzo, aveva cominciato a sentire una grande compassione per lui. Era anch’egli di strada per l’ufficio postale e disse: «Anastasios, dove vai?». Anastasios mormorò qualcosa tenendo la lettera in mano. «Dalla a me, così la spedisco e tu non devi farti tutta la strada». Intimorito e senza pensarci su Anastasios gliela diede. Il commerciante la prese e la mise con quelle che doveva spedire, dando ad Anastasios dei colpetti sul capo e dicendogli di tornare indietro, che lui avrebbe avuto cura della lettera.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Anastasios tornò allegramente al lavoro e il commerciante continuò per la sua strada, pieno di gioia per quel ragazzo buono ed eccezionale. Tuttavia la curiosità lo sopraffece quando giunse alla posta e lesse l’indirizzo della lettera, a tal punto che la aprì e ne lesse il contenuto. Fu così travolto dalle emozioni che prese dei soldi, li mise in una busta e li spedì anonimamente al ragazzo. Anastasios fu pieno di gioia nel riceverli e rese grazie a Dio.&lt;/p&gt;  &lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:12;"  &gt;&lt;/span&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Alcuni giorni dopo il suo datore di lavoro lo vide vestito meglio del solito e pensò che doveva averlo derubato. Stava per picchiarlo e licenziarlo. Ma Anastasios gridò: «Non ho mai rubato nulla nella mia vita, ti prego, non picchiarmi! Me li ha mandati il mio piccolo Cristo». Il commerciante di fronte sentì l’alterco, accorse, prese da parte il datore di lavoro e gli spiegò la storia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-5996383605722865781?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/5996383605722865781/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=5996383605722865781' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/5996383605722865781'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/5996383605722865781'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2009/03/vita-di-san-nettario-di-egina.html' title='Vita di San Nettario di Egina, metropolita di Pentapoli e operatore di miracoli (I)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SbFBvXUdqsI/AAAAAAAAACw/uNr7YnHFNgM/s72-c/StNektariosOfAegina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-4790560036425074716</id><published>2009-02-16T19:31:00.002+01:00</published><updated>2009-02-16T19:45:37.477+01:00</updated><title type='text'>Segnalazione bibliografica</title><content type='html'>Segnalo due volumi in italiano che contengono traduzioni di vite di santi ortodossi (purtroppo però, entrambi fuori catalogo, da quel che mi risulta):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leonzio di Neapoli - Niceforo prete di Santa Sofia, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;I santi folli di Bisanzio. Vite di Simeone e Andrea&lt;/span&gt;, a cura di Paolo Cesaretti, Milano, Mondadori, 1990.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco Maspero (a cura di), &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Santi folli della Chiesa d'Oriente&lt;/span&gt;, Casale Monferrato, Piemme, 1999. Quest'ultimo contiene la traduzione dal greco delle vite di san Giacomo il Monaco, sant'Anastasio il Persiano, san Massimo Kausokalybe, san Romano il Nuovo Martire, santa Teodora d'Alessandria, san Simeone Stilita, santo martire Porfirio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra i classici dell'agiografia ortodossa, scritti peraltro da persone che hanno conosciuto direttamente i santi di cui narrano le gesta, segnalo poi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sant'Atanasio di Alessandria, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vita di Antonio&lt;/span&gt;. L'edizione più economica attualmente in commercio è quella delle edizioni Paoline 2007, a cura di L. Cremaschi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Palladio, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La storia lausiaca&lt;/span&gt;, edita da Mondadori, Fondazione Lorenzo Valla, 1990.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;San Teodoreto di Cirro, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Storia di monaci siri&lt;/span&gt;, Città Nuova 1995, a cura di A. Gallico&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-4790560036425074716?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/4790560036425074716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=4790560036425074716' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/4790560036425074716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/4790560036425074716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2009/02/segnalazione-bibliografica.html' title='Segnalazione bibliografica'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-1960482782224826013</id><published>2009-02-16T19:07:00.004+01:00</published><updated>2009-02-16T19:23:14.638+01:00</updated><title type='text'>Vita di San Gaudenzio, vescovo di Novara (segnalazione)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;Segnalo la traduzione italiana della vita latina di San Gaudenzio, vescovo di Novara (327-418), sul sito http://www.igaudenziani.org/gaudenzio1.htm e http://www.igaudenziani.org/gaudenzio2.htm.&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-weight: bold;font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SZmuMxhLD-I/AAAAAAAAACg/aQ81_18vSKA/s1600-h/Urna+San+Gaudenzio.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 150px; height: 124px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SZmuMxhLD-I/AAAAAAAAACg/aQ81_18vSKA/s320/Urna+San+Gaudenzio.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5303461570679607266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:times new roman;" &gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il nostro padre fra i Santi Gaudenzio è venerato dalla Chiesa il 9 gennaio secondo il calendario giuliano, che corrisponde al 22 gennaio secondo il calendario gregoriano. Le sue reliquie riposano a Novara, nella basilica romano-cattolica a lui dedicata (l'urna è posta nel transetto, nella cappella di destra, ed è nascosta da una grata di metallo) .&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-1960482782224826013?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/1960482782224826013/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=1960482782224826013' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/1960482782224826013'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/1960482782224826013'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2009/02/vita-di-san-gaudenzio-vescovo-di-novara.html' title='Vita di San Gaudenzio, vescovo di Novara (segnalazione)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SZmuMxhLD-I/AAAAAAAAACg/aQ81_18vSKA/s72-c/Urna+San+Gaudenzio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-4190024309847621849</id><published>2009-02-16T18:52:00.006+01:00</published><updated>2009-02-17T09:23:11.602+01:00</updated><title type='text'>Vita di San Giovanni, arcivescovo di Shangai e San Francisco (IX)</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5Cospite%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 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Riportiamo solo due delle centinaia di casi di suoi miracoli.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Victor Boyon fu testimone della guarigione di un amico per opera di Vladika: «Il miracolo avvenne dopo che ebbi ricevuto i diritti d’autore per la pubblicazione inglese “Vita ortodossa” (Orthodox Life) da Jordanville, N.Y., che includevano la foto di Vladika Giovanni. Avevo un amico, un musulmano proveniente dalla Russia, che soffriva per un cancro al sangue e stava perdendo la vista. I dottori erano concordi nel dire che nel giro di tre mesi sarebbe diventato cieco. Posi la foto di Vladika Giovanni dietro la mia lampada di preghiera e cominciai a pregare ogni giorno per il mio amico. Dopo poco tempo egli venne guarito dal tumore e riprese a vederci normalmente. Gli oculisti erano stupefatti. Da quel momento il mio amico ha condotto una vita normale e legge senza difficoltà».&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;L’arciprete Stephan Pavlenko racconta: «Mio fratello Paolo visse per alcuni anni in Vietnam, sebbene non facesse parte dell’esercito. Cercava i bambini feriti e resi orfani dalla guerra e li portava negli orfanotrofi o negli ospedali. In questo modo si avvicinò alla sua futura moglie, una vietnamita di nome Kim En, la quale si occupava anch’essa di aiutare i bambini sfortunati. Mio fratello fece conoscere a Kim la fede cristiana e le vite di molti santi di Dio. Ella gli disse che durante i momenti davvero difficili le appariva in sogno un monaco che la consolava e le diceva cosa fare. Una volta, più o meno nel periodo pasquale, inviai a mio fratello alcune cassette con canti monastici, unitamente a libri e giornali di contenuto spirituale. Ricevuto il mio pacco e mostratone il contenuto a Kim, egli rimase stupefatto quando lei, dopo aver osservato la copertina di un giornale, esclamò: «Questo è il monaco che mi appare in sogno!» Si riferiva ad una foto molto conosciuta di Vladika Giovanni, presa fra le tombe del monastero di Novo Diveevo nella Spring Valley. In seguito Kim venne battezzata nella Chiesa ortodossa, con il nome di Kyra.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il beato arcivescovo Giovanni di Shangai e San Francisco venne canonizzato come santo dalla Chiesa Russa all’Estero il 2 luglio 1994 e, dopo la riunificazione di questa con il Patriarcato di Mosca, il Santo Sinodo ne estese la venerazione alla Chiesa universale il 2 giugno 2008.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Traduzione della Vita inglese dal sito www.fatheralexander.org&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SZpzsOGV_XI/AAAAAAAAACo/F-ajFkZVTbA/s1600-h/san_giovanni_maximovich.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 238px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SZpzsOGV_XI/AAAAAAAAACo/F-ajFkZVTbA/s320/san_giovanni_maximovich.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5303678714718322034" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;Il nostro padre fra i Santi Giovanni Maxi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;movitch e venerato dalla Chiesa il 19 giugno secondo il calendario giuliano, che corrisponde al 2 luglio del calendario gregoriano.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-4190024309847621849?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/4190024309847621849/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=4190024309847621849' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/4190024309847621849'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/4190024309847621849'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2009/02/vita-di-san-giovanni-arcivescovo-di_16.html' title='Vita di San Giovanni, arcivescovo di Shangai e San Francisco (IX)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SZpzsOGV_XI/AAAAAAAAACo/F-ajFkZVTbA/s72-c/san_giovanni_maximovich.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-4505727214975346946</id><published>2009-02-15T22:26:00.007+01:00</published><updated>2009-02-16T19:03:57.478+01:00</updated><title type='text'>Vita di San Giovanni, arcivescovo di Shangai e San Francisco (VIII)</title><content type='html'>&lt;div face="times new roman" style="text-align: justify; font-family: times new roman;"&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5Cospite%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 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&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Fra coloro che conoscevano e amavano Vladika, la prima reazione alle notizie della sua morte improvvisa fu: non può essere! E si trattava di qualcosa di più di una semplice reazione alla sorpresa per l’evento, in quanto fra coloro che gli erano vicini si era incontenibilmente sviluppata l’idea che questo pilastro della Chiesa, questo sant’uomo sempre avvicinabile dal suo gregge, non sarebbe mai morto! Non ci sarebbe mai stato un momento in cui qualcuno non avrebbe più potuto rivolgersi a lui per un consiglio o per consolazione! In un certo senso, da un punto di vista spirituale, quest’idea da allora si è dimostrata vera. Ma è anche una delle realtà di questo mondo che ogni uomo che viva deve morire. Vladika era preparato a questa realtà.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Al direttore dell’orfanotrofio dove viveva, che nella primavera del 1966 gli stava parlando di un consiglio diocesano da tenersi da lì a tre anni, aveva detto: «A quel tempo non ci sarò più». Nel maggio 1966, una donna che conosceva Vladika da vent’anni e la cui testimonianza è, secondo il metropolita Filarete, «degna di completa fiducia», fu sorpresa dal sentirlo dire: «Morirò presto, alla fine di giugno, non a San Francisco, ma a Seattle».&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ancora, la notte prima della sua partenza per Seattle, quattro giorni prima di morire, stupì un uomo per il quale aveva appena officiato un moleben, con le parole: «Non bacere un’altra volta la mia mano». E il giorno della sua morte, alla fine della Divina Liturgia che aveva celebrato, spese tre ore in preghiera davanti all’altare, emergendone non molto tempo prima della sua morte, che avvenne il 2 giugno 1966: morì in una stanza dell’edificio parrochiale annesso alla chiesa. Fu udito cadere e dopo essere stato posto su una sedia da quelli che erano accorsi per aiutarlo, diede il suo ultimo respiro pacificamente e con scars&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SZmqW0Z4opI/AAAAAAAAACY/0M1106MQhkg/s1600-h/Reliquie+Giovanni+Maximovitch.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 400px; height: 376px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SZmqW0Z4opI/AAAAAAAAACY/0M1106MQhkg/s400/Reliquie+Giovanni+Maximovitch.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5303457345206526610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;o evidente dolore, in presenza dell’icona miracolosa del Segno di Kursk.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Prima della canonizzazione le sue reliquie riposarono in una cappella nei sotterranei della cattedrale di San Francisco (dopo la canonizzazione nel giugno del 1994 esse vennero spostate all’interno della chiesa stessa).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Poco dopo la sua morte, cominciò un nuovo capitolo della storia di questo sant’uomo. Esattamente come san Serafino di Sarov aveva detto ai suoi figli spirituali di considerarlo come vivo dopo la sua morte, visitando la sua tomba e dicendogli ciò che riempiva i loro cuori, così è provato che anche Vladika ascoltò coloro che ne onoravano la memoria. Subito dopo la sua morte, un suo vecchio studente, p. Amvrosy P., ebbe una notte un sogno o una visione: Vladika, vestito con i paramenti pasquali, ricolmo di luce e splendente, incensava la cattedrale e con gioia gli disse una sola parola, mentre lo benediceva: «felice».&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Più tardi, prima della fine del periodo dei quaranta giorni, p. Costantine Z., per lungo tempo diacono di Vladika ed ora prete, che in seguito si era adirato con lui e aveva cominciato a dubitare della sua giustizia, vide in un sogno Vladika nella luce, con raggi che splendevano intorno al suo capo così luminosi che era impossibile guardarli. Così i dubbi di p. Costantine sulla sua santità disparvero.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La direttrice della Casa di San Tikhon di Zadonsk e per lungo tempo collaboratrice devota di Vladika, M. A. Shakmatova, vide in sogno una folla di persone trasportare la bara di Vladika nella chiesa di San Tikhon; Vladika tornava in vita e si metteva in piedi davanti alle porte regali, ungendo la gente e dicendo, rivolto a lei: «Dillo alla gente: sebbene io sia morto, tuttavia sono vivo!»&lt;/p&gt;  &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-4505727214975346946?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/4505727214975346946/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=4505727214975346946' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/4505727214975346946'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/4505727214975346946'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2009/02/vita-di-san-giovanni-arcivescovo-di_15.html' title='Vita di San Giovanni, arcivescovo di Shangai e San Francisco (VIII)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SZmqW0Z4opI/AAAAAAAAACY/0M1106MQhkg/s72-c/Reliquie+Giovanni+Maximovitch.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-1996115166418616882</id><published>2009-02-09T20:00:00.010+01:00</published><updated>2009-02-09T20:10:56.505+01:00</updated><title type='text'>Vita di San Giovanni, arcivescovo di Shangai e San Francisco (VII)</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5Cospite%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 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Andò da vari medici, provò alcune cure, tuttavia nulla ebbe efficacia. Decise infine di rivolgersi a Vladika Giovanni e gli scrisse una lettera a San Francisco. Passò un po’ di tempo e la mano guarì. Xenia cominciava a dimenticarsi del suo precedente dolore, quando, una volta, essendo in visita a San Francisco, andò alla cattedrale per la liturgia. Al termine si recò da Vladika Giovanni per il bacio della croce e questi, vedendola, le chiese: «Come sta la tua mano?» Vladika vedeva mia sorella per la prima volta! Come poteva dunque riconoscerla e sapere che era lei ad avere avuto quei dolori?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Anna S. ricorda: «Io e mia sorella Musia fummo coinvolte in un incidente. Ci venne addosso un giovane ubriaco che colpì con notevole forza la portiera, nel lato dov’era seduta mia sorella. L’ambulanza la portò subito all’ospedale in condizioni molto serie, con una costola rotta che aveva perforato il polmone e le causava molto dolore. I suoi occhi erano diventati invisibili, talmente aveva il viso gonfio. Quando Vladika venne a visitarla, ella alzò la palpebra con il dito e, avendolo visto, gli prese la mano e la baciò; non poteva parlare, perché era stata tracheotomizzata, ma lacrime di gioia le scesero dagli occhi. Dopo che Vladika l’ebbe visitata varie volte, cominciò a stare meglio. Una volta Vladika entrò in reparto e disse: «Musia sta male, adesso». Allora andò verso il suo letto e, dopo aver chiuso la tenda che vi era intorno, pregò per lungo tempo. Durante questa preghiera fummo avvicinati da due medici e ne approfittai per chiedere quanto fossero serie le sue condizioni e se dovessi chiamare la figlia dal Canada (avevamo tenuto nascosto alla figlia che la madre aveva avuto un incidente). I medici risposero: «Avvisare o meno la famiglia è un problema vostro, quanto a noi non possiamo garantire che arriverà al mattino». Grazie a Dio ella non solo sopravvisse a quella notte, ma guarì completamente e ritornò in Canada… Io e la mia famiglia crediamo che Musia sia stata salvata dalle preghiere di Vladika Giovanni».&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La vita di Vladika era regolata dalle esigenze della vita spirituale e se questo sconvolgeva l’ordine abitudinario delle cose, era per scuotere la gente dalla propria inerzia spirituale e ricordare loro che esisteva un giudizio più alto di quello del mondo. Un rimarchevole incidente degli anni di Vladika a San Francisco (1963) illustra molti aspetti della sua santità: l’audacia spirituale, basata sulla fede assoluta; la sua abilità di vedere il futuro e di superare con la vista spirituale i limiti dello spazio e il potere della sua preghiera, che operava miracoli al di fuori di ogni dubbio. L’incidente venne riferito dalla donna che ne fu testimone, la signora L. Liu; le esatte parole di Vladika furono confermate dal signor T., che è menzionato.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;«A San Francisco mio marito venne coinvolto in un incidente automobilistico e seriamente ferito; aveva perso il controllo dell’equilibrio e soffriva terribilmente. In questo periodo Vladika aveva molti problemi. Conoscendo, però, il potere della sua preghiera, pensai: «Se chiedo a Vladika di venire da mio marito, questi sarà risanato». Ma mi dispiaceva farlo, perché egli era molto occupato. Passarono due giorni e improvvisamente Vladika venne da noi, accompagnato dal signor B.T., che aveva guidato per lui. Vladika stette con noi circa cinque minuti, ma io credevo che mio marito sarebbe stato risanato. Lo stato della sua salute in quel momento era nel suo punto peggiore e dopo la visita di Vladika ci fu una crisi acuta e poi egli cominciò a star meglio e visse ancora quattro anni. Era abbastanza vecchio. In seguito incontrai il signor T. in chiesa e questi mi disse che all’epoca stava portando Vladika all’aeroporto. Improvvisamente quegli gli aveva detto: «Adesso andiamo dai Liu». Egli aveva obbiettato che avrebbero fatto tardi per il volo e che era impossibile tornare indietro in quel momento. Allora Vladika disse: «Puoi essere responsabile della vita di un uomo?» Egli non potè fare altro che condurre Vladika da noi. Nonostante questo, quando andò via, non arrivò in ritardo per l’aereo».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:12;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-1996115166418616882?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/1996115166418616882/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=1996115166418616882' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/1996115166418616882'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/1996115166418616882'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2009/02/vita-di-san-giovanni-arcivescovo-di_09.html' title='Vita di San Giovanni, arcivescovo di Shangai e San Francisco (VII)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-6226504567957561310</id><published>2009-02-06T18:22:00.007+01:00</published><updated>2009-02-06T18:34:53.663+01:00</updated><title type='text'>Vita di San Giovanni, arcivescovo di Shangai e San Francisco (VI)</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; 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In risposta alle pressanti richieste di migliaia di Russi della città che lo avevano conosciuto a Shangai, l’arcivescovo Giovanni venne inviato dal Sinodo come l’unico gerarca capace di riportare la pace nella comunità divisa. Giunse in quest’ultima diocesi che gli venne assegnata come vescovo ventotto anni dopo il suo primo arrivo a Shangai, il giorno della festa dell’Ingresso della Madre di Dio al Tempio, 21 novembre 1962.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Sotto la guida di Vladika venne ripristinata la pace, la paralisi della comunità terminò e così anche i lavori per la cattedrale. Tuttavia anche nel ruolo di pacificatore Vladika venne attaccato e sul suo capo vennero ammucchiate accuse e diffamazioni. Venne forzato ad apparire in tribunale – in flagrante violazione dei canoni della Chiesa – per rispondere all’imputazione assurda di nascondere la disonestà finanziaria del Consiglio parrocchiale. Tutti i coinvolti furono completamente esonerati; ma in questo modo gli ultimi anni di Vladika furono pieni di amarezza e persecuzioni, alle quali instancabilmente replicò senza lamentarsi, senza giudicare nessuno, con una pace immutata.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Vladika rimase fino alla fine del suo cammino coerente con il fedele servizio alla Chiesa. Per coloro che lo conobbero nei suoi ultimi anni spiccavano forse due aspetti del suo carattere: il primo era la sua severità in ciò che riguardava la Chiesa e la Legge di Dio.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Alla fine di ottobre la chiesa romano-cattolica celebra la festa di Tutti i Santi. Esiste una tradizione secondo la quale la notte precedente gli spiriti malvagi celebrino la propria festa del caos. In America, questa celebrazione, detta Halloween, è diventata ocasione nella quale i bambini fanno malefatte vestiti da streghe, diavoli, fantasmi, come se chiamati dai poteri oscuri – una diabolica parodia del Cristianesimo. Un gruppo di Russi aveva organizzato per quella notte un ballo di Halloween. In quello stesso momento, nella cattedrale di San Francisco, si celebrava la Veglia di Tutta la Notte e un buon numero di persone era assente, con grande dispiacere di Vladika. Dopo il rito Vladika andò nel luogo in cui si stava ancora tenendo il ballo. Salì i gradini ed entrò nella sala, con pieno stupore dei partecipanti. La musica terminò e Vladika, completamente in silenzio, diede un’occhiataccia alla gente sbigottita, facendo lentamente e deliberatamente il giro della sala, con il pastorale in man&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SYx0lRiiuCI/AAAAAAAAABo/MeJOKJLSvvU/s1600-h/Giovanni+Maximovitch+e+i+ministranti.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 214px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SYx0lRiiuCI/AAAAAAAAABo/MeJOKJLSvvU/s320/Giovanni+Maximovitch+e+i+ministranti.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5299739045220497442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;o. Non disse una parola e d’altronde non era necessario: la sola vista di Vladika punse la coscienza di tutti, ed era evidente dalla costernazione generale. Vladika se ne andò in silenzio e il giorno dopo, in chiesa, tuonò la sua santa indignazione e il suo bruciante zelo, invitando tutti alla devota vita cristiana.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Tuttavia Vladika non veniva ricordato dal suo gregge per il rigore, ma semmai per la gentilezza, la sua gioia, anche per quella che è stata chiamata “follia in Cristo”. La sua più popolare fotografia cattura qualcosa di questo aspetto del suo carattere. Era specialmente evidente nella sua condotta con i bambini. Dopo le funzioni egli sorrideva e scherzava con i ragazzi che lo servivano, scherzosamente colpendo i refrattari sulla testa con il suo pastorale. Certe volte il clero della cattedrale si sarebbe imbarazzato nel vederlo, nel mezzo di una funzione (ma mai all’altare) chinarsi a giocare con un bambino piccolo. E durante le feste in cui era prevista la benedizione con l’acqua santa, egli spruzzava i fedeli non sulla testa, come d’uso, ma direttamente in viso (cosa che una volta indusse una bambina ad esclamare «ti spruzza proprio!»), con un evidente bagliore negli occhi e una totale noncuranza per l’ansioso imbarazzo dei più pomposi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 10"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt; 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Le legislazione venne modificata e praticamente l’intero campo venne a New York, ancora una volta grazie a lui. Terminato l’esodo del suo gregge dalla Cina, nel 1951 all’arcivescovo Giovanni venne affidato un nuovo compito per il suo zelo pastorale: venne infatti inviato dal Sinodo dei Vescovi all’Arcidiocesi dell’Europa Occidentale, con sede prima a Parigi e poi a Bruxelles. Divenne pertanto uno dei gerarchi di rilievo della Chiesa Russa all’Estero, la cui partecipazione veniva frequentemente richiesta alle sessioni del Sinodo a New York.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;In Europa occidentale Vladika prese ad interessarsi profondamente non solo della diaspora russa, per la quale si impegnava instancabilmente in opere simili a quelle grazie alle quali era stato noto a Shangai, ma anche degli abitanti locali. Ricevette sotto la sua giurisdizione le locali chiese ortodosse francesi e olandesi, proteggendole ed incoraggiando il loro sviluppo ortodosso. Celebrava la divina liturgia in francese ed olandese, così come prima aveva fatto in greco e cinese e come più tardi farà in inglese.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;L’interesse e la devozione di Vladika per i Santi della Chiesa, che già prima sembrava conoscere in modo illimitato, si estese ora ai Santi dell’Europa occidentale che risalissero a prima dello scisma della chiesa latina, molti dei quali, venerati solo localmente, non erano inclusi in alcun calendario ortodosso. Egli raccolse le loro vite ed immagini e più tardi ne sottomise un’ampia lista al Sinodo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Di questo periodo della presenza di Vladika in Europa occidentale la signora E.G. Chertkova ricorda: «In più occasioni visitai Vladika quando viveva nel palazzo del Corpo dei Cadetti, vicino a Parigi. Aveva una piccola cella all’ultimo piano. In essa c’erano un tavolo, una poltrona, varie sedie e, in un angolo, icone e un leggio con dei libri. Non c’erano letti, dal momento che Vladika non si stendeva a dormire, ma pregava appoggiandosi ad un alto bastone con una traversa sulla cima. A volte pregava inginocchiato; più spesso, quando si prostrava, cadeva addormentato in quella posizione sul pavimento per un poco. Ecco come stancava il suo corpo! Alle volte, durante le nostre conversazioni, mi sembrava che sonnecchiasse. Ma quando mi fermavo, egli mi diceva immediatamente: “Continuate, vi ascolto”.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Poiché da tempo la nostra chiesa non aveva un prete stabile, una volta venne un prete da un’altra parrocchia per celebrare i Vespri. L’intera funzione durò solo quarantacinque minuti (di solito dura due ore e mezzo)! Eravamo orripilati! Così tante parti dei Vespri vennero saltate, che decidemmo di riferirlo a Vladika. Speravamo che avrebbe indotto il prete a seguire l’ordine stabilito delle funzioni. Ma egli ci rispose cordialmente: “Com’è difficile accontentare le persone! Io celebro troppo a lungo e lui troppo poco!” Con una simile gentilezza e docilità ci insegnava a non giudicare».&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La reputazione di santità di Vladika si diffuse anche fra i non ortodossi. In una delle chiese cattoliche di Parigi un prete si sforzò di ispirare i suoi giovani con queste parole: «Voi domandate prove, dite che oggi non ci sono più né miracoli, né santi. Perché devo darvi delle prove teoriche, se oggi cammina per le strade di Parigi un santo – San Giovanni dai Piedi Nudi?». Molte persone testimoniarono dei miracoli operati dall’arcivescovo Giovanni in Europa occidentale.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;V.D. racconta: «Molti erano consapevoli che non era necessario dire a Vladika di visitare qualcuno. Il Signore stesso gli ispirava dove e da chi andare. Vladika Giovanni era conosciuto in molti degli ospedali francesi e vi era ammesso in qualunque momento. Egli, senza sbagliarsi, si dirigeva sempre dove c’era bisogno. Una volta mio fratello venne portato in ospedale per una ferita alla testa. Le radiografie rivelarono un’ampia frattura cranica. I suoi occhi gonfiarono e divennero sanguigni; era in condizioni critiche. Vladika, che non conosceva mio fratello, in qualche modo lo trovò nell’ospedale, pregò su di lui e gli impartì la Santa Comunione. Quando gli vennero rifatte le radiografie, non c’era più alcuna frattura ed egli recuperò molto in fretta. Il dottore era sbigottito!»&lt;/p&gt;  &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-8937982252021131346?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/8937982252021131346/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=8937982252021131346' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/8937982252021131346'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/8937982252021131346'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2009/01/vita-di-san-giovanni-arcivescovo-di.html' title='Vita di San Giovanni, arcivescovo di Shangai e di San Francisco (V)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-1755965955738674551</id><published>2008-11-29T17:24:00.002+01:00</published><updated>2008-11-29T17:26:56.509+01:00</updated><title type='text'>Vita di San Giovanni, arcivescovo di Shangai e San Francisco (IV)</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;b style=""&gt;Shangai (II)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Vladika amava visitare gli ammalati e lo faceva ogni giorno, ascoltando le confessioni e portando i Santi Doni. Se la condizione di un paziente diventava critica, Vladika sarebbe andato da lui a qualsiasi ora del giorno o della notte per pregare a fianco del suo letto. Ecco un indubbio miracolo tra i molti che fecero le sue preghiere; fu registrato e inserito negli archivi del County Hospital di Shangai: L.D. Sadkovskaya era molto amante della corsa a cavallo. Una volta venne disarcionata, batté la testa su una roccia e perse conoscenza. Venne portata all’ospedale priva di conoscenza. Un conciliabolo di dottori fu d’accordo nel ritenere che la sua situazione fosse senza speranza e che non c’erano probabilità di sopravvivenza fino al mattino. Il battito era quasi cessato; il cranio era fratturato in più parti, al punto che piccoli frammenti premevano sul cervello. In simili condizioni sarebbe morta sul tavolo operatorio. E anche se il suo cuore avesse sopportato l’operazione e questa fosse andata a buon fine, sarebbe comunque rimasta sorda, muta e cieca.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Sua sorella, dopo aver sentito questo, corse disperata dal vescovo Giovanni e lo pregò di salvarla. Vladika acconsentì. Venne all’ospedale e chiese a tutti di lasciare la stanza, rimanendo in preghiera per due ore circa. Poi chiamò il primario e gli chiese di riesaminarla. Con sua grande sorpresa il battito era regolare! Il medico fu d’accordo nell’eseguire immediatamente l’operazione, ma soltanto alla presenza del vescovo Giovanni. L’intervento riuscì e i dottori furono stupiti quando, subito dopo, la paziente riacquistò conoscenza e chiese da bere. Presto venne dimessa dall’ospedale e visse per molti anni una vita normale.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Vladika visitava anche le prigioni e celebrava la Divina Liturgia per i condannati su un primitivo piccolo tavolo. Ma l’impegno più gravoso per un pastore è visitare gli infermi di mente e gli indemoniati – e Vladika acutamente li distingueva. Fuori Shangai c’era un manicomio e solo Vladika aveva la forza spirituale di visitare queste persone terribilmente malate. Egli dava loro i Santi Doni ed essi, sorprendentemente, li ricevevano pacificamente e lo ascoltavano. Aspettavano sempre la sua visita e lo incontravano con gioia.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Vladika possedeva anche un grande coraggio. Durante l’occupazione giapponese le autorità occupanti tentarono in ogni modo di piegare la colonia russa al proprio volere. Pressioni vennero esercitate sui capi del Comitato degli Emigrati Russi. Due presidenti di questo Comitato si sforzarono di conservare la loro indipendenza e come conseguenza vennero entrambi assassinati. Confusione e terrore afferrarono la colonia russa e in quel momento, Vladika Giovanni, nonostante fosse stato messo in guardia da parte dei Russi che stavano collaborando con i Giapponesi, si dichiarò temporaneamente capo della colonia.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Durante l’occupazione giapponese era estremamente pericoloso camminare per le strade di notte e molte persone cercavano di essere a casa con il buio. Vladika invece, senza prestare attenzione al pericolo, continuò a visitare ammalati e bisognosi ad ogni ora della notte e non venne mai toccato.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;A Shangai un’insegnante di dizione, Anna Petrovna Lushinkova, gli insegnò il modo corretto di respirazione e di pronuncia delle parole, con questo aiutandolo ad ottenere una migliore dizione. Alla fine di ciascuna lezione Vladika le pagava 20 dollari. Nel 1945, durante la guerra, ella venne gravemente ferita e le capitò di trovarsi in un ospedale in Francia. In una notte terribile di tempesta, sentendo che avrebbe potuto morire, Anna Petrovna cominciò a domandare alle infermiere di chiamare Vladika Giovanni, che era in Francia, in modo che potesse darle la Santa Comunione. Le infermiere rifiutarono, poiché l’ospedale aveva le porte serrate durante la notte, a causa delle condizioni di guerra. Anna Petrovna era fuori di sé e continuava a chiamare Vladika. Improvvisamente, intorno alle undici di sera, Vladika apparve nel reparto. Incapace di credere ai suoi occhi Anna Petrovna gli chiese se fosse un sogno o se davvero egli fosse venuto fin da lei. Vladika sorrise, pregò e le amministrò i Santi Doni. Dopo di ciò ella si calmò e cadde addormentata. La mattina dopo si sentì guarita. Nessuno credette che Vladika l’avesse visitata, poiché le porte dell’ospedale erano saldamente serrate. Tuttavia, la sua vicina di stanza comprovò il fatto, affermando di avere anche lei visto Vladika. La più grande sorpresa fu che sotto il cuscino di Anna Petrovna venne trovata una banconota da 20 dollari. In questo modo Vladika lasciò un’evidenza materiale della sua visita.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Un ex chierichetto di Vladika a Shangai ed oggi arciprete, Geoge Larin, riferisce: «Malgrado la severità di Vladika, i giovani chierichetti lo amavano moltissimo. Per me Vladika fu sempre un ideale che desideravo emulare in ogni modo. Così, durante la Quaresima, smisi di dormire nel letto e giacevo sul pavimento, smisi di mangiare il pasto usuale della mia famiglia, ma consumavo pane e acqua in solitudine… I miei genitori si preoccuparono e mi portarono da Vladika. Ascoltandoli fino in fondo, egli chiese alla guardia di andare al negozio e portare una salsiccia. Alle mie grida in lacrime che non volevo rompere il digiuno di Quaresima, il saggio prelato mi ammonì di mangiare la salsiccia e di ricordarmi sempre che l’obbedienza ai genitori era più importante delle realizzazioni personali. «Come devo fare allora, Vladika?», chiesi, desiderando incarichi cui applicarmi in modo speciale. «Va’ in chiesa come hai sempre fatto e a casa fa’ ciò che mamma e papà ti richiedono». Mi ricordo quanto fossi addolorato che Vladika non mi avesse assegnato alcun compito speciale.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Con l’arrivo dei Comunisti, i Russi in Cina furono costretti ancora una volta ad emigrare, la maggior parte di essi attraverso le Filippine. Nel 1949, circa 5000 rifugiati provenienti dalla terraferma cinese vivevano in un campo dell’Organizzazione Internazionale per i Rifugiati sull’isola di Tubabao. Essa si trovava sulla strada dei tifoni stagionali che soffiavano in quella parte di Pacifico. Nei 27 mesi di occupazione del campo, tuttavia, venne minacciata solo una volta da un tifone, il quale cambiò direzione e la evitò.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Quando il timore dei tifoni venne manifestato da un russo ai Filippini, essi replicarono che non c’era motivo di aver timore, perché «il vostro sant’uomo benedice il vostro campo dalle quattro direzioni, ogni notte». Essi riferirono questa frase a Vladika Giovanni, perché nessun tifone colpì l’sola mentre lui era là. Quando il campo era stato quasi interamente evacuato e le persone reinsediate altrove (per lo più negli USA o in Australia), venne colpito da un terribile tifone che lo distrusse interamente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-1755965955738674551?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/1755965955738674551/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=1755965955738674551' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/1755965955738674551'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/1755965955738674551'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2008/11/viat-di-san-giovanni-arcivescovo-di.html' title='Vita di San Giovanni, arcivescovo di Shangai e San Francisco (IV)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-1964423319385184920</id><published>2008-11-25T21:56:00.008+01:00</published><updated>2008-11-28T21:58:57.718+01:00</updated><title type='text'>Vita di San Giovanni, arcivescovo di Shangai e San Francisco (III)</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Shangai (I)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Vladika arrivò a Shangai a fine novembre, per la festa dell’Ingresso della Madre di Dio al Tempio e trovò un’ampia cattedrale in costruzione e un conflitto giurisdizionale da risolvere. La prima cosa che fece fu ripristinare l’unità della Chiesa: stabilì contatti con Serbi, Greci e Ucrai&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SSxnCmS_7fI/AAAAAAAAAAg/_dkTAssBGzU/s1600-h/150px-Stjohn_shanghai.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5272702558081641970" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; width: 111px; cursor: pointer; height: 200px;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SSxnCmS_7fI/AAAAAAAAAAg/_dkTAssBGzU/s200/150px-Stjohn_shanghai.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ni. Mise un’attenzione speciale all’educazione religiosa e si impose come regola di essere presente agli esami orali delle classi di catechismo in tutte le scuole ortodosse di Shangai. Nello stesso tempo diventò il protettore di varie associazioni caritatevoli e filantropiche e partecipò attivamente al loro lavoro, specialmente dopo aver visto le circostanze di bisogno in cui si trovava la maggior parte del suo gregge di rifugiati dall’Unione Sovietica. Non andò mai a prendere il tè dai ricchi, ma fu sempre visto dove c’era bisogno, senza riguardo per l’ora o le condizioni atmosferiche. Organizzò una casa per bambini e figli di genitori in difficoltà, affidandola alla protezione celeste di un santo che egli venerava profondamente, San Tikhon di Zadonsk, che amava i bambini. Vladika stesso raccoglieva bambini ammalati ed affamati dalle strade e dai vicoli bui dei sobborghi di Shangai. Iniziato con otto bambini, più tardi l’orfanotrofio ne ospitò più di cento contemporaneamente e circa millecinquecento in tutto. Quando vennero i Comunisti, Vladika fece evacuare l’intero orfanotrofio prima su un’isola delle Filippine e successivamente in America.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Presto al suo nuovo gregge divenne chiaro che Vladika era un grande asceta. Il nocciolo del suo ascetismo erano la preghiera e il digiuno: mangiava solo una volta al giorno, intorno alle undici di sera; durante la prima e l’ultima settimana di Quaresima non mangiava per nulla e nelle altre settimane, come durante il digiuno di Avvento, mangiava solo l’antidoro dall’altare. Di solito passava le sue notti in preghiera e quando, infine, diventava esausto, appoggiava la testa sul pavimento e rubava poche ore di sonno intorno all’alba. Al momento di servire il Mattutino, si sarebbe bussato invano alla porta: Vladika era rannicchiato a terra, nell’angolo delle icone, sopraffatto dal sonno. Tuttavia, ad un minimo tocco, egli balzava in piedi e in pochi minuti arrivava in chiesa per il rito, con dell’acqua fredda che colava dalla barba, ma sufficientemente sveglio.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Vladika officiava in cattedrale ogni mattina e ogni sera, anche quand’era malato. Celebrava la Divina Liturgia ogni giorno e lo avrebbe fatto per il resto della sua vita; e se per qualche motivo non avesse potuto servire, tuttavia avrebbe almeno ricevuto i Santi Doni. Non importa dove fosse, non sarebbe mancato ad un rito. Una volta, secondo un testimone, «la gamba di Vladika era terribilmente gonfia e il conciliabolo dei dottori, temendo una cancrena, prescrisse l’ospedalizzazione immediata, che Vladika rifiutò categoricamente. Allora i dottori russi informarono il consiglio parrocchiale che essi si consideravano svincolati da qualsiasi responsabilità per la salute e, al limite, anche la vita del paziente. I membri del consiglio, dopo aver lungamente implorato misericordia e minacciato di portarlo a forza, costrinsero Vladika ad acconsentire; fu pertanto mandato all’ospedale russo la mattina del giorno precedente la festa dell’Esaltazione della Santa Croce. Alle sei in punto, tuttavia, Vladika venne a piedi, zoppicando, in cattedrale e servì la Liturgia. In un giorno tutto il gonfiore passò».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;La costante attenzione di Vladika per la mortificazione di sé aveva le sue radici nel timore di Dio, che egli possedeva secondo la tradizione della Chiesa antica e della Santa Russia. Il seguente incidente, riportato da O. Skpichenko e confermato da molti che si trovavano allora a Shangai, illustra bene la sua audace, incrollabile fede in Cristo: «La signora Menshikova venne morsa da un cane rabbioso. Non avendo avuto cura o avendone avuta poca nel farsi fare le iniezioni antirabbiche, ella cadde preda di questa terribile malattia. Il vescovo Giovanni lo seppe e venne a visitare la donna morente. Le diede i Santi Doni, ma proprio in quel momento ella cominciò ad avere uno degli attacchi del male, con schiuma alla bocca e contemporaneamente sputò quanto aveva appena ricevuto. Il Santo Sacramento non può essere gettato via e perciò Vladika lo prese e ingerì quello che la donna aveva vomitato. Quelli che erano con lui esclamarono: “Vladika, cosa sta facendo? La rabbia è estremamente contagiosa!” Ma egli rispose con tranquillità: “Non succederà nulla: questi sono i Santi Doni”. E in effetti, non accadde nulla».&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Oggi è risaputo che Vladika non solo era un uomo giusto e un asceta, ma era anche così vicino a Dio da essere dotato del dono della chiaroveggenza e ci furono guarigioni in conseguenza alle sue preghiere. Colpisce un resoconto di una testimone oculare, Linda Liu, che dà prova dell’elevatezza spirituale di Vladika: «Vladika venne ad Hong Kong due volte. È strano, ma sebbene io allora non lo conoscessi, gli scrissi una lettera chiedendogli di aiutare una vedova e i suoi bambini e gli chiesi anche di alcune personali questioni spirituali, ma non ricevetti mai una risposta. Passò un anno. Vladika venne ad Hong Kong ed io ero tra la folla che si era radunata per incontrarlo in chiesa. Vladika si girò verso di me e disse: “Sei tu che mi hai scritto una lettera!” Io ero stupefatta, perché non mi aveva mai visto prima».&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Ecco un’altra testimonianza: «Venne cantato un molieben, dopo il quale Vladika, stando davanti ad un leggio, teneva un sermone. Io ero vicina a mia madre ed entrambe vedemmo una luce che circondava Vladika fino a lambire il leggio – un alone intorno a lui esteso circa un piede. Tutto questo durò per un tempo piuttosto lungo. Quando il sermone fu terminato, io, colpita da un simile fenomeno inusuale, riferii ciò che avevamo visto ad un amico, che ci rispose: “Sì, molti fedeli l’hanno visto”. Lo vide anche mio marito, che era un po’ più lontano».&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Un evento simile avvenne nel 1939, quando una parrocchiana cominciò a perdere la sua fede a causa delle numerose tribolazioni che le erano accadute. Una volta, mentre entrava in chiesa durante la Liturgia servita da Vladika, ella testimoniò che durante la consacrazione dei Santi Doni una piccola fiamma della forma di un tulipano era discesa nel calice. Dopo questo miracolo la sua fede ritornò ed ella cominciò a pentirsi per la sua debolezza.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;In un caso, a Shangai, gli venne richiesto di portare la comunione ad un moribondo in un ospedale russo. Questa volta prese un altro sacerdote con sé. Al suo arrivo individuò un giovane socievole, di circa vent’anni, che suonava un’armonica. Questo ragazzo avrebbe dovuto essere dimesso il giorno successivo. Vladika Giovanni lo chiamò e gli disse: «Voglio darti subito la comunione». Il giovane immediatamente confessò i suoi peccati e ricevette i Santi Doni. Il sacerdote stupefatto gli chiese perché non andasse dall’uomo morente e invece perdesse tempo con un giovane evidentemente sano. Vladika rispose: «Questi morirà stanotte, mentre l’altro, che è seriamente ammalato, vivrà ancora molti anni». Successe proprio come aveva previsto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-1964423319385184920?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/1964423319385184920/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=1964423319385184920' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/1964423319385184920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/1964423319385184920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2008/11/shangai-i.html' title='Vita di San Giovanni, arcivescovo di Shangai e San Francisco (III)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SSxnCmS_7fI/AAAAAAAAAAg/_dkTAssBGzU/s72-c/150px-Stjohn_shanghai.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-3665664568469645811</id><published>2008-11-25T21:56:00.000+01:00</published><updated>2009-02-15T22:37:49.835+01:00</updated><title type='text'>Shangai I</title><content type='html'>  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Vladika arrivò a Shangai a fine novembre, per la festa dell’Ingresso della Madre di Dio al Tempio e trovò un’ampia cattedrale in costruzione e un conflitto giurisdizionale da risolvere. La prima cosa che fece fu ripristinare l’unità della Chiesa: stabilì contatti con Serbi, Greci e Ucraini. Mise un’attenzione speciale all’educazione religiosa e si impose come regola di essere presente agli esami orali delle classi di catechismo in tutte le scuole ortodosse di Shangai. Nello stesso tempo diventò il protettore di varie associazioni caritatevoli e filantropiche e partecipò attivamente al loro lavoro, specialmente dopo aver visto le circostanze di bisogno in cui si trovava la maggior parte del suo gregge di rifugiati dall’Unione Sovietica. Non andò mai a prendere il tè dai ricchi, ma fu sempre visto dove c’era bisogno, senza riguardo per l’ora o le condizioni atmosferiche. Organizzò una casa per bambini e figli di genitori in difficoltà, affidandola alla protezione celeste di un santo che egli venerava profondamente, San Tikhon di Zadonsk, che amava i bambini. Vladika stesso raccoglieva bambini ammalati ed affamati dalle strade e dai vicoli bui dei sobborghi di Shangai. Iniziato con otto bambini, più tardi l’orfanotrofio ne ospitò più di cento contemporaneamente e circa millecinquecento in tutto. Quando vennero i Comunisti, Vladika fece evacuare l’intero orfanotrofio prima su un’isola delle Filippine e successivamente in America.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Presto al suo nuovo gregge divenne chiaro che Vladika era un grande asceta. Il nocciolo del suo ascetismo erano la preghiera e il digiuno: mangiava solo una volta al giorno, intorno alle undici di sera; durante la prima e l’ultima settimana di Quaresima non mangiava per nulla e nelle altre settimane, come durante il digiuno di Avvento, mangiava solo l’antidoro dall’altare. Di solito passava le sue notti in preghiera e quando, infine, diventava esausto, appoggiava la testa sul pavimento e rubava poche ore di sonno intorno all’alba. Al momento di servire il Mattutino, si sarebbe bussato invano alla porta: Vladika era rannicchiato a terra, nell’angolo delle icone, sopraffatto dal sonno. Tuttavia, ad un minimo tocco, egli balzava in piedi e in pochi minuti arrivava in chiesa per il rito, con dell’acqua fredda che colava dalla barba, ma sufficientemente sveglio.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Vladika officiava in cattedrale ogni mattina e ogni sera, anche quand’era malato. Celebrava la Divina Liturgia ogni giorno e lo avrebbe fatto per il resto della sua vita; e se per qualche motivo non avesse potuto servire, tuttavia avrebbe almeno ricevuto i Santi Doni. Non importa dove fosse, non sarebbe mancato ad un rito. Una volta, secondo un testimone, «la gamba di Vladika era terribilmente gonfia e il conciliabolo dei dottori, temendo una cancrena, prescrisse l’ospedalizzazione immediata, che Vladika rifiutò categoricamente. Allora i dottori russi informarono il consiglio parrocchiale che essi si consideravano svincolati da qualsiasi responsabilità per la salute e, al limite, anche la vita del paziente. I membri del consiglio, dopo aver lungamente implorato misericordia e minacciato di portarlo a forza, costrinsero Vladika ad acconsentire; fu pertanto mandato all’ospedale russo la mattina del giorno precedente la festa dell’Esaltazione della Santa Croce. Alle sei in punto, tuttavia, Vladika venne a piedi, zoppicando, in cattedrale e servì la Liturgia. In un giorno tutto il gonfiore passò».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;La costante attenzione di Vladika per la mortificazione di sé aveva le sue radici nel timore di Dio, che egli possedeva secondo la tradizione della Chiesa antica e della Santa Russia. Il seguente incidente, riportato da O. Skpichenko e confermato da molti che si trovavano allora a Shangai, illustra bene la sua audace, incrollabile fede in Cristo: «La signora Menshikova venne morsa da un cane rabbioso. Non avendo avuto cura o avendone avuta poca nel farsi fare le iniezioni antirabbiche, ella cadde preda di questa terribile malattia. Il vescovo Giovanni lo seppe e venne a visitare la donna morente. Le diede i Santi Doni, ma proprio in quel momento ella cominciò ad avere uno degli attacchi del male, con schiuma alla bocca e contemporaneamente sputò quanto aveva appena ricevuto. Il Santo Sacramento non può essere gettato via e perciò Vladika lo prese e ingerì quello che la donna aveva vomitato. Quelli che erano con lui esclamarono: “Vladika, cosa sta facendo? La rabbia è estremamente contagiosa!” Ma egli rispose con tranquillità: “Non succederà nulla: questi sono i Santi Doni”. E in effetti, non accadde nulla».&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Oggi è risaputo che Vladika non solo era un uomo giusto e un asceta, ma era anche così vicino a Dio da essere dotato del dono della chiaroveggenza e ci furono guarigioni in conseguenza alle sue preghiere. Colpisce un resoconto di una testimone oculare, Linda Liu, che dà prova dell’elevatezza spirituale di Vladika: «Vladika venne ad Hong Kong due volte. È strano, ma sebbene io allora non lo conoscessi, gli scrissi una lettera chiedendogli di aiutare una vedova e i suoi bambini e gli chiesi anche di alcune personali questioni spirituali, ma non ricevetti mai una risposta. Passò un anno. Vladika venne ad Hong Kong ed io ero tra la folla che si era radunata per incontrarlo in chiesa. Vladika si girò verso di me e disse: “Sei tu che mi hai scritto una lettera!” Io ero stupefatta, perché non mi aveva mai visto prima».&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Ecco un’altra testimonianza: «Venne cantato un molieben, dopo il quale Vladika, stando davanti ad un leggio, stava tenendo un sermone. Io ero vicina a mia madre ed entrambe vedemmo una luce che circondava Vladika fino al leggio – un alone intorno a lui esteso circa un piede. Tutto questo durò per un tempo piuttosto lungo. Quando il sermone fu terminato, io, colpita da un simile fenomeno inusuale, riferii ciò che avevamo visto ad un amico, che ci rispose: “Sì, molti fedeli l’hanno visto”. Lo vide anche mio marito, che era un po’ più lontano».&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Un evento simile avvenne nel 1939, quando una parrocchiana cominciò a perdere la sua fede a causa delle numerose tribolazioni che le erano accadute. Una volta, mentre entrava in chiesa durante la Liturgia servita da Vladika, ella testimoniò che durante la consacrazione dei Santi Doni una piccola fiamma della forma di un tulipano era discesa nel calice. Dopo questo miracolo la sua fede ritornò ed ella cominciò a pentirsi per la sua debolezza.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Vladika visitava le prigioni e celebrava la Divina Liturgia per i condannati. In un caso, a Shangai, gli venne richiesto di portare la comunione ad un moribondo in un ospedale russo. Questa volta prese un altro sacerdote con sé. Al suo arrivo individuò un giovane socievole, di circa vent’anni, che suonava un’armonica. Questo ragazzo avrebbe dovuto essere dimesso il giorno successivo. Vladika Giovanni lo chiamò e gli disse: «Voglio darti subito la comunione». Il giovane immediatamente confessò i suoi peccati e ricevette i Santi Doni. Il sacerdote stupefatto gli chiese perché non andasse dall’uomo morente e invece perdesse tempo con un giovane evidentemente sano. Vladika rispose: «Questi morirà stanotte, mentre l’altro, che è seriamente ammalato, vivrà ancora molti anni». Successe proprio come aveva previsto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-3665664568469645811?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/3665664568469645811/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=3665664568469645811' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/3665664568469645811'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/3665664568469645811'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2008/11/shangai-i_25.html' title='Shangai I'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-3678334757988151919</id><published>2008-10-03T19:16:00.006+02:00</published><updated>2008-10-06T19:28:48.391+02:00</updated><title type='text'>Vita di san Giovanni, arcivescovo di Shangai e San Francisco (II)</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;b style=""&gt;Belgrado&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Nel 1921, durante la guerra civile russa, Vladika, insieme con i suoi genitori, i suoi fratelli e la sorella, venne sfollato a Belgrado e cominciò a frequentare l’Università della capitale jugoslava; per vivere lavorava vendendo giornali. Uno dei suoi compagni, che faceva lo stesso, riferì che durante una pausa pranzo doveva correre da un Caffè all’altro e solo con grandi difficoltà riusciva a vendere i giornali, mentre Misha stava semplicemente sul marciapiede e nel giro di pochi minuti i Serbi avevano acquistato tutti i suoi giornali. Alla fine dell’Università, mentre uno dei suoi fratelli si laureò in materie tecniche e divenne ingegnere e l’altro in giurisprudenza ed entrò nella polizia jugoslava, Vladika, nel 1925, prese la laurea in teologia.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Nel 1924 era stato ordinato lettore nella chiesa russa di Belgrado dal Metropolita Antonio, che continuava ad esercitare su di lui una grande influenza; e Vladika, a sua volta, mostrava massimo rispetto e devozione per il suo superiore. Nel 1926 il Metropolita Antonio lo tonsurò monaco e lo ordinò ierodiacono al monastero di Milkov, dandogli il nome di Giovanni, come il suo lontano parente, San Giovanni (Maximovitch) di Tobolsk. Il 21 novembre dello stesso anno, Vladika venne ordinato ieromonaco; la sua ordinazione avvenne così in fretta che non riuscì ad informarne i genitori. L’arcivescovo Gabriele di Cheliabinsk gli disse: «Non preoccuparti, li inviteremo alla tua consacrazione». &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;La città di Bitol si trova nella diocesi di Ochrida. In quel tempo il vescovo titolare era Nicola Velimirovich, noto predicatore, poeta, scrittore ed ispiratore del movimento religioso popolare. Egli apprezzava ed amava il giovane ieromonaco Giovanni quanto il Metropolita Antonio ed esercitò anch’egli una benevola influenza su di lui. Più di una volta lo si sentì dire «Se vuoi vedere un santo vivente, va’ a Bitol da padre Giovanni». Perché, in effetti, stava diventando chiaro che questi era un uomo del tutto straordinario: furono i suoi studenti al seminario che per primi scoprirono quello che era forse il suo più grande sforzo ascetico. Essi in un primo tempo notarono che egli stava alzato a lungo dopo che ognuno era andato a letto; girava per i dormitori, di notte, sollevava le coperte cadute e copriva gli ignari dormienti, facendo su di loro il segno della Croce. In seguito si scoprì che non dormiva quasi per niente, e mai in un letto, permettendosi soltanto un’ora o due per notte di scomodo riposo da seduto o piegato sul pavimento, in preghiera davanti alle icone. Anni dopo ammise lui stesso che da quando aveva preso i voti monastici non aveva mai dormito in un letto. Una simile pratica ascetica è molto rara, sebbene non sconosciuta alla tradizione ortodossa.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;A questo proposito, la badessa Teodora, superiore del monastero di Lesna, in Francia, raccontò che una volta, mentre Vladika stava visitando il convento, gli fece male una gamba e venne chiamato un dottore, che consigliò riposo a letto. Vladika lo ringraziò per la sollecitudine, ma rifiutò di distendersi e nulla poteva persuaderlo. «Allora», raccontò la badessa « - io stessa non so perché fossi così audace – gli dissi schiettamente: “Vladika, come badessa di questo convento, per il potere conferitomi da Dio, le ordino di sdraiarsi”. Vladika mi guardò con sorpresa, venne e si sdraiò. La mattina dopo, tuttavia, era in chiesa per il mattutino e quella fu la fine della cura».&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;L’arcivescovo Averky del monastero della Santa Trinità di Jordanville, all’epoca giovane ieromonaco nella Russia carpatica, testimoniò della profonda impressione che lo ieromonaco Giovanni faceva agli studenti del seminario. Quando essi tornavano a casa per le vacanze, parlavano del loro straordinario maestro che pregava costantemente, serviva la Divina Liturgia o almeno riceveva la Santa Comunione ogni giorno, digiunava strettamente, non dormiva mai coricato e con vero amore paterno li ispirava con gli alti ideali del Cristianesimo e della Santa Russia.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Nel 1934 si decise di elevare lo ieromonaco Giovanni al rango di vescovo. Per quanto riguarda Vladika, nulla era così lontano dai suoi pensieri. Una donna che lo conosceva, riferì di averlo incontrato in quel periodo su un tram di Belgrado; egli le disse di essere in città per errore, essendo stato mandato al posto di un altro ieromonaco Giovanni che doveva essere consacrato vescovo! Quand’ella lo vide il giorno seguente la informò del fatto che la situazione era in realtà peggiore di quanto avesse pensato: era lui che volevano consacrare vescovo! Quando ebbe protestato che questo era fuori discussione, perché aveva difetti nel parlare e non riusciva ad enunciare chiaramente le frasi, gli venne risposto soltanto che anche il profeta Mosé aveva la stessa difficoltà.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;La consacrazione ebbe luogo il 28 maggio 1934. Vladika fu l’ultimo di molti vescovi ad essere consacrato dal Metropolita Antonio e la straordinaria stima che il venerabile gerarca aveva per il nuovo vescovo risulta evidente da una lettera che inviò all’arcivescovo Dimitry nel lontano Oriente. Declinando l’invito fattogli, di ritirarsi in Cina, scriveva: «Caro amico! Sono molto vecchio e incapace a viaggiare, ormai… Ma al mio posto, come mia anima, mio cuore, ti manderò il vescovo Giovanni. Questo piccolo, fragile uomo, che sembra quasi un bambino, è attualmente un miracolo di fermezza e rigore ascetico nel nostro tempo di totale indebolimento spirituale». Vladika venne dunque assegnato alla diocesi di Shangai, in Cina.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-3678334757988151919?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/3678334757988151919/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=3678334757988151919' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/3678334757988151919'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/3678334757988151919'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2008/10/vita-di-san-giovanni-maximovitch-ii.html' title='Vita di san Giovanni, arcivescovo di Shangai e San Francisco (II)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-3047879097620918661</id><published>2008-09-24T19:12:00.001+02:00</published><updated>2008-10-03T19:23:12.860+02:00</updated><title type='text'>Vita di san Giovanni, arcivescovo di Shangai e San Francisco (I)</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;b style=""&gt;Infanzia&lt;/b&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SNp1zZU8sjI/AAAAAAAAAAM/gxpi-8ptNVo/s1600-h/Giovanni+Maximovitch.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SNp1zZU8sjI/AAAAAAAAAAM/gxpi-8ptNVo/s320/Giovanni+Maximovitch.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5249637841486262834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;L’arcivescovo Giovanni nacque il 4 giugno 1896, nel villaggio di Adamovka, provincia di Kharkov, nel sud della Russia. Era un membro della famiglia di piccola nobiltà russa dei Maximovitch, cui era anche appartenuto san Giovanni di Tobolsk. Al battesimo ricevette il nome di Michele e così l’arcangelo Michele divenne il suo protettore celeste. Era un bimbo malaticcio e mangiava poco.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Ricevette l’istruzione secondaria presso la Scuola Militare di Poltava, che frequentò dal 1907 al 1914. Successivamente si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Imperiale di Kharkov, laureandosi nel 1918, prima che fosse confiscata dai Sovietici.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;La città dove vladika Giovanni passò i suoi anni di formazione era davvero una città della Santa Russia e il giovane Michele, sensibile alle manifestazioni di santità, trovò in essa il modello della sua vita futura: c’erano due icone miracolose della Madre di Dio, la Oseryanskaya e la Eletskaya, che venivano portate due volte l’anno in processione dai monasteri dov’erano conservate alla cattedrale della Dormizione. Nel monastero della Protezione, in una grotta affrescata sotto l’altare, riposano i resti del santo arcivescovo Melety Leontovitch, che, dopo la sua morte, nel 1841, diedero un aiuto miracoloso ad alcuni che servivano una panikida per lui, sulla sua bara. Già durante la sua vita l’arcivescovo era venerato per il suo severo ascetismo, specialmente per l’impresa ascetica di astenersi dal sonno: era conosciuto per passare intere notti in piedi immobile, a braccia sollevate, immerso in profonda preghiera. Oltre a ciò, predisse con esattezza il giorno e l’ora della propria morte. Si sa che il giovane Maximovitch aveva una venerazione per questo santo gerarca.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Oggi l’arcivescovo Giovanni potrebbe essere considerato simile al sant’uomo di Kharkov per almeno tre aspetti: si sa che non dormì mai in un letto per quarant’anni; conobbe in anticipo la propria morte; e prima della sua glorificazione, nel 1994, le sue reliquie riposarono in una speciale cappella tombale dove quasi ogni giorno venivano cantate panikide e sulla sua bara veniva letto il salterio da coloro che domandavano il suo aiuto. Questo fu un caso unico di trapianto, com’era in effetti, di una parte della Santa Russia nell’America contemporanea.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SNvtJDDSuGI/AAAAAAAAAAU/_cVNDcmFPNE/s1600-h/Anthony+Khrapovintsky.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SNvtJDDSuGI/AAAAAAAAAAU/_cVNDcmFPNE/s200/Anthony+Khrapovintsky.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5250050530324166754" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Mentre studiava all’Università di Kharkov, Vladika passava più tempo a leggere le vite dei santi che a seguire i corsi; nonostante questo era uno studente eccellente. Evidentemente la sua emulazione dei santi era palese già a quell’età, se il vescovo Antonio di Kharkov, una delle grandi figure della Chiesa di quel tempo (più tardi Metropolita Antonio Hrapovitsky, primo Gerarca e fondatore della Chiesa Russa all’Estero) mise un impegno speciale nel cercare di entrare in confidenza con lui e in seguito tenne il giovane vicino a sé e ne guidò la formazione spirituale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-3047879097620918661?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/3047879097620918661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=3047879097620918661' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/3047879097620918661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/3047879097620918661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2008/09/vita-di-san-giovanni-arcivescovo-di.html' title='Vita di san Giovanni, arcivescovo di Shangai e San Francisco (I)'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SNp1zZU8sjI/AAAAAAAAAAM/gxpi-8ptNVo/s72-c/Giovanni+Maximovitch.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8297231725358911571.post-602603982022906071</id><published>2008-09-18T17:06:00.006+02:00</published><updated>2009-02-01T22:01:47.601+01:00</updated><title type='text'>Sant'Orso di Aosta</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vita del beato Orso, presbitero e confessore della fede nella città di Aosta (secc. VI-VIII?)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SYYKgIMSSQI/AAAAAAAAAAo/-vxoPWDxLOs/s1600-h/RELIQU%7E3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SYYKgIMSSQI/AAAAAAAAAAo/-vxoPWDxLOs/s320/RELIQU%7E3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297933558719072514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;1. Grande opera è indagare le potenze e i miracoli che la potenza del Signore ha operato per mezzo del suo eletto e che opera fino ad ora per mezzo del suo servo; tuttavia riferirò poche delle molte cose accadute, in quanto operò miracoli nel mondo. È martirio l’aver umiliato la carne, vinto il nemico, trionfato sul mondo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;2. Dunque fu uomo di Dio, confessore [della fede] in questa città di Aosta, simile ad agnello mansuetissimo, semplice d’aspetto, ma pronto all’opera del Signore, come il Signore parlando ai suoi discepoli, disse: «Siate prudenti come serpenti e semplici come colombe» (Mt. 10, 16). Nessuno lo vide una volta adirato, né turbato. Mai vi era nella sua bocca altro che pace, sopportazione, umiltà e misericordia; tralasciando il mondo in modo superiore alle umane capacità, si preparava alle gioie del paradiso. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;3. Erano inoltre sue attività quotidiane: visitare gli ammalati, nutrire gli indigenti, consolare gli afflitti, e se vedeva una persona adirata, con molti discorsi calmava il suo animo. Custodiva la via della preghiera insistente, cento volte al giorno e cento alla notte glorificava assiduamente il Signore; una notte in cui percorreva i luoghi dei Santi, armava la sua fronte con il vessillo della croce, e, corso innanzi alle dimore dei Santi, là si aprirono l’ingresso e i chiavistelli del tempio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;4. Uomo di Dio, secondo il detto dell’Apostolo lavorava manualmente, solcando la terra con il sarchiello, e di sua mano piantò una vigna vicino all’ingresso della sua capanna, grazie alla quale si allontanò incolume, con l’aiuto di Cristo, da qualsiasi noia lo avesse tentato e fedelmente ricavò vino da essa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;5. Un tempo dunque ci fu una tale inondazione di piogge, che tutti i fiumi straripavano. Persino il fiume che si vede portare rovina fino ai confini di questo luogo, ebbe anche un tale afflusso di acque che superò tutte le sponde e portò rovina anche alle mura della città con vigorosi flutti. Così con tanta abbondanza d’acqua sommerse anche la chiesa in questo luogo, al punto che difficilmente qualcuno poteva entrarvi, e tutti i suoi campi si trasformavano in distese di ghiaia. Il soldato di Cristo non sapeva cosa fare, né dove portarsi, tuttavia, fiducioso della misericordia del Signore, innalzò intrepido una preghiera al Signore dicendo: «Signore Gesù, buon creatore e guida di tutto il mondo, che guidasti Noè sulle acque del diluvio; che liberasti il tuo popolo dei figli d’Israele dai molli gorghi delle valli e dalla mano del faraone invidioso, con il tuo aiuto passarono attraverso la terra asciutta; che liberasti il santo profeta Giona dal ventre della balena e con la tua parola lo riportasti dalle tempeste dell’abisso a terre asciutte; che stendesti la mano al tuo discepolo Pietro quando stava annegando; accorri all’invocazione del tuo servo e non abbandonare coloro che sperano in te; comanda che la rovina del fiume ritorni al suo alveo». Quando ebbe innalzato la preghiera al Signore, in quello stesso momento [il fiume] ritornò al suo alveo, quasi come se nemmeno un flutto ne fosse fuoriuscito; così la sua preghiera salvò ogni cosa nei dintorni di questo luogo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;6. Non tralascerò i miracoli che fin qui il Cristo si è degnato operare per mezzo del suo servo, che sono noti a tutti. Il beatissimo Orso acquistava un campo con steli di grano e vi lasciava del grano per gli uccelli, secondo l’insegnamento evangelico, che dice: «Guardate gli uccelli del cielo, poiché non seminano, né mietono» (Mt. 6, 26), e tuttavia il Signore li nutre. Era quotidianamente sollecito con le elemosine dei poveri, considerando quello che dice il Signore: «Venite benedetti del Padre mio, ricevete il regno che è preparato per voi dall’origine del mondo» (Mt. 25, 34); ciò nonostante gli uccelli più sopra ricordati gli si appollaiavano sul capo e sulle mani non come se fossero selvatici, ma come addomesticati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;7. Una volta, nel mentre che l’uomo di Dio nutriva i suddetti uccelli e abitava nelle dimore dei Santi martiri, guardando vide un cavaliere che cercava il cavallo del suo signore, che era lo stesso sul quale sedeva, e non sapeva perché, così passando, non venisse anche a pregare presso il concilio dei Santi martiri, dove la confessione stessa [della fede] serviva fedelmente; chiamando a sé il servitore, il beato Orso disse: “Di’, disse, figlio mio, per quale solo motivo hai frequentemente preso questa strada, al punto che il tuo misterioso pensiero non ci è noto? Dove vai imperterrito o cosa cerchi e con dolore sospiri?” Rispondendo nelle lacrime il servitore gli disse: “Mio signore, oggi, quando sono passato per questo sentiero, mi venne sottratto un ottimo cavallo di cui il mio signore ogni giorno aveva cura, e non so cosa fare, «la mia anima è turbata fino alla morte» (Mt. 26, 38; Gv. 12, 27), non so dove fuggire o dove andare, a meno che la tua beata confessione [della fede] non mi consoli”. Allora l’uomo di Dio, con grande incoraggiamento chiamò a sé il fanciullo e gli disse: “Va’, disse, a pregare , figliolo, e ritorna da me e ti dirò la grande gioia che vuoi udire”. Quegli andò e ritornò da lui, aspettando il grande conforto che anche meritò di udire. Gli disse sant’Orso: “Quanti cavalli hai portato al pascolo?”Gli rispose: “Sei” “E quanti ne cerchi ancora?” “Ancora uno” “Questo, con il quale ora giungesti, così più bello d’aspetto, qual è?” Allora il fanciullo, tremante e assai meravigliato disse: “Questo è quello che cerco, signore”. Allora il servitore si prostrò ai piedi di sant’Orso e gli rese grazie e benedisse che il Signore, che attraverso il suo santo ed eletto confessore Orso gli diede un grande e mirabile conforto. Allora infine sant’Orso lo rimproverò e disse: “Le altre volte che percorrerai questa strada, figliolo, ricordati di venire in questo santo luogo e di pregare presso il concilio dei Santi martiri, perché bisogna che tu invochi la misericordia del Signore”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;8. In quello stesso periodo in cui tali cose operava la potenza del Signore per mezzo del suo santo, accadde ad un servitore, ministeriale del vescovo di quella città, di nome Ploceano, di commettere delle colpe; sapendo di aver commesso delle scelleratezze, con una corsa concitata si diede alla fuga verso il concilio dei Santi, dove serviva con zelo l’uomo di Dio. Entrato dunque il beatissimo Orso, svolgendo come consuetudine il servizio connesso alla sua carica, trovò il servitore che stava vicino al tempio e gli disse: “Perché peccasti, figliolo?” Rispondendo il servitore riferì ogni singola colpa da lui commessa e lo pregava che domandasse indulgenza per lui al suo signore. L’uomo di Dio, uscito dal tempio, si recò in città dal suo vescovo Ploceano e cadendo ai suoi piedi disse: “Mio signore, il vostro servitore, riconoscendo di avere peccato presso di voi, trattenuto dal fuggire chiese perdono presso la chiesa dei Santi; perciò chiedo che lo perdoniate per questa colpa”. Gli rispose il vescovo Ploceano: “Va’, fratello, e di’ al servitore di venire, perdonato, alla nostra presenza”. Ritornato, l’uomo di Dio disse al servitore: “Va’, figliolo, e non peccare più, perché per questa colpa hai il perdono del vescovo”. Il vescovo Ploceano, convocando gli altri presenti disse loro: “Se non catturerete questo servitore una volta uscito dal tempio e non me lo porterete, subirete una punizione insieme con lui”. Trattenuto dunque il servitore da coloro che erano stati mandati, condotto davanti al vescovo Ploceano, quegli, gridando contro di lui e preso da pazzia, comandò di percuoterlo tanto, fino alla soglia della morte; comandò di tagliarli i capelli e di porgli sul capo del bitume, agendo non come un cristiano, ma come un ferocissimo tiranno.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;9. Quando a stento il servitore riuscì a fuggire da questi tormenti, venendo dall’uomo di Dio disse: “Perché, disse, hai voluto comportarti in questo modo, padre mio, che mi ordinasti con inganno di uscire come omicida da questa chiesa?” Gli disse il beatissimo Orso: “Cosa accadde, disse, figliolo?” Riferì il servitore cosa gli era stato fatto e mostrò al beato Orso di essere stato percosso e rasato. Gemette l’uomo di Dio, e piangendo, quasi come se avesse commesso una grande scelleratezza, disse: “Ohimé, un nome di vescovo che agisce con falsità. Va’, figliolo, di’ a Ploceano che fra pochi giorni la sua anima sarà presa dagli angeli tartarei, come sta scritto: «Sarete servi di colui cui obbedirete» (Rm. 6, 16) e ancora «Chiunque abbia violato il tempio di Dio, Dio lo farà morire» (1 Cor. 3, 17). E tu, figliolo, prepara il tuo viaggio, perché anche tu migrerai da questo mondo. Va’ in causa con lui; e io poi sarò con voi, in modo da essere presente alla vostra udienza quando verrete in causa davanti al sommo giudice”. Considera queste cose che disse l’uomo di Dio come vere, perché più tardi gli eventi le dimostrarono tali. In quella notte nella quale il suddetto vescovo migrò da questa luce, venne proiettato dal suo letto nella terra e rese lo spirito, anche il servitore, secondo le parole del sant’uomo, migrò da questo mondo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;10. In questi giorni costantemente l’atleta di Dio persisteva in digiuni e veglie, ricordando ciò che il Signore nei precetti del suo vangelo disse: «Beati quei servi che quando verrà il padrone saranno trovati vigilanti. Amen dico a voi che si cingerà, li farà partecipare alla mensa del suo regno e, passando, li servirà» (Lc. 12, 37-38). Perseverando in tali cose, il confessore del Signore, secondo le parole della sua bocca, migrò al Signore: unito al coro dei Santi, fra fiori immarcescibili e germoglianti, fu unito anche ai sacerdoti di Cristo Severo e Giuliano, che da questo mondo lo precedettero nella pace del Signore nell’eterno riposo, regnante il Signor nostro Gesù Cristo, che con il Padre e lo Spirito Santo vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.&lt;span style="font-size:0;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;Traduzione italiana della "Vita" latina del ms. di Farfa (secc. IX-X), edita da A. P. Frutaz, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le fonti per la storia della Valle d'Aosta&lt;/span&gt;, Roma 1966, pp. 163-167.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La memoria del nostro padre fra i Santi Orso è celebrata il 1 febbraio, secondo il calendario giuliano, che corrisponde&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;al 14 febbraio del calendario civile&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SYYK436didI/AAAAAAAAAAw/79-jno3jsOo/s1600-h/Reliquiario+sant%27Orso+006.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SYYK436didI/AAAAAAAAAAw/79-jno3jsOo/s320/Reliquiario+sant%27Orso+006.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297933983846074834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SYYLq3PV8KI/AAAAAAAAAA4/BYP12P1WlT4/s1600-h/Reliquiario+sant%27Orso+008.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SYYLq3PV8KI/AAAAAAAAAA4/BYP12P1WlT4/s320/Reliquiario+sant%27Orso+008.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297934842658680994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SYYMbbBKcwI/AAAAAAAAABA/sSc_yh_fnBw/s1600-h/Reliquiario+sant%27Orso+009.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SYYMbbBKcwI/AAAAAAAAABA/sSc_yh_fnBw/s320/Reliquiario+sant%27Orso+009.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297935676896604930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Particolari del reliquiario di sant'Orso, conservato nella Collegiata omonima ad Aosta (chiesa cattolico-romana) ed esposto il giorno della festa del santo (secondo il calendario gregoriano).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8297231725358911571-602603982022906071?l=santiortodossi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://santiortodossi.blogspot.com/feeds/602603982022906071/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8297231725358911571&amp;postID=602603982022906071' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/602603982022906071'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8297231725358911571/posts/default/602603982022906071'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://santiortodossi.blogspot.com/2008/09/1.html' title='Sant&apos;Orso di Aosta'/><author><name>Alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10497744043311109168</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_at2dPRzGZbs/SYYKgIMSSQI/AAAAAAAAAAo/-vxoPWDxLOs/s72-c/RELIQU%7E3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry></feed>
